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Assegni familiari: possono coprire parte del mantenimento?

25 Settembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Settembre 2013



Sono casalinga e sto per separarmi da mio marito il quale percepisce mensilmente dall’Inps gli assegni familiari per la nostra bambina: quando mio marito dovrà versarmi il mantenimento per nostra figlia, quale sarà la sorte degli assegni familiari?

 

Il mantenimento e gli assegni familiari sono due tipi di proventi separati e distinti e pertanto non possono essere considerati parte del mantenimento dovuto da un genitore. Tuttavia a tale principio è possibile derogare.

Innanzitutto va precisato che, secondo la legge [1], dopo la separazione dei coniugi, il genitore al quale sia stata affidata la prole ha diritto a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che ad essi abbia diritto per via del proprio lavoro, sia che di essi sia titolare l’altro coniuge.

Questo significa che il genitore convivente con i figli, a seguito della separazione, ha diritto a chiedere che vengano versati direttamente a lui gli assegni familiari  fino a quel momento corrisposti dall’Inps all’altro coniuge che faceva parte del nucleo familiare.

Va, inoltre, detto che al momento della separazione, il giudice non è tenuto a includere nell’importo del mantenimento quanto già percepito da uno dei genitori a titolo di assegni familiari. Con la conseguenza che nel momento in cui il magistrato stabilirà l’importo dell’assegno, lo farà per intero e non potrà decurtare da esso quanto già un genitore riceve a titolo di assegni familiari.

Ciò non toglie, tuttavia, che i coniugi siano liberi di concordare in senso diverso nel caso in cui decidano di separarsi consensualmente.

I coniugi, infatti, possono prevedere, tra le clausole degli accordi per la separazione consensuale, che la somma che un coniuge è tenuto a versare all’altro per il mantenimento dei figli sia comprensiva degli assegni familiari, il cui ammontare andrà detratto da quanto dovuto nel caso in cui essi siano percepiti direttamente dal coniuge cui sia affidata la prole.

Ad esempio, ipotizziamo che il marito debba versare un assegno di mantenimento di 250 euro alla moglie cui sia stata affidata la prole e che questa percepisca già gli assegni familiari che, supponiamo, ammontino in 130 euro. In tal caso il padre, obbligato al mantenimento dei figli, dovrà versare un importo di 120 euro e non più di 250.


Il giudice della separazione non può, di sua iniziativa, decurtare l’importo del mantenimento per i figli, della parte di esso che viene pagata dall’Inps in assegni familiari. Questo perché una cosa è il mantenimento che il genitore deve ai figli e che ha lo scopo di garantire loro un tenore di vita adeguato alle risorse della famiglia e altra cosa è il contributo che l’Inps versa come sostegno economico alle famiglie più svantaggiate.

Le parti, tuttavia, possono accordarsi chiedendo al giudice che, nel determinare la misura del mantenimento dovuto da un genitore per i figli, tenga conto di quanto già percepito a titolo di assegni familiari.

note

 [1] Art. 211, L.19.5.75 n. 151


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1 Commento

  1. Gentile avvocato,

    credo che l’assegno familiare erogato dall’INPS non debba mai influire sull’importo richiesto per il mantenimento di un figlio minore.

    Altresì, considerando che l’assegno familiare è limitato nel tempo, nonché condizionato da una ufficiale occupazione lavorativa per di almeno un coniuge, non si può ogni volta (in assenza di lavoro regolare e quindi di un sostituto d’imposta) ripresentare un ricorso al tribunale per un adeguamento di mantenimento, poiché risultante insufficiente.

    Secondo il mio punto di vista, l’assegno familiare erogato dall’INPS – variabile e per un max importo di 137,50 – è già ridicolo di suo e pertanto andrebbe considerarlo come un plus “contributo” a favore del minorenne.

    Tuttavia, esistono giudici incapaci di considerare circostanze, nonché il principio in Cassazione civ. 12770/2013.

    Cordiali saluti

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