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Rimborso spese sanitarie: ultime sentenze

9 Aprile 2020
Rimborso spese sanitarie: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: assistenza sanitaria indiretta; cure non praticabili in italia; richiesta di rimborso di spese sanitarie sostenute in centri di alta specializzazione esteri; rimborso delle spese terapeutiche sostenute presso una struttura privata nazionale; ricovero e l’intervento operatorio presso una struttura privata non convenzionata.

Spese mediche e ospedaliere

In tema di assistenza sanitaria indiretta, in forza del combinato disposto degli artt. 3, comma 5, della l. n. 595 del 1985, 2 e 5 del d.m. 3 novembre 1989, qualora la prestazione non sia affatto ottenibile in Italia, è consentito il rimborso per spese sanitarie sostenute dal cittadino italiano all’estero presso centri di alta specializzazione qualora, tenuto conto della particolarità del caso clinico, ricorra il presupposto della non differibilità del trattamento sanitario, essendo la “ratio” della normativa funzionale a sopperire alle disfunzioni strutturali del SSN.

(Fattispecie relativa a soggetto con irreversibile patologia neurologica sottoposto a trattamento riabilitativo praticato solo in un centro di cura austriaco ed in nessun centro italiano).

Cassazione civile sez. lav., 16/07/2019, n.19024

Assistenza sanitaria indiretta: quando è rimborsata?

Condizione per l’accesso al rimborso da parte del Servizio Sanitario delle spese sostenute presso strutture pubbliche e private di ricovero e cura non convenzionate è l’inidoneità della struttura pubblica ad erogare tempestivamente ed in forma adeguata la prestazione richiesta. Infatti elemento essenziale di discrimine nel riconoscere o meno l’insorgenza del diritto soggettivo al rimborso delle suddette spese, da parte della Azienda Sanitaria territorialmente competente è l’effettiva ricorrenza di una comprovata situazione, non soltanto di pericolo di vita o di rischio di aggravamento della malattia per l’assistito, ma anche di impossibilità per la struttura pubblica convenzionata di offrire a costui l’intervento o la cura nei tempi e modi utili, alla luce delle attuali conoscenze medico-scientifiche.

Si può, quindi, affermare che urgenza ed indifferibilità dell’intervento terapeutico da un lato, e impossibilità per la struttura pubblica di approntare in modo tempestivo tale intervento dall’altro, costituiscono vere e proprie condizioni legislativamente imposte per il riconoscimento del diritto soggettivo al rimborso da parte del SSN delle spese sanitarie sostenute in regime di assistenza non convenzionata.

Corte appello Ancona sez. lav., 08/03/2019, n.50

Rimborso delle spese terapeutiche sostenute presso una struttura privata nazionale

La controversia promossa da un privato nei confronti di una A.S.L. per ottenere il rimborso delle spese terapeutiche sostenute presso una struttura privata nazionale, senza la preventiva autorizzazione, per prestazioni sanitarie di alta specialità che offrano anche solo l’opportunità di migliorare le proprie condizioni di integrità psico-fisica e, quindi, di vita, è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto ha ad oggetto la tutela di un diritto primario e fondamentale della persona — ossia il diritto alla salute — per sua natura incomprimibile e non suscettibile di affievolimento.

Consiglio di Stato sez. III, 31/07/2018, n.4731

Rimborso forfettario delle spese sanitarie

Spetta al cittadino che chieda il rimborso forfettario delle spese sanitarie dimostrare che la propria necessità terapeutica non può essere soddisfatta presso struttura pubblica o accreditata in ambito regionale o che in concreto la particolare urgenza del caso sia tale da non consentire l’attesa richiesta da dette strutture, sicché il trattamento nell’Istituto prescelto è legata alla necessità di intervenire immediatamente. Peraltro, il fatto di essere ammesso al rimborso negli anni precedenti alle medesime condizioni, non è di per sé circostanza idonea a supportare la fondatezza della pretesa.

Tribunale Messina sez. lav., 19/03/2018, n.501

Cure specialistiche all’estero e richiesta di rimborso

In materia di richiesta di rimborso delle spese sanitarie sostenute dai cittadini residenti in Italia presso centri di altissima specializzazione all’estero per prestazioni che non siano ottenibili in Italia tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico (L. 23 ottobre 1985, n. 595, art. 5, e relativo D.M. Sanità 3 novembre 1989, come successivamente modificato), la giurisdizione spetta al giudice ordinario sia nel caso che siano addotte situazioni di eccezionale gravità ed urgenza, prospettate come ostative alla possibilità di preventiva richiesta di autorizzazione, sia nel caso che l’autorizzazione sia stata chiesta e che si assuma illegittimamente negata, giacché viene comunque in considerazione il fondamentale diritto alla salute, non suscettibile di essere affievolito dalla discrezionalità meramente tecnica dell’amministrazione in ordine all’apprezzamento dei presupposti per l’erogazione delle prestazioni.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 09/01/2018, n.25

Richiesta di rimborso delle spese sanitarie sostenute all’estero

In materia di richiesta di rimborso delle spese sanitarie sostenute da cittadini residenti in Italia presso centri di altissima specializzazione all’estero per prestazioni che non siano ottenibili in Italia tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico, la giurisdizione spetta al giudice ordinario sia nel caso che siano addotte situazioni di eccezionale gravità ed urgenza, prospettate come ostative alla possibilità di preventiva richiesta di autorizzazione, sia nel caso che l’autorizzazione sia stata chiesta e che si assuma illegittimamente negata, giacché viene in considerazione il fondamentale diritto alla salute, non suscettibile di essere affievolito dalla discrezionalità meramente tecnica dell’Amministrazione in ordine all’apprezzamento dei presupposti per l’erogazione delle prestazioni.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 02/09/2016, n.1616

Prestazioni non ottenibili in Italia

In materia di richiesta di rimborso delle spese sanitarie sostenute dai cittadini residenti in Italia presso centri di altissima specializzazione all’estero, per prestazioni che non siano ottenibili in Italia tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico, la giurisdizione spetta al giudice ordinario sia nel caso in cui siano addotte situazioni di eccezionale gravità ed urgenza, prospettate come ostative alla possibilità di preventiva richiesta di autorizzazione, sia nel caso che l’autorizzazione sia stata chiesta e che si assuma illegittimamente negata, giacché viene comunque in considerazione il fondamentale diritto alla salute, non suscettibile di essere affievolito dalla discrezionalità meramente tecnica dell’amministrazione in ordine all’apprezzamento dei presupposti per l’erogazione delle prestazioni.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. IV, 16/05/2016, n.1325

Prestazioni sanitarie indirette: necessità e urgenza

È riconosciuto il rimborso delle spese ospedaliere sostenute, anche in caso di mancata autorizzazione regionale, qualora ricorrano particolari ragioni di necessità e urgenza, al fine di accordare piena tutela al fondamentale e costituzionalmente garantito diritto alla salute.

Tribunale Lecce, 12/11/2015, n.5548

Prestazioni sanitarie ottenute all’estero

Non sussiste la giurisdizione del g.a. nella controversia avente ad oggetto il diniego opposto dalla Asl alla richiesta di rimborso delle spese sostenute dall’esponente per cure sanitarie a lui somministrate all’estero da un centro statunitense specializzato.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 26/05/2014, n.344

Spese sanitarie sostenute all’estero: diniego di rimborso

In materia di controversia avente ad oggetto il diniego di rimborso delle spese sanitarie sostenute dai cittadini residenti in Italia presso centri di altissima specializzazione all’estero per prestazioni, che non siano ottenibili in Italia tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico (art. 5, l. 23 ottobre 1985 n. 595 e relativo decreto del Ministro della sanità 3 novembre 1989, come successivamente modificato), la giurisdizione spetta al giudice ordinario, sia nel caso che siano addotte situazioni di eccezionale gravità ed urgenza, prospettate come ostative alla possibilità di preventiva richiesta di autorizzazione, sia nel caso che l’autorizzazione sia stata chiesta e che si assuma illegittimamente negata, giacché viene comunque in considerazione il fondamentale diritto alla salute, non suscettibile di essere affievolito dalla discrezionalità meramente tecnica dell’amministrazione in ordine all’apprezzamento dei presupposti per l’erogazione delle prestazioni.

Consiglio di Stato sez. III, 15/04/2013, n.2073



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