Coronavirus e banconote infette: la soluzione cinese

28 Febbraio 2020
Coronavirus e banconote infette: la soluzione cinese

Gli step seguiti dalla Banca centrale della Cina per evitare il propagarsi del contagio attraverso lo scambio di denaro contante.

Tra gli sforzi della Cina per contenere l’epidemia di coronavirus c’è anche quello di evitare il propagarsi del contagio attraverso lo scambio di banconote infette che, secondo gli studi più accreditati, è uno dei mezzi di diffusione del Covid-19.

La soluzione cinese punta innanzitutto a “ripulire” il contante in circolazione, disinfettando le banconote con strumenti sofisticati e mettendole in quarantena. Ma c’è anche un’altra mossa: sostituire il denaro circolante con nuove emissioni, biglietti e monete nuovi di zecca.

Ad oggi, per come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos, la Banca centrale cinese ha immesso circa 4 miliardi di yuan (circa 571 milioni di dollari) di nuove banconote a Wuhan, l’epicentro del virus, mentre un totale di 600 miliardi di yuan di nuove banconote era già stato distribuito in tutto il Paese in precedenza.

Nello stesso tempo, le autorità cinesi hanno raccolto dalle aree di diffusione dell’epidemia le banconote circolanti e le hanno disinfettate con la luce ultravioletta o con temperature elevate, per conservarle poi almeno 14 giorni  dopo questo trattamento e infine rimetterle sul mercato.

Tutto ciò è avvenuto senza dimenticare le altre aree dello Stato cinese, quelle non direttamente coinvolte nell’epidemia: anche qui il denaro contante viene raccolto, sterilizzato con la stessa procedura e conservato per più di sette giorni prima di essere rimesso in circolazione.

C’è stato anche uno step intermedio che si apprende ora: nel periodo di massimo contagio, sono stati sospesi i trasferimenti di denaro contante tra le banche e i trasferimenti intraprovinciali nelle aree gravemente colpite, per contribuire a contenere il virus. Durante questa fase di picco dell’epidemia (adesso, invece, in discesa in Cina) la Banca centrale cinese aveva consigliato di privilegiare gli strumenti legali di pagamento non in contanti, come i pagamenti digitali o i titoli di credito.

Ora la Banca centrale cinese, completate queste fasi, ha consigliato alle imprese di non rifiutare le banconote a causa del coronavirus, poiché ha intensificato gli sforzi per garantire che il contante in circolazione sia pulito e quindi è stata bloccata la diffusione del virus attraverso gli scambi di denaro.

Si tratta di un invito, ma è abbastanza cogente, considerato il regime cinese: “Le imprese dovrebbero migliorare i loro servizi e la comunicazione con i consumatori e non dire no al contante”, ha sottolineato la People’s Bank of China (Pboc), citando le recenti lamentele del pubblico per i rifiuti al contante.

Così i cinesi, nel loro Paese, non potranno dire di no alle banconote; anche per questo la Banca ha voluto spiegare, nel suo comunicato di oggi, di aver aumentato la fornitura di nuove banconote al mercato e di aver chiesto alle istituzioni finanziarie di sterilizzare il contante per garantire la sicurezza: missione compiuta.



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