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Cosa rischio in caso di calunnia?

2 Marzo 2020
Cosa rischio in caso di calunnia?

Le conseguenze penali di chi accusa falsamente una persona pur sapendola innocente.

Nell’azienda che gestisci c’è una dipendente che ha chiesto le dimissioni e tutte le differenze retributive che le spettano per straordinari e ore lavorative non pagate. La somma di denaro richiesta è talmente esorbitante che non potresti darle nemmeno la metà di quanto ha chiesto. Decidi allora di risolvere la questione accusando la dipendente del furto di denaro. Sai bene che la donna è innocente, ma ti rechi comunque dai carabinieri per formalizzare la tua accusa nei suoi confronti. Le indagini, però, accertano che la dipendente non ha commesso alcun furto. Tale condotta, cioè accusare falsamente qualcuno di un reato che non ha mai commesso, è nota come calunnia. Spesso si tende a confondere la calunnia con la diffamazione, ma si tratta di due reati diversi: il primo tutela il funzionamento dell’amministrazione della giustizia e l’onore dell’innocente, mentre il secondo tutela la reputazione di qualcuno. Ma cosa rischio in caso di calunnia? Le conseguenza sono molto serie, in quanto si mette in moto la macchina della giustizia pur sapendo dell’innocenza della persona che si accusa. Nell’articolo che segue vedremo in quali casi si configura il reato di calunnia e, soprattutto, quali conseguenze penali comporta.

Cos’è la calunnia?

La calunnia è un reato e consiste nell’accusare una persona di un reato che si sa non aver commesso. Facciamo un esempio pratico che ti aiuti a capire: Tizio presta a Caio la sua motocicletta. Tuttavia, Tizio si reca dai carabinieri per denunciare Caio per furto del veicolo. Quindi affinché possa parlarsi di calunnia occorrono i seguenti elementi:

  • la falsa accusa;
  • la certezza dell’innocenza della persona accusata;
  • che la falsa accusa venga portata a conoscenza dell’autorità giudiziaria o comunque della polizia o dei carabinieri.

Tuttavia, non è necessaria una denuncia formale, ma è sufficiente offrire all’autorità giudiziaria circostanze idonee ad indicare qualcuno come responsabile di un reato che non ha commesso. In altre parole, basta creare indizi materiali relativi ad un reato mai commesso, allo scopo di indirizzare l’autorità giudiziaria verso un soggetto innocente.

Calunnia: quando si configura il reato?

A questo punto ti chiederai: ma quando scatta la calunnia? Non è così semplice. Per la configurabilità del reato, infatti, non basta accusare una persona innocente. Occorre, altresì, la consapevolezza che l’accusato sia innocente. Ad esempio, Tizio viene fermato dalla polizia per guida in stato di ebbrezza. Non avendo i documenti con sé, fornisce ai verbalizzanti le generalità del fratello Caio. 

La falsa accusa può anche realizzarsi tacendo artatamente alcuni elementi (la cosiddetta omissione maliziosa). Ad esempio, Tizio denuncia l’avvocato per avere incassato un assegno relativo ad un credito della sua azienda, omettendo però di riferire di essere stato preventivamente informato dall’avvocato che l’assegno sarebbe stato trattenuto a compensazione dei crediti professionali.

Non commette calunnia, chi denuncia una persona ma poi non riesce a procurarsi le prove di ciò che ha affermato oppure chi accusa una persona di un fatto che, in realtà, non è reato. Si pensi a Tizio che, dopo aver ordinato tre paia di scarpe, non riceve la merce perché, ad esempio, la ditta è fallita. Convinto di essere stato truffato, Tizio presenta una querela contro il titolare della ditta, pur trattandosi di inadempimento contrattuale (cioè di un illecito civile). Ebbene, in questo caso non sussiste la calunnia in quanto Tizio era convinto di essere stato truffato.

Cosa rischio in caso di calunnia?

Se hai accusato falsamente qualcuno di un reato che non ha mai commesso, sappi che rischi la reclusione fino a 20 anni. La vittima potrà sporgere una denuncia nei tuoi confronti in qualsiasi momento. In tal caso, verrano effettuate delle indagini volte all’individuazione del responsabile e ad accertare la responsabilità dei fatti. La denuncia potrebbe essere archiviata qualora gli elementi raccolti non siano sufficienti o comunque la notizia di reato è infondata. Se invece la denuncia va avanti, riceverai un avviso di conclusione delle indagini preliminari. A quel punto, il consiglio è quello di rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto penale che saprà consigliarti la strategia difensiva migliore per il tuo caso. Una volta instaurato il processo penale, la vittima potrà costituirsi parte civile per ottenere un risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (si pensi, ad esempio, ai danni morali). Tuttavia, la vittima dovrà comunque dimostrare che eri consapevole della sua innocenza.

Cos’è l’autocalunnia? 

Forse non sai che esiste anche il reato di autocalunnia, cioè quando una persona, mediante dichiarazione all’autorità giudiziaria, incolpa se stesso di un reato commesso da altri. La dichiarazione può essere fatta anche con un scritto anonimo o sotto falso nome oppure mediante confessione. Ad esempio, Tizio assiste ad un omicidio commesso da Caio, ma dichiara alla polizia di essere il responsabile del delitto.

In buona sostanza, l’autocalunnia non è altro che l’accusa rivolta a sé stesso. La pena, in tal caso, è la reclusione da 1 a 3 anni.

Calunnia e diffamazione: qual è la differenza?

Spesso si tende a confondere la calunnia con la diffamazione. In realtà si tratta di due reati molto diversi perché cambia sia la modalità della condotta sia il bene giuridico tutelato. In particolare:

  • la calunnia consiste, come già detto, nell’accusa rivolta ad una persona pur sapendola innocente. Per farlo, basterà presentare una denuncia, una querela, un’istanza (anche anonima o sotto falso nome) all’autorità giudiziaria. L’oggetto della tutela è il buon funzionamento dell’amministrazione della giustizia e la libertà e l’onore di colui che viene accusato ingiustamente;
  • la diffamazione consiste nel rivolgere un’offesa a qualcuno in sua assenza, ma alla presenza di almeno due persone. In tal caso, oggetto della tutela è unicamente la reputazione dei cui gode una persona nel proprio ambiente sociale e professionale. Si pensi a chi offende in pubblico la reputazione di un medico chirurgo apostrofandolo come “incompetente e macellaio”.

Facciamo un esempio pratico: se nel parlare con gli amici rivolgi un’offesa nei confronti di una persona assente si parla di diffamazione. Se, invece, ti rechi dalla polizia per accusare una persona del furto della tua automobile, pur sapendo di avergliela prestata, allora in tal caso sussiste il reato di calunnia.



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