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Lo sai che? Guida in stato di ebbrezza anche se è la Stradale a ordinare di “circolare”

Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2013

Anche se l’ordine di mettersi alla guida proviene dall’agente della polizia, scatta ugualmente la guida in stato di ebbrezza.

Potrà sembrare un caso paradossale e, invece, è il frutto di uno caso approdato e deciso dalla Corte di Cassazione [1].

Un agente trova un tale fermo, con la sua auto, sulla corsia di emergenza di una strada e lo invita a liberare velocemente l’area. Quest’ultimo, obbedendo all’ordine impartitogli, si rimette – suo malgrado – al volante. Ma la guida è alquanto irregolare. La pattuglia se ne accorge, così lo segue per alcuni chilometri per poi intimargli lo stop. In quel momento gli viene fatto l’alcoltest che risulta positivo. Risultato: una multa per guida in stato di ebbrezza.

Ovviamente il conducente impugna la sanzione, lamentando il fatto che era stata proprio la polizia stradale a imporgli di mettersi in marcia, benché alticcio. E, ironia della sorte, i giudici danno ragione alla polizia.

Secondo la Suprema Corte non si può invocare una causa di giustificazione: infatti, l’automobilista ben sapeva di non essere in condizioni per mettersi al volante e, dunque, doveva opporsi al comando della forza pubblica. L’ordine, in quel particolare caso, non era legittimo (ignorando la pattuglia lo stato di ebbrezza del conducente) e, pertanto, non andava eseguito.

Risultato: una condanna a due mesi di arresto più mille euro di ammenda [2].

note

[1] Cass. sent. n. 38130/13.

[2] Per il reato ex articolo 186, comma 2, Cod. Str.


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