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Come rinegoziare il mutuo con la banca


Come rinegoziare il mutuo con la banca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2013



Banca e cliente possono rivedere le condizioni del contratto di mutuo, in base alle mutate esigenze economiche del privato, modificando per esempio i tassi di interesse, la durata, la tipologia di contratto, lo spread.

Con la rinegoziazione del mutuo il mutuatario può ottenere, dalla banca che gli ha concesso il prestito, la modifica di una o più condizioni contrattuali contenute nel contratto di mutuo (ad esempio la durata, il tasso applicato, ecc.).

Lo scopo è quello di permettere al mutuatario di trovare soluzioni più soddisfacenti alla propria condizione economica e finanziaria mutata con il trascorrere del tempo (ad esempio è possibile modificare la durata, il sistema di indicizzazione, lo spread e le commissioni legate al mutuo).

Vantaggi

Con la rinegoziazione si possono ottenere una serie di vantaggi:

– il precedente contratto di mutuo non si estingue e non vi è necessità di accenderne uno nuovo, con risparmio di spese e oneri notarili;

– il mutuatario non perde i benefici fiscali inizialmente previsti per il primo contratto;

– non sono previste spese di rinegoziazione (nessun costo amministrativo, ivi incluse le commissioni bancarie), né l’applicazione di imposte e tasse a carico dei clienti;

– le garanzie già iscritte a fronte del mutuo oggetto di rinegoziazione continuano ad assistere il rimborso del debito alla data di scadenza prevista.

Come si procede

Con la rinegoziazione, il mutuatario e la banca si accordano per modificare alcune condizioni e clausole contrattuali contenute nel contratto di mutuo originario (cosiddetta rinegoziazione volontaria). A tale scopo, il mutuatario deve rivolgersi alla propria banca spiegando con precisione le proprie necessità e ricercando una soluzione condivisa. Né la banca né il cliente possono esigere una modifica unilaterale delle condizioni: in altre parole c’è sempre bisogno del consenso di entrambe le parti per poter modificare l’originario contratto. Né la banca potrebbe assumersi questo potere facendo firmare al cliente una clausola in cui l’autorizzi a ciò.

La rinegoziazione è senza spese e può essere effettuata mediante scrittura privata anche non autenticata (per esempio con uno scambio di corrispondenza tra banca e cliente): ciò significa ce non è richiesta la presenza di un notaio, con conseguente risparmio di costi per il correntista.

La rinegoziazione può avere ad oggetto, senza limiti di tempo, qualsiasi contratto di mutuo: l’unico presupposto è la sopravvenienza di elementi successivi che alterano il rapporto originario.

Le principali clausole contrattuali che possono essere rinegoziate sono:

– la tipologia di mutuo: ad esempio, è possibile passare da un mutuo a tasso variabile ad uno a tasso fisso per garantire la stabilità del valore delle rate al verificarsi di fluttuazioni dei tassi. È ovviamente anche possibile passare da un mutuo a tasso fisso ad un mutuo a tasso variabile;

– il tasso di interesse applicato, rivendendo, ad esempio, la misura dello spread applicato dalla banca in aggiunta al tasso di mercato di riferimento (ad esempio, l’Euribor o il tasso IRS);

– la durata del mutuo, passando ad esempio da un mutuo ventennale a uno trentennale, con il conseguente aumento complessivo degli interessi, ma anche con l’immediata diminuzione dell’importo delle singole rate di rimborso.

Effetti

L’effetto della rinegoziazione è la trasformazione del mutuo in un altro mutuo con le nuove clausole concordate tra debitore e banca.

L’ipoteca a garanzia del mutuo continua ad assistere il rimborso del debito che risulti alla originaria data di scadenza del mutuo stesso, senza il compimento di alcuna formalità o annotazione. Resta fermo il diritto alla riduzione dell’ipoteca a garanzia del mutuo fondiario in caso di estinzione della quinta parte del debito originario.

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3 Commenti

  1. È possibile che la mia banca abbia rifiutato la mia richiesta (verbale) di negoziazione? Il mio mutuo è di 25 anni, tasso variabile con tetto max 5%. Dicono che il motivo è proprio il fatto di avere un “buon” mutuo. Le me condizioni lavorative sono cambiate dalla stipula. Guadagno 570€/mese e ne pago 700€ di rata mensile… Mi hanno invece trovato la soluzione concedendomi un fido che io non volevo…. Ci sarebbe una soluzione?

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  2. salve,prima di farmi un giro tra tante banche in zona,volevo chiedere una info diretta al mio mutuo.io ho un mutuo 25anni tasso fisso 6,05% stipulato nel dic.2007,con richiesta di 130.000,00 euro con rata di 842 euro.con una rinegoziazione ,sempre a tasso fisso a 20 anni quando andrei a pagare?grazie mille

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