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Lasciare eredità ai nipoti e non ai figli

24 Aprile 2020
Lasciare eredità ai nipoti e non ai figli

Alla morte dei nonni cosa spetta ai nipoti?

Tu e tua moglie siete nonni di una nipote a cui siete molto affezionati. Dato che siete anziani, avete pensato di lasciarle la vostra casa e qualche risparmio. È possibile lasciare l’eredità ai nipoti e non ai figli? Quando in famiglia si verificano dei contrasti, spesso e volentieri capita che i genitori e i figli non vadano più d’accordo o, addirittura, smettano di rivolgersi la parola per sempre. In questi casi, quindi, è lecito domandarsi cosa fare della propria eredità.

Devi sapere che la legge riconosce agli eredi legittimi (cioè coniuge, figli, genitori) una quota dell’asse ereditario, detta appunto quota di legittima. Se si desidera lasciare qualcosa ai nipoti, quindi, occorre prima che siano soddisfatte le quote dei legittimari. Le quote disponibili, cioè quelle residue, potranno essere invece attribuite ai nipoti. Per farlo è utile redigere un testamento olografo, cioè una carta scritta di proprio pugno in cui si specifica la volontà di lasciare qualcosa ai propri nipoti.

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire quando è possibile lasciare l’eredità ai nipoti e non ai figli.

Cos’è l’eredità?

Chiariamo subito che quando si parla di eredità si fa riferimento al patrimonio (beni mobili, beni immobili, crediti, debiti, ecc.) che, alla morte del titolare, viene trasmesso ad un altro soggetto. Alla morte di una persona, infatti, si apre quella che nel linguaggio giuridico si chiama successione:

  • testamentaria: così detta se il defunto ha lasciato un testamento;
  • legittima: quando il defunto non ha redatto testamento oppure quando il testamento è nullo o annullato.

Cos’è la quota di legittima?

C’è un limite alla volontà del defunto di disporre dei propri beni con testamento. La legge, infatti, riconosce ad alcune categorie di soggetti (i cosiddetti legittimari) una posizione successoria privilegiata, vale a dire una quota del patrimonio del defunto. Pertanto, possiamo distinguere:

  • una quota disponibile: cioè quella parte del patrimonio che il defunto può liberamente disporre;
  • una quota di legittima (detta anche di riserva): cioè la quota riservata ai legittimari.

Chi sono i legittimari?

Secondo la legge, i legittimari – cioè i familiari a cui è riservata una quota dell’eredità – sono i seguenti soggetti:

  • il coniuge;
  • il partner dell’unione civile;
  • i figli, anche adottivi;
  • gli ascendenti: ad esempio, i nonni o i bisnonni, presi in considerazione solo se non ci sono figli o altri discendenti.

Lasciare eredità ai nipoti e non ai figli

A questo punto, ti chiederai quando è possibile lasciare l’eredità ai nipoti. Al riguardo occorre fare la seguente distinzione:

  • in assenza di testamento: i nipoti possono ereditare solo quando i genitori – cioè i figli del defunto – sono deceduti o hanno rinunciato all’eredità. In questo caso, i nipoti avranno diritto a metà dell’eredità se il coniuge del defunto è ancora in vita oppure all’intera eredità se il coniuge del defunto è già morto;
  • in presenza di testamento: i nipoti possono ereditare solo dopo che saranno state soddisfatte tutte le quote di legittima. Facciamo un esempio: il nonno decide di lasciare una parte dell’eredità ai nipoti. In tal caso, potrà redigere un testamento olografo (cioè scritto di suo pugno) dove decide, ad esempio, di lasciare la barca al nipote Caio. Ciò è possibile solo quando gli altri eredi legittimi (coniuge e figli) avranno ottenuto la quota che spetta loro per legge. Se, invece, i genitori del nipote rinunciano all’eredità, allora la quota passerà al figlio, quindi al nipote del defunto, che potrà decidere se accettare o meno. Attenzione però: tale situazione può verificarsi solo se il defunto non abbia indicato nel proprio testamento un erede in sostituzione di quello rinunciante. Ad esempio, Tizio decide nel proprio testamento di lasciare la villa al mare al figlio Sempronio e, qualora quest’ultimo non accetti, all’amico Mevio. In tal caso, quindi, se Sempronio rinuncia, la villa al mare passerà a Mevio (e non al nipote).

In conclusione, il nipote può ereditare solo se il proprio genitore è defunto o abbia rinunciato all’eredità. In ogni caso, i nonni possono decidere, ciascuno per proprio conto, di redigere un testamento olografo e lasciare qualche bene ai nipoti, avendo cura di rispettare le quote dei legittimari (coniuge e figli).

Lasciare eredità ai nipoti e non ai figli: si può impugnare il testamento?

In presenza di testamento, se le quote dei legittimari non sono state rispettate è possibile esperire l’azione di riduzione. In altre parole, ci si rivolge al giudice per ottenere una pronuncia che riduca, in tutto o in parte, le attribuzioni fatte dal defunto sino alla misura spettante per legge ai legittimari.

Ovviamente, per agire in tal senso è necessario che si sia verificata una lesione effettiva della legittima. Per fare ciò occorre verificare, al momento di apertura della successione, l’entità del patrimonio ereditario, individuando la quota di cui il testatore poteva liberamente disporre e la quota invece riservata ai legittimari. Tale operazione contabile è detta riunione fittizia. In parole povere, la procedura consta di tre step:

  • calcolare il valore dei beni ereditari;
  • sottrarre dai beni i debiti del defunto;
  • sommare al valore ottenuto il valore delle eventuali donazioni fatte in vita dal defunto.

Se dai calcoli emerge che le disposizioni testamentarie eccedono la quota dei legittimari, ad esempio perché il testatore ha lasciato tutto al nipote, allora si potrà agire per ottenere la dichiarazione di inefficacia e di conseguenza la riduzione della quota. Il termine di prescrizione per esperire l’azione di riduzione è di 10 anni dalla data di accettazione dell’ereditàSe, invece, il legittimario vuole ottenere la restituzione del bene, dovrà attivare contro il beneficiario l’azione di restituzione.

I costi per l’impugnazione del testamento variano a seconda della complessità della questione e dei beni coinvolti.



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