Separazione: che succede con la prima casa

28 Febbraio 2020 | Autore:
Separazione: che succede con la prima casa

Quando l’accordo di separazione consensuale davanti all’ufficiale di stato civile fa decadere le agevolazioni fiscali previste per l’abitazione principale.

Chi ha appena ottenuto la separazione consensuale dal coniuge non potrà più beneficiare dell’agevolazione per la prima casa. Lo ha appena precisato l’Agenzia delle Entrate. Il beneficio decade quando i coniugi raggiungono un accordo per la separazione davanti all’ufficiale di stato civile e, successivamente, cedono ad una terza persona l’abitazione per la quale hanno avuto l’agevolazione.

Va ricordato che, secondo la legge, «tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di cui agli artt. 5 e 6 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa» [1].

Come spiega questa mattina il quotidiano Italia Oggi, se l’immobile per il quale è stata erogata l’agevolazione sulla prima casa viene ceduto in virtù di clausole stabilite in un accordo di separazione omologato dal giudice, allo scopo di concludere la crisi matrimoniale, non c’è la decadenza dal beneficio.

Il problema, però, è che la separazione consensuale non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. Significa che eventuali accordi che abbiamo ad oggetto trasferimenti di quel tipo non possono essere considerarti parte integrante della procedura di separazione consensuale. Pertanto, non può trovare applicazione la disposizione della legge per gli atti e le convenzioni «che i coniugi, nel momento della crisi matrimoniale, pongono in essere nell’intento di regolare sotto il controllo del giudice i loro rapporti patrimoniali conseguenti alla separazione o divorzio».



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