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Lo sai che? Accesso dei giornalisti ai nostri profili Facebook

Lo sai che? Pubblicato il 25 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 settembre 2013

Rispetto della privacy: il giornalista ha solo l’obbligo di verificare la correttezza dei dati e rispettare le tre regole del diritto di cronaca: verità, attualità e pubblico rilievo della notizia.

Si sente spesso parlare di giornalisti che entrano nei profili Facebook per prelevare immagini e informazioni degli utenti e poi utilizzarli per i servizi di cronaca. È legittimo questo comportamento? Rientra nei poteri di questa categoria necessari per svolgere il servizio di informazione al pubblico?

Il Garante della Privacy ha sempre ricordato che l’attuale disciplina in materia di protezione dei dati personali riserva all’attività giornalistica un regime speciale [1]: in particolare i

giornalisti hanno un’importante esenzione. Essi possono diffondere i dati, anche senza il consenso degli interessati, e quindi hanno la facoltà di utilizzare notizie, fotografie e dati personali prelevati dai social network.

Ma ciò deve avvenire rispettando due condizioni:

1. Verifica dell’esattezza dei dati prelevati

Il giornalista deve trattare i dati personali altrui in modo corretto, verificando innanzitutto la loro esattezza [2].

In passato si è verificato che due utenti hanno visto le proprie immagini prelevate dai rispettivi profili Facebook per essere utilizzate onde illustrare la cronaca di due decessi di altrettanti soggetti omonimo. Il Garante, in questo caso, ha sanzionato i giornalisti non per il fatto di aver prelevato le altrui foto accedendo ai profili Facebook, ma per non aver verificato attentamente la correttezza della fonte: in altre parole, l’illecito è consistito nell’aver diffuso dati errati.

2. Rispetto dei limiti del diritto di cronaca.

In ogni caso, anche dopo aver verificato la correttezza delle informazioni prelevate dal social network il giornalista può pubblicarle a condizione che rispetti i limiti del diritto di cronaca.

In particolare, affinché la pubblicazione di fatti relativi a persone sia lecita, è necessario che la notizia sia:

vera;

attuale;

di pubblico interesse.

Ovviamente, la libertà riconosciuta al giornalista non può essere riconosciuta ad ogni altro cittadino, proprio in funzione pubblica riconosciuta all’attività del primo.

Né potrebbe dirsi che il titolare di un qualsiasi blog o sito possa definirsi giornalista solo perché ritiene di informare i propri lettori con le notizie apparse in rete.

note

[1] Artt. 136 e ss. Cod. Privacy, d.lgs. 196/2003.

[2] Art. 11, comma 1, lett. a) e c) Cod. Privacy.


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1 Commento

  1. immagino però che questo valga per le notizie rese pubbliche dall’utente stesso sul social network e non anche per quelle ad es su Facebook rese visibili solo agli amici..

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