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Come sapere se una persona ha intestato un libretto postale?

2 Marzo 2020 | Autore:
Come sapere se una persona ha intestato un libretto postale?

Eredi: come sapere se il defunto era titolare di libretto postale di risparmio? Creditori: come sapere se il debitore è intestatario di risparmi alle Poste?

Tanti italiani preferiscono mettere al sicuro i propri risparmi alle Poste anziché in banca; si tratta di una scelta probabilmente dettata dalla maggiore sicurezza che ispirano le Poste rispetto alle banche di cui, spesso, si sente parlare di improvvisi crac alla televisione. Alle Poste, inoltre, sono legate le persone più anziane, le quali ai loro tempi conoscevano solamente tale istituto cui rivolgersi per mettere da parte qualcosa. Con questo articolo vorrei parlarti di come fare a sapere se una persona è intestataria di un libretto postale.

Come ti spiegherò di qui a un istante, il libretto postale è il classico strumento di risparmio offerto dalle Poste italiane: a fronte di un versamento allo sportello, l’operatore rilascia un documento ove è segnata l’operazione e dove verranno inseriti tutti gli aggiornamenti futuri. Il gruzzoletto conservato alle Poste può fare gola a molti, soprattutto agli eredi e ai creditori, i quali sono entrambi interessati a sapere se una persona ha intestato un libretto postale. Proprio di questo ti parlerò nei prossimi paragrafi. Se sei pronto, prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura: troverai le risposte che cerchi.

Cos’è il libretto postale di risparmio?

Prima di vedere come sapere se una persona ha intestato un libretto postale, devo necessariamente spiegarti cos’è un libretto postale, altrimenti rischieresti di non comprendere ciò di cui parleremo.

Il libretto di risparmio postale è uno dei prodotti messi a disposizione dalle Poste italiane per i propri clienti, probabilmente il più noto insieme ai buoni fruttiferi postali. Il libretto postale altro non è che un documento cartaceo che viene rilasciato ogni volta che viene effettuato un deposito.

In altre parole, il libretto di risparmio postale è l’attestazione dell’avvenuto deposito, cioè della consegna di una determinata somma di denaro alle Poste italiane. Ma non solo: il libretto di risparmio serve ad attestare l’avvenuto deposito e a segnare tutti i movimenti (prelievi, versamenti, annotazione di interessi maturati, ecc.) che su quel capitale depositato vengono effettuati.

Possiamo dunque dire che il libretto postale porta il conto di tutte le operazioni compiute sul capitale depositato.

Libretto al portatore e libretto nominativo

Il libretto di risparmio può essere essenzialmente di due tipi: nominativo oppure al portatore. Nello specifico:

  • il libretto di risparmio è nominativo quando è intestato al suo titolare; ciò comporta che tale documento possa essere utilizzato in via esclusiva solamente dall’intestatario;
  • il libretto di risparmio al portatore, a differenza di quello nominativo, può essere utilizzato da qualsiasi soggetto lo detenga, sia in fase di prelievo che di deposito presso lo sportello dell’istituto bancario di riferimento. Per la minor sicurezza che garantiscono, la legge ha stabilito l’estinzione dei libretti al portatore: a partire dal 2019, infatti, i libretti di deposito a risparmio saranno solamente nominativi, in ossequio alla disciplina sulle misure antiriciclaggio.

Libretto ordinario e libretto smart

Chiarito che, oggi, l’unico libretto di risparmio possibile è quello nominativo, occorre specificare che le Poste italiane rilasciano tre tipi di libretti postali differenti:

  • libretto ordinario, che consente di effettuare versamenti e prelievi in tutti gli uffici postali, anche avvalendosi della Carta Libretto, cioè della tessera collegata al libretto che consente di effettuare operazioni direttamente agli sportelli automatici esterni Atm. I libretti ordinari permettono anche di sottoscrivere presso l’ufficio postale buoni fruttiferi postali dematerializzati e di accreditare la pensione;
  • libretto smart, che presenta sostanzialmente gli stessi vantaggi del libretto ordinario, con la possibilità di godere di un tasso d’interesse sulle somme depositate più vantaggioso, oltre che di poter effettuare online (anche mediante apposita app) le principali operazioni postali: ad esempio, è possibile sottoscrivere buoni fruttiferi postali dematerializzati direttamente dalla propria pagina personale in internet;
  • libretto dedicato ai minori, pensato appunto per coloro che non hanno ancora compiuto i diciotto anni.

Eredi: come sapere se il defunto aveva un libretto postale?

Coloro che sono interessati a sapere se una persona è intestataria di un libretto postale sono innanzitutto gli eredi, cioè le persone che devono succedere a un individuo quando questi non sarà più in vita.

Mettiamo il caso che un anziano signore, alla propria morte, lasci la propria eredità ai figli. Questi, però, non sanno bene se il loro padre era titolare di qualche conto corrente, né se aveva dei risparmi alle Poste. Come fare a sapere se il defunto aveva un libretto postale?

Ebbene, come ti ho spiegato nell’articolo Modulo poste italiane per successione, affinché possa aprirsi la successione presso le Poste italiane occorre presentare alcuni documenti che consentano agli eredi di subentrare nei rapporti del defunto.

Innanzitutto, per sapere se la persona deceduta era intestataria di un libretto postale occorre che gli eredi presentino all’ufficio postale un certificato di morte che attesti, appunto, la scomparsa del presunto titolare del libretto di risparmio.

Tale comunicazione serve innanzitutto a far sì che le Poste, venute a conoscenza del decesso del suo cliente, possano bloccare eventuali prelievi effettuati da altre persone.

Contestualmente alla comunicazione di decesso, è possibile richiedere, con atto scritto privo di formalità, di conoscere quali sono i rapporti (buoni, libretti o altri titoli) di cui era titolare il defunto. In questo caso, bisognerà dimostrare la propria qualifica di erede: per fare ciò, è sufficiente presentare un’autocertificazione ove si dichiara, sotto la propria responsabilità, di essere erede della persona defunta. È possibile anche allegare un certificato di famiglia storico, dal quale si potrà evincere la discendenza.

A seguito della presentazione di tale documentazione, le Poste italiane dovranno obbligatoriamente comunicare ai richiedenti di quali rapporti era titolare la persona scomparsa: nello specifico, le Poste dovranno dire se quest’ultima era intestataria di un libretto postale di risparmio o di qualsiasi altro rapporto (buoni fruttiferi postali, ecc.).

Creditori: come sapere se il debitore è intestatario di libretto?

Un’altra categoria di persone particolarmente interessata a sapere se un individuo è intestatario di libretto postale di risparmio è quella dei creditori.

Chi vanta un credito nei confronti di una persona che non è intenzionata ad adempiere spontaneamente avrà tutto l’interesse a sapere se il proprio debitore conserva alle Poste un gruzzoletto ove rivalersi.

In un caso del genere, però, il creditore non può presentarsi all’ufficio postale e chiedere che gli vengano comunicati i rapporti del debitore: l’operatore, infatti, non è tenuto a rivelare tali dati, i quali sono coperti da assoluta segretezza.

Come sapere se una persona ha intestato un libretto postale per potersi rivalere sopra? Occorre seguire una procedura che è un po’ più complessa rispetto a quella vista per gli eredi nel paragrafo precedente.

Innanzitutto, il creditore deve munirsi di un valido titolo esecutivo per poter agire nei confronti del debitore: questo titolo può essere una sentenza oppure, quando il credito è certo, liquido ed esigibile, un decreto ingiuntivo.

Una volta ottenuto il riconoscimento formale, da parte dell’autorità giudiziaria, del proprio diritto di credito, occorrerà notificare al debitore un atto di precetto con il quale gli si intima di adempiere entro dieci giorni, pena l’inizio dell’esecuzione forzata.

È questo il momento giusto per sapere se il debitore è titolare di un libretto postale di risparmio: e infatti, il pignoramento del libretto postale rappresenta una delle soluzioni più favorevoli per il creditore, il quale potrà aggredire direttamente la liquidità conservata alle Poste.

Ma come fare a sapere se il debitore è realmente intestatario di somme di denaro conservate alle Poste? Te lo spiego subito.

L’istanza al presidente per la ricerca telematica dei beni

La legge [1] afferma che il creditore può fare istanza al presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza (ovvero il domicilio, la dimora o la sede), per chiedere di essere autorizzato ad effettuare la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

Con questa autorizzazione il presidente del tribunale dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria e in quella degli enti previdenziali (tipo Inps, per intenderci), per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con i datori di lavoro e istituti di credito, quali banche e Poste.

Terminate le operazioni di ricerca telematica, l’ufficiale giudiziario redige un processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. L’ufficiale giudiziario procede altresì ad effettuare il pignoramento munito del titolo esecutivo e del precetto.

Dunque, per sapere con certezza se il debitore è intestatario di libretti postali di risparmio devi fare un’apposita istanza al presidente del tribunale, il quale deve autorizzare l’ufficiale giudiziario a fare una ricerca telematica di tutti i rapporti economici del debitore; se questi è titolare di un libretto postale, sicuramente l’ufficiale giudiziario lo saprà e potrà procedere con il pignoramento presso terzi (cioè, presso le Poste).

Come sapere se ho un libretto postale cointestato?

È possibile che una persona sia ignara di essere cointestataria di un libretto postale: immagina il caso del genitore che decida di aprire un libretto di risparmio intestandolo a sé e al proprio figlio, il quale non sa niente dell’operazione.

Come sapere se hai un libretto postale cointestato? È molto semplice: è sufficiente recarti presso qualsiasi ufficio postale e, documenti personali alla mano, chiedere che venga effettuata una ricerca per verificare se risulta un libretto intestato (o cointestato) a tuo nome.

In un caso del genere, non occorre alcuna delega o altro documento speciale: poiché sei tu il diretto interessato, dovrai semplicemente identificarti e chiedere di sapere se ci sono libretti postali a te intestati.


note

[1] Art. 492-bis cod. proc. civ.

Autore immagine: Canva.com


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