Diritto e Fisco | Articoli

Esecuzione sentenza di demolizione

9 Aprile 2020 | Autore:
Esecuzione sentenza di demolizione

Ordine di demolire immobile abusivo: cosa succede se l’obbligo non è rispettato? Abuso edilizio: quando la sentenza deve comandare la demolizione?

Il giudice può condannarti non solo a pagare una determinata somma di denaro a titolo di risarcimento o di sanzione pecuniaria, ma potrebbe anche obbligarti a demolire un immobile costruito in spregio alle norme di legge. In pratica, il giudice ha il potere di condannarti al ripristino della situazione così com’era prima della realizzazione dell’opera abusiva. L’ordine di demolizione è proprio delle ipotesi in cui è violata una norma che impedisce al cittadino di edificare; l’ordine di demolizione, però, potrebbe provenire anche a seguito di un giudizio civile in cui si è appurata la costruzione avvenuta sul fondo di proprietà altrui. Con questo articolo ci occuperemo di un particolare aspetto di questa tematica, e cioè della concreta esecuzione della sentenza di demolizione.

Molte volte capita che, nonostante il giudice abbia riconosciuto le ragioni di una delle parti, l’altra si rifiuti di rispettare il comando contenuto nella sentenza: pensa ad esempio al marito che sia stato condannato a versare il mantenimento all’ex moglie e ai figli ma che, in realtà, non abbia mai cacciato un soldo. In ipotesi del genere c’è la necessità di dare attuazione alla sentenza, altrimenti sarebbe come se non esistesse. Mettiamo il caso che il giudice abbia condannato il tuo vicino a demolire l’edificio costruito abusivamente proprio di fronte alla tua proprietà, ma egli non ne voglia sapere di provvedere. Cosa fare? Come funziona l’esecuzione della sentenza di demolizione? È ciò che scopriremo con questo articolo.

Ordine demolizione: cos’è?

Prima di vedere come si procede all’esecuzione della sentenza di demolizione, è bene che ti spiega cos’è un ordine di demolizione pronunciato dal giudice.

Devi sapere che un giudice ha il potere di ordinare a una persona di fare qualcosa. In altre parole, il giudice non solo può comandare di pagare un risarcimento o di scontare una pena in carcere, ma può perfino ordinare alla parte soccombente di provvedere a fare concretamente qualcosa; nello specifico, a demolire un manufatto costruito illegittimamente.

Risarcimento in forma specifica: cos’è?

In ambito civilistico, l’ordine di demolizione rappresenta un tipico esempio di risarcimento in forma specifica. Cosa significa?

Il risarcimento in forma specifica consiste nell’obbligo, per il condannato, a porre in essere un comportamento che soddisfi le ragioni della parte vittoriosa. Non sempre, infatti, il risarcimento economico è sufficiente. Facciamo un paio di esempi.

Tizio costruisce un deposito sul terreno di Caio. Questi cita in tribunale Tizio chiedendo al giudice non solo il risarcimento dei danni, ma anche l’ordine a demolire l’immobile.

Sempronio, giornalista, pubblica un articolo palesemente diffamatorio nei confronti di Mevio, noto attore. Il giudice condanna Sempronio non solo a pagare il risarcimento, ma anche a rimuovere l’articolo e a pubblicare una rettifica.

Nei due casi esemplificati si coglie bene il significato e l’importanza del risarcimento in forma specifica: il danno subito dalla parte lesa a volte può essere riparato solamente con un comportamento uguale e contrario della controparte.

Dunque, se ad esempio viene danneggiato un bene la reintegra può consistere, ad esempio, nella sua restituzione, nella consegna di uno equivalente o nel ripararlo; se viene leso un diritto della persona, come la sua reputazione, ad esempio a causa di un articolo di giornale diffamatorio, la reintegrazione può sostanziarsi nella pubblicazione della sentenza che riconosce l’illecito.

Dunque, l’ordine di demolizione, quando sono in ballo interessi meramente privatistici e non pubblici, corrisponde a un risarcimento in forma specifica.

La legge ha anche cura di specificare che non si può condannare alla reintegrazione in forma specifica quando quest’ultima possa risultare eccessivamente difficoltosa per la parte condannata.

Demolizione immobile abusivo

L’ordine di demolizione è un provvedimento tipico quando viene accertato un abuso edilizio. La demolizione di un immobile abusivo può essere disposta:

  • dal giudice penale, a seguito di accertamento del reato di abuso edilizio;
  • dalla pubblica amministrazione, anche quando l’abusività non integra il reato. Contro il provvedimento che ordina la demolizione è possibile fare ricorso al Tar.

Demolizione per abuso edilizio

L’abuso edilizio è un reato punito con l’arresto o con l’ammenda. Nello specifico, la legge [1] dice che, a meno che il fatto costituisca un reato più grave, ferme comunque le sanzioni amministrative, per l’abuso edilizio si applica:

  • l’ammenda fino a 10.329 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dalla legge, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;
  • l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164 a 51.645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;
  • l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 a 51.645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso. La sentenza definitiva del giudice penale che accerta la lottizzazione abusiva dispone anche la confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite.

Oltre alla condanna all’ammenda e all’arresto, la legge [2] dice che, nel caso di abuso edilizio, il giudice, con la sentenza di condanna ordina anche la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita (ad esempio, a seguito di provvedimento amministrativo).

Come eseguire una sentenza di demolizione?

Abbiamo detto che un abuso edilizio può far scattare una doppia tipologia di sanzioni:

  • la condanna all’ammenda e/o all’arresto;
  • la condanna a demolire l’immobile abusivo.

Veniamo ora al problema centrale dell’articolo: come si fa eseguire una sentenza di demolizione?

Mettiamo il caso che Tizio sia stato condannato a demolire l’immobile che ha illecitamente costruito su un suolo ove insisteva un vincolo paesaggistico. Tizio, in spregio a qualsiasi ordine dell’autorità competente, decide di non obbedire, continuando a godere dell’immobile. Cosa fare? Come portare a esecuzione una sentenza di demolizione?

È molto semplice: se non provvede il condannato, dovrà farlo qualcun altro al suo posto e a sue spese. In altre parole, se il condannato alla demolizione non ottempera all’ordine del giudice, allora occorrerà che la demolizione avvenga con la forza, anche contro la volontà del condannato che non si rende disponibile a collaborare.

In casi del genere, il giudice ordinerà che la demolizione avvenga con l’impiego degli opportuni strumenti, anche contro la volontà del condannato, e con l’intervento dell’autorità pubblica, se necessario.

Demolizione immobile abusivo: quando non si può eseguire?

Quanto detto sinora va però mitigato con ulteriori considerazioni: secondo la giurisprudenza, infatti, pur in presenza di una costruzione illecita, non sempre è possibile da parte dell’autorità competente ordinare la demolizione del manufatto.

Ad esempio, il giudice penale non può ordinare la demolizione dell’immobile se il reato di abuso edilizio si è nel frattempo prescritto.

Come ha ricordato la giurisprudenza [3], l’ordine di demolizione del giudice penale presuppone comunque la pronuncia di una sentenza di condanna, non risultando sufficiente l’accertamento della commissione dell’abuso. In un’ipotesi del genere resta comunque fermo il potere-dovere di procedere dell’autorità amministrativa. In breve, quando manca una pronunzia di condanna, la sanzione amministrativa della demolizione riprende la sua autonomia ed entra nella sfera di competenza dell’Amministrazione Pubblica.

Sempre secondo la giurisprudenza [4], l’autorità giudiziaria deve stabilire, tenuto conto delle circostanze del caso concreto, se demolire la casa di abitazione abusivamente costruita sia proporzionato rispetto allo scopo.

In pratica, se il giudice emana condanna penale per abuso edilizio, ma il condannato non ha altro luogo ove andare in quanto vive nel piccolo immobile che ha costruito abusivamente, allora l’ordine di demolizione non dovrà essere emanato in quanto prevale il diritto all’abitazione.

Ciò vale anche dal punto di vista strettamente amministrativo, cioè quando la demolizione sia comandata mediante provvedimento della pubblica amministrazione: secondo la giurisprudenza, il Comune, prima di demolire un’opera abusiva risalente a diversi decenni prima, deve tenere in considerazione il tempo trascorso e deve motivare la preminenza dell’interesse pubblico in relazione all’entità e alla destinazione dell’opera da demolire, in particolare se si tratta di una realizzazione edilizia di dimensioni modeste e lontana dalla pubblica via [5].

La revoca dell’ordine di demolizione

Va specificato che il giudice penale, oltre a dover tener conto dell’impatto dell’ordine di demolizione sulle condizioni di vita del condannato, potrebbe anche revocare la condanna alla demolizione quando ne ricorrano i presupposti.

Secondo la giurisprudenza [6], il giudice ha l’obbligo di revocare l’ordine di demolizione del manufatto abusivo impartito con la sentenza di condanna o di patteggiamento, ove sopravvengano atti amministrativi con esso del tutto incompatibili, ed ha, invece, la facoltà di disporne la sospensione quando sia concretamente prevedibile e probabile l’emissione, entro breve tempo, di atti amministrativi incompatibili.

Ad esempio, il giudice penale dovrà revocare l’ordine di demolizione se, nel frattempo, è intervenuto un atto della pubblica amministrazione che ha sanato l’irregolarità, magari conferendo all’immobile una diversa destinazione.

Per la precisione, la revoca dell’ordine di demolizione si può avere:

  • se è stato ottenuto un permesso di costruire in sanatoria;
  • in presenza di una richiesta di sanatoria o di condono con accertamento da parte del giudice penale della sussistenza di elementi che facciano ritenere plausibilmente prossima l’adozione, da parte dell’autorità amministrativa competente, del provvedimento di accoglimento (in questo caso si tratta di sospensione dell’ordine di demolizione);
  • quando c’è un provvedimento amministrativo che conferisce all’immobile una diversa destinazione.

note

[1] Art. 44, D.p.r. 380/01.

[2] Art. 31, comma 9, D.p.r. 380/01.

[3] Cass., sent. n. 47727 del 2018.

[4] Cass., sent. n. 15141 del 8 aprile 2019.

[5] Tar Calabria – Reggio Calabria, sent. n. 513 del 24 agosto 2019.

[6] Cass., sent. n. 46390 del 14 novembre 2019.

Autore immagine: Canva.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube