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Asta Btp: rendimenti in rialzo

27 Febbraio 2020
Asta Btp: rendimenti in rialzo

Al collocamento di oggi i rendimenti dei Buoni decennali hanno raggiunto l’1%; forte richiesta anche per i quinquennali ed i CCTeu.

L’emergenza coronavirus e la crisi economica che ne sta derivando iniziano a farsi sentire anche sulle aste dei titoli di Stato svolte oggi, che registrano una forte domanda e rendimenti in leggero rialzo rispetto ai collocamenti precedenti. L’agenzia stampa Adnkronos ci fornisce il dettaglio della seduta, nella quale il Tesoro ha collocato Btp nelle due rispettive scadenze di 5 e di 10 anni e CCTeu a 7 anni, per un totale complessivo di 7,5 miliardi di euro.

In particolare nell’asta di Btp a 5 anni, con scadenza febbraio 2025 il tasso è salito di 5 punti rispetto all’ultima emissione toccando lo 0,35%. La domanda è stata maggiore dell’offerta: sono stati richiesti 3,39 miliardi, mentre l’importo assegnato era di 2,5 miliardi.

Nell’asta di Btp a 10 anni, con scadenza ad agosto 2030, sono stati collocati 4 miliardi con una domanda di 5,05 miliardi e un rendimento risalito all’1,00% (in crescita +6 punti rispetto alla precedente asta del 30 gennaio scorso).

Infine il Tesoro ha collocato 1 miliardo di CCTeu (i Certificati di credito del Tesoro, denominati “eu” perché ora vengono agganciati all’indice Euribor anziché alle cedole dei Bot, come avveniva per i vecchi Cct) con scadenza aprile 2025; anche per essi la domanda, pari a 1,66 miliardi, è stata superiore all’offerta e il rendimento si è attestato allo 0,47%.

Sul fronte dell’economia, il ministro Roberto Gualtieri, in un intervento a Radio24 riportato dall’Adnkronos, ha rilevato che “I dati sulla finanza pubblica italiana sono migliori delle nostre previsioni”, afferma, quindi “esistono margini di intervento e poi ovviamente vedremo quanto margine” darà l’Ue, ma l’emergenza coronavirus “non ci costringerà a mettere in discussione l’equilibrio della finanza pubblica, quindi confermiamo i risultati di medio periodo della nostra finanza pubblica”. Dunque “no all’allarmismo ingiustificato”, afferma.



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