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Operatore socio sanitario: ultime sentenze

10 Aprile 2020
Operatore socio sanitario: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: operatore socio sanitario; appropriazione di medicinali da parte di un operatore socio sanitario; acquisizione dell’attestato di qualifica relativo alla figura professionale di operatore socio sanitario.

Concorsi pubblici aperti agli Osss

L’infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana non detiene un titolo equipollente a quello di Operatore Socio Sanitario Specializzato, pertanto non è ammessa la sua partecipazione ai concorsi pubblici aperti agli OSSS.

Consiglio di Stato sez. III, 29/11/2018, n.6803

Operatore socio sanitario non autorizzato ad effettuare la pratica medica

Ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo del reato di violenza sessuale, è sufficiente che l’agente abbia la consapevolezza del fatto che non sia stato chiaramente manifestato il consenso da parte del soggetto passivo al compimento degli atti sessuali a suo carico; ne consegue che è irrilevante l’eventuale errore sull’espressione del dissenso, anche ove questo non sia stato esplicitato, in considerazione dell’errore della vittima sulla posizione personale dell’imputato che era stato scambiato per un infermiere mentre era un operatore socio sanitario, non autorizzato ad effettuare la pratica medica di palpeggiamento del seno della paziente.

Per la configurabilità dell’ipotesi di cui all’art. 609 bis, comma 2, n. 2, cod. pen. non è inoltre necessaria una condotta attiva, che concorra ad originare l’errore altrui, ma è sufficiente profittare dell’errore altrui (anche se non direttamente cagionato) in quanto il soggetto è conscio dell’assenza del consenso della vittima, o del consenso viziato, dalla falsa rappresentazione della persona offesa sulle qualità professionali dell’agente.

Cassazione penale sez. III, 19/06/2018, n.52399

Titolo di Operatore socio sanitario specializzato

L’art. 1737 del Codice dell’Ordinamento militare – prescrive che”il personale in possesso del diploma, equivalente all’attestato di qualifica di operatore socio-sanitario specializzato, esclusivamente nell’ambito dei servizi resi, nell’assolvimento dei compiti propri delle Forze armate e della Croce rossa italiana, è abilitato a prestare servizio di emergenza e assistenza sanitaria con le funzioni e attività proprie della professione infermieristica”.

Alla luce del carattere di specialità del corpo normativo che la recepisce, la disposizione va interpretata nel senso che l’equiparazione tra il diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana e l’attestato di qualifica di OSSS operano esclusivamente nell’ambito dei servizi e dei compiti propri delle Forze Armate e della Croce Rossa Italiana, con esclusione di qualsiasi equivalenza al di fuori di tale settore.

Non è, inoltre, da sottovalutare che ai sensi dell’art. 13 dell'”Accordo tra il Ministro della Sanità, il Ministero della solidarietà sociale e le Regioni e le Province autonome (Conferenza Stato – Regioni 22 febbraio 2001)” spetta proprio alle Regioni e Province autonome quantificare il credito formativo da attribuirsi a titoli e servizi pregressi, in relazione all’acquisizione dell’attestato di qualifica relativo alla figura professionale di operatore socio sanitario e che, nella specie, non risulta (o quanto meno non è stato provato) che la Regione Calabria abbia mai provveduto a riconoscere l’equipollenza tra il diploma di infermiera volontaria e quello di operatore socio sanitario.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 05/06/2018, n.310

L’appropriazione di medicinali

In tema di peculato, il possesso qualificato dalla ragione dell’ufficio o del servizio non è solo quello che rientra nella competenza funzionale specifica del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, ma anche quello che si basa su prassi e consuetudini invalse in un ufficio determinato, che consentono al soggetto di avere di fatto la disponibilità della cosa mobile della P.A.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto sussistente il peculato per l’appropriazione di medicinali da parte di un operatore socio sanitario, che aveva la disponibilità di fatto di materiale transitante dalla farmacia ospedaliera).

Cassazione penale sez. VI, 12/03/2013, n.34490

Provvedimento di diniego dell’istanza di autorizzazione sanitaria all’esercizio di un rsa

È illegittimo il provvedimento di diniego all’istanza di autorizzazione sanitaria all’esercizio di r.s.a. per anziani basato su un parere in cui l’organo collegiale (la Commissione tecnico-consultiva) si limiti ad affermare, in termini del tutto apodittici, che il titolo di operatore socio-sanitario è previsto dalla normativa vigente, senza specificare a quali norme intenda riferirsi.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 16/06/2010, n.1245

Figura professionale di operatore socio – sanitario

In sede di controllo preventivo di legittimità del decreto interministeriale concernente la concreta individuazione della figura professionale di operatore socio – sanitario, e la definizione dell’ordinamento didattico per l’accesso alla predetta qualifica, è rilevante e non manifestamente infondata la q.l.c. della norma contenuta nell’art. 3 octies d.lg. n. 229 del 1999, (che demanda, appunto ad un regolamento interministeriale la disciplina della materia), per contrasto con l’art. 76 cost. – in quanto dalla legge delega (l. n. 419 del 1998) non è possibile desumere alcun esplicito o implicito riferimento alla possibilità che il successivo d.lg. possa attribuire a singoli ministri potestà regolamentare – nonché per contrasto con l’art. 117 che riserva alle regioni la disciplina dell’ordinamento didattico di figure professionali destinate ad operare alle dipendenze dei predetti enti.

Corte Conti sez. contr., 14/11/2000, n.3

Individuazione della figura di operatore socio sanitario

A seguito della entrata in vigore delle leggi n. 323 del 2000 (riordino del settore termale) e n. 328 del 2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), può ritenersi superata la q.l.c. sollevato con riferimento al d.lg. n. 229 del 1999 in occasione dell’esame del decreto attuativo per la individuazione della figura di operatore socio sanitario sotto il profilo di un eccesso di delega, in quanto il potere di demandare la disciplina ad una fonte minore, non previsto nella legge delega, (l. n. 419 del 1998) è ora viceversa espressamente contenuto nella nuova normativa; resta viceversa attuale la questione concernente l’invasione operata dalla legge n. 42 del 1999, delle competenze regionali in quanto interpretata dall’amministrazione nel senso di consentire l’intervento di un regolamento governativo in materia di definizione degli ordinamenti didattici di figure professionali operanti nell’area socio sanitaria materia ricompresa nell’art. 117 cost., dovendosi anzi ritenere che ad analogo giudizio di costituzionalità vada sottoposta anche la nuova normativa sopravvenuta, in quanto confermativa della precedente.

Corte Conti sez. contr., 05/10/2001, n.2

Usl: attribuzione dell’incarico di operatore socio sanitario

La convenzione con la quale una Usl attribuisce l’incarico di operatore socio sanitario ad un soggetto, nella quale sia prevista la facoltà di recesso nonché l’obbligo di stipulare un’assicurazione onde ovviare a conseguenze dannose eventualmente prodotte nell’espletamento dell’incarico stesso, configura un rapporto professionale e non di impiego pubblico.

Consiglio di Stato sez. V, 30/10/1993, n.1123

Personale universitario operatore socio-sanitario

Legittimamente è inquadrato nella quinta qualifica funzionale ai sensi dell’art. 80 l. 11 luglio 1980 n. 312 il personale universitario operatore socio-sanitario che abbia svolto, nell’ultimo periodo considerato, l’attività di puericultore.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. II, 12/10/1992, n.275



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