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Preposti: compiti e responsabilità

4 Aprile 2020
Preposti: compiti e responsabilità

La legge affida ad ogni datore di lavoro il compito di tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti.

Quando viene firmato un contratto di lavoro scattano obblighi e diritti sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Il lavoratore deve rendere la prestazione di lavoro per la quale è stato assunto, con diligenza e professionaità. Il datore di lavoro deve pagare regolarmente lo stipendio al dipendente.

Accanto a questi obblighi principali ce ne sono, tuttavia, anche altri. Ad esempio, il datore di lavoro deve proteggere la salute e la sicurezza dei dipendenti e per fare questo si avvale di alcune figure ausiliari. Tra queste troviamo i preposti: vediamo quali sono i compiti e le responsabilità.

Scegliere le persone giuste cui affidare il compito di coadiuvare l’imprenditore nella gestione della sicurezza in azienda è di fondamentale importanza. Infatti, in caso di infortuni i malattie professionali, se viene dimostrato che il danno sofferto dal lavoratore è determinato dalla carenza del sistema di sicurezza aziendale, possono scattare conseguenze pesanti, anche sul piano penale.

Preposti: chi sono?

La legge [1] pone a carico del datore di lavoro il cosiddetto obbligo di sicurezza, ossia, il dovere di porre in essere tutte le misure necessarie per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori. Per dare concrettezza a questo obbligo, esiste una normativa specifica in materia di sicurezza sul lavoro [2] che prevede una serie di figure che l’imprenditore deve nominare per gestire la sicurezza in azienda.

Il preposto, che spesso viene considerato una vera e propria “sentinella” della sicurezza in azienda, è una figura fondamentale nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori all’interno delle aziende.

Il Testo Unico sulla sicurezza e salute dei lavoratori prevede che il ruolo del preposto è ricoperto dalla persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

Il preposto, dunque, è colui che osserva come si lavora in azienda e verifica se le modalità di svolgimento del lavoro rispettano le norme sulla sicurezza e i documenti aziendali in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.

Preposti: sono obbligatori?

La prima cosa che le aziende si chiedono è se la nomina del preposto sia un obbligo di legge o sia, invece, una decisione discrezionale dell’azienda stessa.

In linea generale, fatta eccezione per alcuni casi specifici, la nomina del preposto non è obbligatoria per legge. Dunque, è il datore di lavoro che, nei casi in cui non vige un obbligo legale di nomina del preposto, deve verificare se questa nomina è importante per garantire la salute e sicurezza dei lavoratori.

Il datore di lavoro può anche decidere di non nominare il preposto e di organizzare e controllare in via diretta l’attuazione, da parte dei lavoratori, delle direttive dell’azienda in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In alcuni casi, invece, la particolare rischiosità del lavoro posto in essere rende la nomina del preposto obbligatoria per legge.

In particolare e più nel dettaglio, la legge prevede l’obbligo di sorveglianza di un preposto per attività come le seguenti:

  • montaggio e smontaggio delle opere provvisionali;
  • costruzione, sistemazione, trasformazione o smantellamento di una paratoia o di un cassone;
  • lavori di demolizione;
  • lavori in spazi confinati;
  • lavori di installazione di segnaletiche stradali.

Preposti alla sicurezza: quali responsabilità?

Il ruolo del preposto può essere ricoperto solo da persone che conoscono perfettamente il lavoro che si svolge in azienda ed hanno, dunque, l’occhio esperto nel verificare cosa può essere pericoloso per la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Proprio per questo, il ruolo del preposto è solitamente ricoperto da figure aziendali come:

  1. capi reparto;
  2. capi squadra;
  3. capi officina;
  4. capi turno.

Si tratta, dunque, in generale, di figure aziendali che hanno il compito e la responsabilità di sovrintendere e vigilare sulle operazioni di lavoro poste in essere da altri lavoratori.

Il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro introduce il principio di effettività. Da questo principio si può affermare che il preposto è tale non solo se è stato nominato formalmente dal datore di lavoro, ma può essere considerato tale anche a prescindere da una nomina formale, in considerazione del fatto che, effettivamente, svolge un ruolo di coordinamento e sorveglianza sugli altri dipendenti, dando ordini e gestendo persone a loro sottoposte.

In questi casi, possiamo parlare di preposto di fatto, ossia, di soggetto che pur non nominato come tale dal datore di lavoro, ricopre “di fatto” il ruolo di preposto.

Il preposto è chiamato a verificare che le direttive in materia di sicurezza sul lavoro impartite dall’azienda (e dunque non redatte da lui) siano rispettate. Per questo, il datore di lavoro deve offrire al preposto una formazione adeguata e specifica in quanto egli deve sapere come operare.

Preposto alla sicurezza: quali sono i suoi obblighi?

Gli obblighi del preposto sono stabiliti direttamente dalla legge e sono obblighi ai quali egli non può sottrarsi, pena la commissione di un comportamento sanzionabile sotto il profilo disciplinare.

Gli obblighi del preposto alla sicurezza, sulla base delle disposizioni di legge, sono i seguenti:

  • sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza (informando i superiori in caso di persistenza delle inosservanze);
  • verificare che solo i lavoratori che abbiano ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico;
  • richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle misure di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni ai lavoratori affinché, in caso di pericolo grave e immediato, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • informare il più presto possibile i lavoratori, esposti al rischio di un pericolo grave e immediato, riguardo il rischio stesso e le disposizioni in materia di protezione;
  • salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
  • segnalare tempestivamente al datore di lavoro (o al dirigente) le deficienze dei mezzi, delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, così come ogni condizione di pericolo che si verifichi durante l’attività lavorativa;
  • frequentare appositi corsi di formazione.

Oltre agli obblighi previsti direttamente dalla legge, al preposto è richiesto, in generale, di cooperare lealmente con il datore di lavoro per creare un ambiente di lavoro il più possibile sicuro e salubre e nel quale le prescrizioni aziendali in materia di sicurezza vengono rispettate al meglio.

Preposti alla sicurezza: quali sanzioni?

Al pari di tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza e salute sul lavoro, anche i preposti, in caso di inosservanza dei loro compiti e doveri, rischiano di vedersi applicate delle sanzioni.

In particolare, le sanzioni previste dall’ordinamento per i preposti che non rispettano gli obblighi di legge prevedono, a seconda del tipo di violazione posta in essere:

  • arresto da uno a tre mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro;
  • arresto sino a un mese o l’ammenda da 300 a 900 euro;
  • ammenda da 300 a 900 euro.

La formazione del preposto alla sicurezza

Il Testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori, adottando un approccio del tutto nuovo rispetto alle precedenti normative in materia di sicurezza sul lavoro, mette al centro del sistema della sicurezza il lavoratore in prima persona.

Il lavoratore, infatti, deve cooperare con il datore di lavoro nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori e non deve vivere tali obblighi come imposizioni calate dall’alto, ma deve collaborare affinchè queste regole siano seguite costantemente. In questa ottica, il Testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori dà moltissima attenzione al tema della formazione.

La formazione riguarda sia il personale dipendente in genere, che deve essere formato sui principi basilari da tenere in considerazione per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori, sia le figure specifiche previste nella gestione della sicurezza, tra cui:

  • responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
  • medico competente;
  • rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e, ove esistente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito.

Anche per i preposti la legge prevede la formazione obbligatoria per legge a cura ed a carico del datore di lavoro. La formazione in materia di sicurezza sul lavoro, ovviamente, non ha un contenuto sempre identico ma varia a seconda della particolare figura alla quale la formazione viene erogata.

Per quanto concerne i contenuti della formazione da erogarsi ai preposti alla sicurezza, la legge prevede che le materie da trattare siano le seguenti:

  • principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  • definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  • valutazione dei rischi;
  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

Le modalità concrete e la quantità (in termine di ore) di erogazione della formazione sulla sicurezza sono stati definiti da un Accordo della Conferenza Stato – Regioni e Province autonome.

Per quanto concerne, nello specifico, i preposti, si prevede che i corsi di formazione abbiano una durata di 8 ore complessive e, in parte, possono essere svolti anche in modalità e-learning.

La formazione deve essere anche aggiornata: gli aggiornamenti, da svolgere ogni 5 anni, sono di 6 ore e si possono frequentare interamente via e-leraning.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. n. 81/2008.


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