Come proteggere i bambini dal coronavirus

29 Febbraio 2020 | Autore:
Come proteggere i bambini dal coronavirus

Villani: l’unico modo per contenere virus è limitare al massimo possibilità diffusione.

L’allarme a livello internazionale è scattato il 31 dicembre 2019. Le autorità sanitarie cinesi hanno riferito all’Oms dell’esistenza di un focolaio di polmonite provocata da un virus finora sconosciuto nella città di Wuhan. Nonostante eccezionali misure di sicurezza siano state attuate in tutta la Cina, era inevitabile che il virus potesse estendersi in altri Paesi del mondo (leggi Coronavirus: quanti sono i casi nel mondo?).

I soggetti maggiormente colpiti sono gli anziani e coloro che sono affetti da malattie pre-esistenti, come diabete e patologie cardiache. Nell’epidemia di Covid-19, è stato registrato un numero di infezioni inferiore tra i bambini e i ragazzi rispetto a quanto avviene in altri contesti epidemici. Anche a Wuhan, epicentro dell’epidemia, non è stato rilevato alcun decesso tra i bambini sotto i 10 anni e i casi di contagio, a questa età, sono davvero rari. Finora, in Italia, si contano tra i bambini 8 infezioni.
Il presidente della Società italiana di pediatria Alberto Villani, intervenendo su Sky, ha spiegato che le misure preventive anche per i bambini, come lavarsi bene le mani, sono necessarie perché “questo virus seppure non sembra produrre nei bambini patologie gravi, si diffonde, però, molto facilmente. Quindi l’unico modo per arrivare a contenere in tempi quanto più brevi possibili questa fase, è rappresentata proprio dal limitare al massimo possibilità di diffusione“, attraverso la prevenzione.

“Tutti i casi pediatrici di cui abbiamo conoscenza, internazionali e italiani, con diagnosi di coronavirus in realtà hanno avuto un decorso tranquillo. E’ un dato acquisito. Quindi possiamo stare sereni. Ciononostante è giusto adottare tutte le misure che vengono consigliate, soprattutto nelle tre Regioni in cui si è deciso di prenderle”.

Coronavirus: i consigli dei pediatri

Non portare i bambini in studio o in pronto soccorso: è una delle raccomandazioni principali che la Federazione italiana medici pediatri rivolge ai genitori per ridurre il contatto tra malati e sani.

In presenza dei comuni sintomi respiratori (come tosse, raffreddore e febbre) bisogna prediligere il contatto telefonico col pediatra di famiglia.

Per contenere l’epidemia, se risulta necessario un accertamento, si consiglia di seguire queste cinque regole:

  • non accedere all’ambulatorio senza aver prima concordato telefonicamente la visita;
  • entrare in sala d’aspetto solo quando esce il paziente precedente;
  • tenere in braccio il bambino se non è in grado di star seduto;
  • controllare che il bambino tocchi meno possibile le attrezzature dello studio;
  • in attesa della visita, far usare al piccolo un gioco o libro portato da casa e non permettergli di condividerlo con altri pazienti.

Al fine di garantire la salute di ogni bambino e contenere il contagio del virus, la Federazione italiana medici pediatri ha realizzato un decalogo sull’emergenza Coronavirus, già diffuso e presente negli ambulatori dei pediatri di famiglia.

Il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci ha dichiarato che “Le famiglie stanno rispondendo alle nostre raccomandazioni con grande compostezza e senso di responsabilità – spiega Biasci – ma tutti hanno il diritto di poter comprendere pienamente il senso delle regole che abbiamo indicato. Il rapporto di fiducia, costruito nel tempo con i genitori, ci consente di lavorare efficacemente sulla prevenzione, perché anche sul nuovo Coronavirus non si alimenti la paura, spesso frutto dell’ignoranza o della falsa informazione. Un lavoro che frutta, se è vero che gli accessi ai pronto soccorso sono calati del 30% rispetto a pochi giorni fa”.



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