Coronavirus: cosa portare in detrazione

28 Febbraio 2020 | Autore:
Coronavirus: cosa portare in detrazione

Mascherine, disinfettanti o guanti possono essere scaricati solo se vengono considerati dispositivi medici. La documentazione da conservare.

Chi ha acquistato una mascherina, dei guanti protettivi o delle tute per evitare il contagio da coronavirus può portare queste spese in detrazione? Sì, ma solo se quei prodotti sono classificati come medicinale o dispositivo medico. In questo caso, sarà possibile godere della detrazione Irpef del 19%. Non ci sarà bisogno, inoltre, del pagamento tracciabile, ma si potranno acquistare anche in contanti e riportare in sede di dichiarazione dei redditi lo scontrino parlante: si beneficia, infatti, dell’esonero previsto dalla legge di Bilancio 2020.

L’emergenza Covid-19 ha portato, come noto, ad un acquisto di massa di prodotti per proteggersi dal contagio, dalle mascherine al disinfettante per le mani, ed i consumatori in molti casi hanno dovuto spendere delle cifre assurde per entrarne in possesso, ammesso che li trovassero ancora nelle farmacie o negli scaffali dei supermercati. Logico che il contribuente si chieda se può recuperare una parte di quella spesa.

La risposta si trova nella circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 13/e del 31 maggio 2019 che, testualmente, spiega: per fruire della detrazione, «è necessario che dalla certificazione fiscale (scontrino o fattura) risulti chiaramente la descrizione del prodotto acquistato e il soggetto che sostiene la spesa».

Non vengono considerati validi ai fini della detrazione gli scontrini fiscali o le fatture che riportino semplicemente l’indicazione «dispositivo medico» senza la descrizione del prodotto. Bisogna, infatti, conservare lo scontrino o la fattura da cui risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico (identificato anche mediante i codici AD o PI). In mancanza di tale codice, serve la documentazione in cui venga indicata la marcatura Ce, riportata solitamente nella confezione del dispositivo.

Se il prodotto non rientra nell’elenco allegato alla circolare n.20 del 2011, la documentazione deve contenere anche l’indicazione delle direttive europee 93/42/Cee, 90/385/Ce e 98/79/Ce.



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