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Sentenza di demolizione: ultime sentenze

11 Aprile 2020
Sentenza di demolizione: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: diritto al risarcimento del danno; domanda di demolizione di immobile in comunione; sentenza di demolizione emessa in grado di appello.

La domanda di demolizione di un bene in comproprietà 

Nell’azione legale volta alla riduzione in pristino di una abitazione in proprietà o possesso di più persone, una sentenza che venga pronunciata non nel contraddittorio di tutti i proprietari/possessori risulterà invalida e inutiliter data, per il fatto che l’eventuale demolizione del bene comporterebbe pregiudizi per tutti i succitati soggetti, non essendo ipotizzabile una riduzione in pristino limitata alla quota di un solo comproprietario.

Cassazione civile sez. II, 24/10/2019, n.27361

La demolizione di un manufatto abusivo

Il potere di ordinare la demolizione del manufatto abusivo attribuito al giudice penale, ancorchè applicativo di sanzione amministrativa, è soggetto all’esecuzione nelle forme previste dal codice di procedura penale, al pari delle altre statuizioni contenute nella sentenza definitiva.

Organo promotore dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 65 c.p.p., è perciò il P.M., il quale, ove il condannato non ottemperi all’ingiunzione di demolizione (o alla rimessione in pristino), è tenuto ad investire, per la fissazione delle modalità di esecuzione, il Giudice dell’esecuzione. Ne deriva che, in assenza di atto di delega nei confronti del Comune, è il P.M. a dove curare l’esecuzione del dictum giudiziale nelle forme previste dal c.p.p. .

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 03/10/2019, n.4716

Demolizione di un immobile in comunione 

L’azione, di natura reale, volta alla demolizione di un immobile in comunione va proposta nei confronti di tutti i comproprietari, quali litisconsorti necessari dal lato passivo, giacché, stante l’unitarietà del rapporto dedotto in giudizio, la sentenza pronunziata solo nei confronti di alcuni è “inutiliter data”. Pertanto, ove il litisconsorte pretermesso proponga opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c. avverso la sentenza di condanna alla demolizione resa in grado di appello, il giudice che accerti la fondatezza dell’opposizione deve provvedere ex artt. 406 e 354 c.p.c.

Cassazione civile sez. II, 29/02/2016, n.3925

Opposizione del comproprietario avverso sentenza di demolizione

In tema di tutela possessoria, qualora la reintegrazione o la manutenzione del possesso richieda, per il ripristino dello stato dei luoghi, la demolizione di un’opera in proprietà di più persone, il comproprietario non autore dello spoglio è litisconsorte necessario, in quanto è comunque destinatario del provvedimento di tutela ripristinatoria.

Pertanto, il comproprietario (che non abbia partecipato al giudizio) può impugnare con opposizione di terzo la sentenza “inter alios” che abbia ordinato la demolizione della cosa, anche qualora egli non specifichi il “pregiudizio” ex art. 404, comma 1, c.p.c., giacché questo, e il correlativo interesse ad impugnare, sono “in re ipsa”, discendendo dalla natura del “decisum”, implicante la distruzione della cosa oggetto del diritto sostanziale.

Cassazione civile sez. II, 06/11/2015, n.22694

Nel giudizio avente ad oggetto una domanda di condanna alla demolizione di un immobile o di una parte di esso, sono necessari contraddittori tutti i comproprietari pro indiviso del manufatto, in quanto, stante l’unitarietà ab origine del rapporto dedotto in giudizio, una sentenza di demolizione pronunciata soltanto nei confronti di alcuni di alcuni di essi sarebbe inutiliter data.

Cassazione civile sez. II, 05/11/2015, n.22670

Violazione della distanza legale dei fabbricati

In caso di violazione della disciplina della distanza legale dei fabbricati, solo i proprietari degli stessi sono legittimati all’esercizio dell’azione di riduzione in pristino e di risarcimento dei danni; se un fabbricato appartiene a più persone, sorge l’esigenza di integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti tali comproprietari, stante la loro qualità di litisconsorti necessari, in relazione all’inscindibilità ed indivisibilità dell’obbligazione dedotta in causa.

Il rapporto dedotto in giudizio è, unitario “ab origine” e una sentenza di demolizione pronunciata soltanto nei confronti di alcuni dei proprietari sarebbe inutiliter data, in quanto non suscettibile di essere eseguita nei confronti di coloro che non hanno partecipato al giudizio e, quindi, inutile anche nei confronti dei comproprietari convenuti e soccombenti.

Tribunale Salerno sez. II, 17/06/2010, n.1428

Pronuncia della sentenza di demolizione

Nel giudizio avente ad oggetto una domanda di condanna alla demolizione di un immobile, sono necessari contraddittori tutti i comproprietari pro indiviso del manufatto, in quanto, stante l’unitarietà “ab origine” del rapporto dedotto in giudizio, una sentenza di demolizione pronunciata soltanto nei confronti di alcuni di essi sarebbe “inutiliter data”.

Cassazione civile sez. II, 17/04/2001, n.5603

L’esecuzione della sentenza di demolizione

La concessione edilizia in sanatoria di un manufatto edificato in violazione delle norme privatistiche in materia di distanze non vale ad impedire l’esecuzione della sentenza di demolizione precedentemente passata in giudicato.

Pretura Salerno, 20/03/1997

Richiesta di demolizione di un immobile

Nel giudizio avente ad oggetto la richiesta di demolizione di un immobile sono legittimi e necessari contraddittori tutti i comproprietari “pro indiviso” dell’immobile, in quanto una sentenza di demolizione resa nei confronti di alcuni soltanto dei comproprietari non è suscettibile di esecuzione e sarebbe “inutiliter data”.

Cassazione civile sez. II, 07/12/1982, n.6668

Sanzione amministrativa della demolizione dell’immobile

La persona offesa costituitasi parte civile nel processo di cognizione è legittimata a proporre incidente di esecuzione, trattandosi di soggetto che può essere ricompreso nella nozione di “interessato” cui fa riferimento l’art. 666, comma 1, c.p.p.

(In motivazione, la Corte ha aggiunto che colui che avanza la richiesta di procedimento di esecuzione deve essere portatore di un interesse concreto alla rimozione di un pregiudizio derivato dal provvedimento, escludendo che sia tale quello della parte civile, cui è stato riconosciuto nella sentenza passata in giudicato il diritto al risarcimento del danno derivante dalla costruzione abusiva con violazione delle distanze, all’effettiva esecuzione della sanzione amministrativa della demolizione dell’immobile).

Cassazione penale sez. III, 21/11/2019, n.2013



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