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Cibi sicuri o no dal coronavirus? Salvini contro Bellanova

28 Febbraio 2020
Cibi sicuri o no dal coronavirus? Salvini contro Bellanova

Sotto attacco il volantino del ministero dell’Agricoltura che ritiene “improbabile” che l’infezione si trasmetta attraverso i prodotti alimentari.

Chi si nutre di prodotti italiani ha o no la garanzia che questi cibi siano immuni dal coronavirus? Il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, aveva scritto la risposta nero su bianco in un volantino, per affermare che gli alimenti italiani sono sicuri. Ma scavando nel testo qualcuno non ha trovato questa certezza.

Così Matteo Salvini trova un punto critico nel volantino diffuso dal ministero, quello in cui – secondo il leader della Lega – “non si esclude la trasmissione del virus con il cibo”. Così attacca duramente l’iniziativa e dice: “In questo momento gli italiani, in particolare gli imprenditori, si aspettano da chi è al governo certezze e sostegno, non dubbi o ignoranza”.

Ecco la frase incriminata: “È improbabile che il virus venga trasmesso attraverso il cibo. Non ci sono ancora prove comunque di ciò che sta accadendo con il Coronavirus del 2019”. Tutta la vicenda ruota intorno a questo punto: improbabile, ma non certo, perciò il pericolo, sia pure ipotetico, rimane. E questo non basta a tranquillizzare.

A dare manforte a Salvini interviene anche il senatore Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura della Lega: “I prodotti italiani sono delle eccellenze e fanno bene alla salute. Dovrebbe confermarlo con forza tutto il governo, a partire dal ministro Bellanova che invece sostiene che ‘è improbabile’ che il virus si trasmetta col cibo. Una pericolosa ambiguità, che umilia il made in Italy e ferisce il settore agroalimentare già duramente colpito dalle conseguenze dell’emergenza”.

Non si fa attendere la reazione della ministra Teresa Bellanova, che afferma all’agenzia stampa Adnkronos: ”Centinaio e Salvini sono imbarazzanti. Le mie parole sono chiare: l’Italia fa bene. Il nostro cibo e i nostri vini sono sicuri. Punto. Chi vuole fare polemica oggi forse non si rende conto della necessità di aiutare il Paese a superare questa fase critica e rilanciare l’economia. Noi vogliamo dare risposte concrete a tutta la filiera agroalimentare, non abbiamo tempo per gli speculatori di professione sulle paure”.

Sostiene la ministra delle Politiche Agricole anche la Confagricoltura, il cui presidente, Massimiliano Giansanti, dichiara a Il Sole 24 Ore: “Il made in Italy alimentare è sotto attacco, oggi fa comodo a molti screditarci. Gli alimenti italiani sono i più sicuri d’Europa, il 99,2% dei nostri prodotti supera gli standard fissati dalla comunità scientifica e chi chiede certificazioni non previste fa all’Italia concorrenza sleale. Sono d’accordo con la posizione della ministra Bellanova, l’intervento deve essere dell’Europa, che deve mettere in mora i Paesi che non si comportano correttamente e fanno venir meno i principi di Maastricht”.

Intanto Teresa Bellanova ha firmato il decreto attuativo del Testo Unico del Vino, un provvedimento atteso da tempo dalla filiera vitivinicola, con cui vengono stabilite caratteristiche, diciture, modalità per la
fabbricazione, l’uso, la distribuzione, il controllo e il costo dei contrassegni per i vini a Denominazione protetta, nonché le caratteristiche e le modalità applicative dei sistemi di controllo e tracciabilità alternativi.

“Con questo Decreto – dice la ministra Teresa Bellanova – rafforziamo la tutela delle produzioni di eccellenza nazionale, semplifichiamo il processo di acquisizione delle cosiddette fascette, riducendo costi e
tempistica, aggiungiamo un ulteriore tassello per confermare il primato della qualità. In sintesi, alcuni degli obiettivi prioritari che abbiamo ribadito, in accordo con l’intero settore, anche nell’ultimo incontro del gennaio scorso, finalizzato a condividere il percorso di insediamento della Cabina di Regia del Vino”.

Con il Decreto, dunque, si definiscono le caratteristiche della cosiddetta “fascetta”, recante il sigillo della Repubblica, apposta su molti vini a Doc e su tutti i vini a Docg, confermando che la fascetta ha natura di “contrassegno di Stato”, a garanzia delle produzioni di eccellenza nazionali. Nel dettaglio, il testo introduce alcune misure di semplificazione del processo di acquisizione dei contrassegni da parte degli operatori ed opera una sensibile riduzione dei relativi costi e della tempistica di distribuzione.



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