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Querela reati giudice di pace

11 Aprile 2020 | Autore:
Querela reati giudice di pace

Reati di competenza del giudice di pace: quali sono? Cos’è il ricorso immediato al giudice di pace? Permanenza domiciliare e lavori di pubblica utilità.

«Ti porto in tribunale!»: è una delle minacce più diffuse quando accade qualcosa. Un tamponamento, un canone di locazione non pagato, una piccola zuffa e subito ci si rivolge al proprio avvocato per vedere come “vendicarsi” in giudizio. In realtà, se hai un problema con qualcuno non è affatto detto che tu possa andare in tribunale: le controversie minori, infatti, sono attribuite a un particolare magistrato che si chiama giudice di pace. Con questo articolo ti spiegherò come funziona la querela per i reati di competenza del giudice di pace.

Come ti illustrerò nei prossimi paragrafi, davanti al giudice di pace si va solamente per reati di minore gravità. Inoltre, il giudice di pace, quando giudica dei crimini, non può mai condannare all’arresto o alla reclusione: in pratica, la sentenza di condanna di questo giudice non può mandare nessuno in carcere. Prosegui nella lettura se vuoi sapere come funziona la querela per i reati di competenza del giudice di pace.

Querela: quando sporgerla?

La querela è la segnalazione alle forze dell’ordine relativa a un fatto che costituisce reato. In altre parole, la querela serve a portare a conoscenza le autorità competenti di un evento che presenta i connotati del reato.

La querela va dunque sporta ogni volta che si è vittima di un crimine, entro il termine di tre mesi dall’evento: una querela tardiva sarebbe inammissibile e, pertanto, le autorità non potrebbero procedere con le indagini.

Reati di competenza del giudice di pace: quali sono?

Quali sono i reati di competenza del giudice di pace per cui si può sporgere querela?

Il giudice di pace penale ha competenze limitate a reati di microcriminalità, la cui carica offensiva è piuttosto ridotta. In pratica, si occupa dei crimini meno importanti.

Per la precisione, il giudice penale è competente per i seguenti delitti consumati o tentati:

  • percosse;
  • lesioni personali lievissime;
  • lesioni personali colpose, ad esclusione di quelle connesse alla colpa professionale e dei fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale quando, nei casi anzidetti, derivi una malattia di durata superiore a venti giorni;
  • diffamazione;
  • minaccia non grave;
  • furti non gravi punibili a querela dell’offeso;
  • usurpazione, purché si tratti di delitto perseguibile a querela di parte;
  • deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi, purché si tratti di delitto perseguibile a querela di parte;
  • invasione di terreni ed edifici, purché si tratti di delitto perseguibile a querela di parte;
  • introduzione ed abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo;
  • ingresso abusivo nel fondo altrui;
  • uccisione o danneggiamento di animali altrui;
  • deturpamento e imbrattamento di cose altrui [1].

La legge inoltre prevede la competenza per materia del giudice di pace per alcune contravvenzioni del codice penale e per alcuni delitti consumati e tentati e contravvenzioni indicate in determinate leggi speciali.

Dunque, se sei stato vittima di uno dei reati sopra elencati, sappi che potrai sporgere querela presso le forze dell’ordine e che il successivo giudizio si instaurerà davanti al giudice di pace territorialmente competente.

Ricorso immediato per reati di competenza del giudice di pace

In luogo della querela per i reati di competenza del giudice di pace potresti pensare di promuovere un ricorso immediato al giudice. Di cosa si tratta?

Normalmente, il procedimento penale funziona così: la persona offesa dal reato sporge querela alle autorità; la Procura della Repubblica competente per territorio svolge le indagini e, se ritiene che il crimine sussista, rinvia l’imputato davanti al giudice competente.

Con il ricorso immediato al giudice di pace la legge consente alla vittima di citare direttamente in giudizio l’autore del crimine senza sporgere querela.

Secondo la legge [2], per i soli reati procedibili a querela è ammessa la citazione a giudizio dinanzi al giudice di pace della persona alla quale il reato è attribuito su ricorso della persona offesa. Il ricorso deve necessariamente essere sottoscritto dalla vittima e dal suo avvocato, il quale ne autentica anche la firma.

Il ricorso, previamente comunicato al pubblico ministero mediante deposito di copia presso la sua segreteria, è presentato, a cura del ricorrente, con la prova dell’avvenuta comunicazione, nella cancelleria del giudice di pace competente per territorio nel termine di tre mesi dalla notizia del fatto che costituisce reato.

Se per il medesimo fatto la persona offesa ha già presentato querela, deve farne menzione nel ricorso, allegandone copia e depositando altra copia presso la segreteria del pubblico ministero.

La presentazione del ricorso immediato al giudice di pace produce gli stessi effetti della presentazione della querela: ciò significa che anche il ricorso immediato deve essere presentato entro tre mesi, esattamente come la querela.

La persona offesa che presenta ricorso immediato al giudice di pace, se vuole, deve costituirsi parte civile all’interno del ricorso stesso: non potrà farlo in un momento successivo.

Il giudice di pace, sentito anche il parere del pm, se ritiene il ricorso inammissibile o manifestamente infondato  ne dispone la trasmissione al pubblico ministero per l’ulteriore corso del procedimento.

Se invece il ricorso è ammissibile, il giudice di pace, entro venti giorni dal deposito, convoca le parti in udienza con decreto. Tra il giorno del deposito del ricorso e l’udienza non devono intercorrere più di novanta giorni.

Condanna per querela al giudice di pace: cosa succede?

Come detto nell’introduzione, nel caso di sentenza di condanna il giudice non può disporre l’arresto o la reclusione a carico dell’imputato. In altre parole, la persona condannata dal giudice di pace non può andare in carcere.

Quali sono le pene che può infliggere il giudice di pace in caso di condanna? Al di là della pena pecuniaria (multa o ammenda), il giudice di pace può condannare solamente alla permanenza domiciliare e al lavoro di pubblica utilità.

La pena della permanenza domiciliare comporta l’obbligo di rimanere presso la propria abitazione o in altro luogo di privata dimora ovvero in un luogo di cura, assistenza o accoglienza nei giorni di sabato e domenica.

Il giudice di pace, avuto riguardo alle esigenze familiari, di lavoro, di studio o di salute del condannato, può disporre che la pena venga eseguita in giorni diversi della settimana ovvero, a richiesta del condannato, continuativamente.

La durata della permanenza domiciliare non può essere inferiore a sei giorni né superiore a quarantacinque; il condannato non è considerato in stato di detenzione [3].

Il giudice di pace può applicare la pena del lavoro di pubblica utilità solo su richiesta dell’imputato, in sostituzione dell’obbligo di permanenza domiciliare.

Il lavoro di pubblica utilità non può essere inferiore a dieci giorni né superiore a sei mesi e consiste nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

L’attività viene svolta nell’ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato.

Tuttavia, se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità per un tempo superiore alle sei ore settimanali. La durata giornaliera della prestazione non può comunque oltrepassare le otto ore [4].


note

[1] Art. 4, d. lgs. n. 274/2000.

[2] Art. 21, d. lgs. n. 274/2000.

[3] Art. 53, d. lgs. n. 274/2000.

[4] Art. 54, d. lgs. n. 274/2000.

Autore immagine: Canva.com


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