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Referto pronto soccorso: ultime sentenze

10 Aprile 2020
Referto pronto soccorso: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: referto medico di pronto soccorso; attendibilità della deposizione; referto emesso in seguito ad esami ematologici effettuati al pronto soccorso; referto del pronto soccorso attestante i risultati dell’esame alcolemico.

La prova testimoniale

Non sussiste l’obbligo di procedere alla rinnovazione della prova testimoniale decisiva per la riforma in appello dell’assoluzione, quando l’attendibilità della deposizione è valutata in maniera del tutto identica dal giudice di appello, il quale si limita a procedere ad un diverso apprezzamento del complessivo compendio probatorio ovvero ad una diversa interpretazione della fattispecie incriminatrice.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la decisione con cui la Corte di appello aveva riconosciuto la penale responsabilità del ricorrente per il delitto di lesioni, esclusa dal giudice di primo grado sulla base del contrasto tra le deposizioni dei testi a carico e quelle dei testi a discarico, valorizzando il contenuto del referto medico di pronto soccorso la cui valenza dimostrativa non era stata considerata nella pronuncia assolutoria).

Cassazione penale sez. V, 28/03/2017, n.33272

Referto medico: la diagnosi

La diagnosi riportata nel referto medico ha natura di fede privilegiata, essendo preordinata alla certificazione di una situazione caduta nella sfera conoscitiva del pubblico ufficiale, che assume anche un rilievo giuridico esterno alla mera indicazione sanitaria o terapeutica; integra, pertanto, il reato di falso materiale in atto pubblico di cui all’art. 476 c.p. la condotta del medico che abbia alterato un certificato medico mediante l’aggiunta di una annotazione, ancorché vera, in un contesto cronologico successivo e, pertanto, diverso da quello reale, a nulla rilevando che il soggetto agisca per ristabilire la verità effettuale, in quanto la certificazione medica del Pronto Soccorso acquista carattere definitivo in relazione ad ogni singola annotazione ed esce dalla sfera di disponibilità del suo autore nel momento stesso in cui la singola annotazione viene registrata.

Cassazione penale sez. V, 15/09/2015, n.44874

Referto emesso in seguito ad esami ematologici

Il reato di guida in stato di ebbrezza può essere accertato anche attraverso il referto emesso in seguito ad esami ematologici effettuati al pronto soccorso successivamente ad un intervenuto incidente stradale che ha visto coinvolto l’agente.

A nulla rileva, ai fini dell’utilizzabilità della prova, il mancato previo consenso dello stesso alla sottoposizione a tale esame medico, anche quando lo stesso è stato effettuato non già come accertamento di pg, ma solo come esame di routine a seguito del ricovero.

Cassazione penale sez. IV, 09/05/2013, n.36393

Omessa compilazione di un referto completo e specifico

Per far scattare il risarcimento è sufficiente la prova dell’idoneità di un fatto a provare un evento, che il danneggiato può fornire anche per presunzioni (art. 2729 c.c.) qualora non abbia la possibilità di darne dimostrazione diretta.

(Nel caso di specie è stata raggiunta la prova per presunzioni del danno fisico subito dall’inquilino per una scossa elettrica occorsagli nel toccare una caffettiera elettrica posta all’interno dell’alloggio e collegata ad una presa di corrente difetto -; ciò in quanto il medico in sede di pronto soccorso, presso cui è stato ricoverato l’inquilino, aveva omesso di compilare un referto completo e specifico sui segni clinici riscontrati e sulle circostanze riferite dalla medesima parte lesa).

Cassazione civile sez. III, 28/09/2010, n.20342

Referto del pronto soccorso: lo stato di forte alterazione psicofisica

L’imputato deve essere assolto ex art. 530 comma 2 c.p.p. per guida in stato di ebbrezza qualora dall’istruttoria dibattimentale emerga una discordanza fra gli esiti analitici e le testimonianze rese in giudizio, assumendo valore dirimente il referto del pronto soccorso che descrive l’imputato come soggetto con pupille normoreagenti alla luce, cosciente e collaborante, condizione del tutto incompatibile con un tasso alcolemico elevato che comporterebbe uno stato di forte alterazione psicofisica.

Tribunale La Spezia, 22/09/2010, n.821

La diagnosi di cervicopatia

Qualora il c.t.u. abbia posto una diagnosi di cervicopatia in assenza di riscontri medici legalmente validi, cioè utilizzabili come prova ragionevole, e sulla scorta unicamente: delle dichiarazioni del periziato, di un referto di pronto soccorso, di una storia clinica documentata del paziente di ben diciassette mesi prima della visita peritale, non avrebbe dovuto concludere per l’esistenza di postumi permanenti, dei quali in atti non esisteva altra prova che le dichiarazioni dell’attore.

Tribunale Roma sez. XIII, 15/04/2007

Incidenti stradali: il referto medico del pronto soccorso

In tema di incidenti stradali, non basta al giudice il referto medico del pronto soccorso per dedurre che la vittima non indossava la cintura di sicurezza al momento dell’impatto; è escluso che, senza elementi diretti di prova e un’indagine istruttoria “ad hoc”, si possa accertare sul conto del terzo trasportato il concorso di colpa al 30 per cento nel sinistro.

Cassazione civile sez. III, 02/03/2007, n.4954

Referto di pronto soccorso e visita specialistica

In materia di indennizzo assicurativo al danneggiato il semplice fatto che tra il primo referto di pronto soccorso e la prima visita specialistica siano intercorsi 15 giorni, è circostanza aspecifica e non grave, priva quindi dei requisiti imposti dall’art. 2729 c.c. per ritenere provata l’anteriorità della malattia al sinistro.

Tribunale Roma sez. XII, 06/11/2002

Referto di pronto soccorso successivo di ventiquattro ore al sinistro

L’attore il quale chieda il risarcimento del danno biologico asseritamente causato da un sinistro stradale, ha l’onere di provare l’esistenza del nesso causale tra sinistro e lesioni. Tale prova tuttavia non è integrata nè dalla confessione del convenuto circa la propria responsabilità nella causazione del sinistro; nè dall’astratta compatibilità tra sinistro e lesioni ritenuta dal medico legale, ove tale giudizio non si fondi su elementi obiettivi; nè dalla presunzione di cui all’art. 2054 comma 2 c.c. in quanto tale presunzione esonera l’attore dalla prova della colpa del convenuto, ma non dalla prova del nesso causale tra condotta illecita ed evento.

Il referto di pronto soccorso non può ritenersi valida prova dell’esistenza d’un nesso causale tra sinistro e lesioni, ove sia successivo di ventiquattro ore rispetto al momento del sinistro, e per di più rilasciato da un nosocomio che non è il più prossimo all’abitazione del danneggiato.

Giudice di pace Roma, 11/05/1998

I risultati dell’esame alcolemico

Il referto del pronto soccorso attestante i risultati dell’esame alcolemico al quale, all’atto del ricovero seguito ad un incidente stradale, sia stato sottoposto un soggetto che abbia poi assunto veste di imputato del reato di guida in stato di ebbrezza, è legittimamente utilizzabile, ai sensi dell’art. 234 c.p.p., quale prova documentale nel procedimento relativo al detto reato.

Cassazione penale sez. IV, 16/01/1998, n.2270



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