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Legge sul lavoro minorile: cosa prevede

4 Aprile 2020 | Autore:
Legge sul lavoro minorile: cosa prevede

Lavoro dei bambini e degli adolescenti: orario massimo, attività vietate, tipi di contratto, ferie, particolarità.

Il lavoro subordinato dei minorenni è disciplinato da un’apposita legge del 1967 [1], che individua le attività alle quali i bambini e gli adolescenti possono essere adibiti e specifica i loro diritti: orario di lavoro più breve, ferie più lunghe, attività vietate…

Per la precisione, la legge individua due categorie di minori, gli adolescenti e i bambini, distinti in base all’età e al fatto che abbiano concluso o meno il periodo di istruzione obbligatoria; l’appartenenza all’una o all’altra categoria è fondamentale per stabilire in quali attività sia possibile impiegare il minore.

Il lavoro dei bambini è infatti vietato in via generale, salvo casi eccezionali quali le attività culturali, artistiche, sportive, pubblicitarie e nello spettacolo.

Facciamo allora il punto sulla legge sul lavoro minorile: cosa prevede, chi sono i bambini, chi sono gli adolescenti, quali divieti si applicano, per quanto possono lavorare.

Iniziamo proprio dall’individuazione delle due categorie di minori:

  • in base alla legge sul lavoro minorile, sono considerati adolescenti i minori che hanno compiuto i 15 anni di età ma non ancora i 18 e non sono più soggetti all’obbligo scolastico;
  • sono invece considerati bambini i minori che hanno meno di 15 anni, o che pur avendo 15 anni sono ancora soggetti a obbligo scolastico.

Gli adolescenti possono lavorare?

Gli adolescenti possono svolgere attività lavorative in tutti i settori, fermi i limiti stabiliti dalla legge a tutela della loro integrità psico-fisica. La legge sul lavoro minorile vieta lo svolgimento di attività potenzialmente pregiudizievoli.

Quando si acquisisce la capacità lavorativa?

In base alle previsioni del Codice civile [2], la capacità di agire si acquista al compimento del 18° anno di età, ma sono valide le leggi speciali che prevedono un’età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro.

La capacità lavorativa si acquista in presenza delle seguenti condizioni previste dalla legge [3]:

  • compimento dei 16 anni;
  • l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Il contratto di apprendistato di primo livello (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore) costituisce l’unica eccezione per cui questa tipologia contrattuale può essere stipulata con minori che hanno compiuto 15 anni di età.

Per firmare il contratto di lavoro servono i genitori?

Per firmare il contratto, se il lavoratore è adolescente (ha compiuto 16 anni di età e assolto l’obbligo scolastico) non serve chi esercita la potestà genitoriale: l’adolescente è infatti titolare della capacità lavorativa, quindi può sottoscrivere personalmente il contratto di lavoro subordinato.

Solo per i minori che hanno compiuto i 15 anni di età e stipulano un contratto di apprendistato di primo livello, è richiesta l’assistenza di chi esercita la potestà genitoriale.

Quali attività i minori non possono svolgere?

I minori non possono essere adibiti a lavorazioni e lavori potenzialmente pregiudizievoli per il pieno sviluppo fisico. Le attività vietate, indicate dalla legge [4], sono quelle che li espongono ad agenti fisici, biologici e chimici e a processi e lavori pericolosi o pesanti in generale.

Sono vietati, ad esempio, i lavori di fabbricazione e manipolazione di esplosivi o ordigni, i lavori di mattatoio, le attività comportanti l’impiego di gas.

Le attività potenzialmente pericolose possono essere svolte, in deroga al divieto:

  • su autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro e previo parere della ASL;
  • per motivi didattici o di formazione professionale;
  • per il tempo strettamente necessario alla formazione stessa;
  • in aula o in laboratori adibiti all’attività formativa;
  • sotto la sorveglianza di formatori competenti anche in materia di prevenzione e protezione.

L’autorizzazione, ricorrendone i presupposti, viene rilasciata dall’Ispettorato territoriale del lavoro, entro 60 giorni dalla richiesta.

Nella domanda di autorizzazione devono essere indicate:

  • le mansioni cui sarà adibito il minore;
  • l’attività dell’azienda;
  • i macchinari e le sostanze in uso;
  • il numero dei dipendenti.

Quali contratti di lavoro possono essere stipulati con un minore?

A condizione che venga rispettato o sia già stato assolto l’obbligo scolastico, è possibile stipulare con gli adolescenti le seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • contratto di lavoro subordinato intermittente;
  • contratto di lavoro subordinato a domicilio;
  • contratto di lavoro occasionale, sia con libretto famiglia che con il contratto di prestazione occasionale;
  • apprendistato.

I bambini possono lavorare?

La legge vieta di adibire al lavoro i bambini, salvi casi eccezionali quali le attività culturali, artistiche, sportive, pubblicitarie e nello spettacolo: in tal caso ai bambini si applica la disciplina prevista per gli adolescenti, salvo alcune particolarità.

Per adibire i bambini al lavoro, nel dettaglio, è necessario che venga rilasciata un’apposita autorizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro territorialmente competente: all’istanza di autorizzazione va allegato l’assenso scritto di chi esercita la potestà genitoriale.

L’Ispettorato territoriale del lavoro, anche sulla base delle dichiarazioni del datore, entro 30 giorni dalla domanda ha la facoltà di rilasciare o negare l’autorizzazione: questa è comunque valida solo per l’attività per cui è stata richiesta e per l’ambito territoriale di competenza.

Quante ore possono lavorare i bambini?

In base alla legge sul lavoro minorile, per i bambin minori che non hanno compiuto 16 anni l’orario di lavoro non può superare le 7 ore giornaliere e le 35 ore settimanali.

Per i bambini, la legge dispone poi che l’orario di lavoro non può durare oltre le 4 ore e 30 minuti senza interruzioni; ove l’orario di lavoro superi 4 ore e 30 minuti in una giornata dovrà, infatti, essere concessa una pausa intermedia di almeno 1 ora.

In ogni caso l’orario di lavoro dei bambini deve essere articolato in modo da consentire l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Quante ore possono lavorare gli adolescenti?

In base alla legge sul lavoro minorile [5], per i minori di età compresa tra 16 e 18 anni l’orario di lavoro non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 ore settimanali.

Gli adolescenti, poi, non possono essere adibiti al trasporto di pesi per più di 4 ore durante la giornata, compresi i ritorni a vuoto. I minori che hanno più di 15 ma meno di 16 anni, ancora soggetti all’obbligo scolastico e titolari di un apprendistato di primo livello possono effettuare un orario di lavoro non superiore alle 7 ore giornaliere e 35 ore settimanali.

I minori possono lavorare di notte?

Il lavoro notturno, per i minori, è vietato. In deroga al divieto di adibire i minori al lavoro notturno, è previsto che nei settori dello spettacolo la prestazione lavorativa possa protrarsi non oltre le ore 24,00. In tal caso, una volta compiuta la prestazione, il minore ha diritto a un periodo di riposo di almeno 14 ore consecutive.

A quante ferie hanno diritto i minori?

La legge prevede per i bambini un periodo annuale di ferie pari a 30 giorni, a differenza di quanto previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti, che hanno diritto a 4 settimane di assenza.


note

[1] L. 977/1967.

[2] Art.2 Cod. civ.

[3] L. 977/1967; art.1, co. 622, L. 296/2006:

[4] All. 1 L. 977/1967.

[5] Art.18 co.2 L. 977/1967.


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