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Isis, mafie ed estremismi: i pericoli per l’Italia

2 Marzo 2020 | Autore:
Isis, mafie ed estremismi: i pericoli per l’Italia

La relazione dell’intelligence, presentata oggi, fotografa tutte le potenziali minacce al nostro paese: dalla sicurezza interna alla stabilità economica.

L’Isis non arretra. La relazione dell’intelligence per il 2019 ci parla di un estremismo islamico sempre più vivo nei territori d’origine, il che rappresenta un fattore di rischio anche per l’Italia, soprattutto in caso di ripiegamento di jihadisti sul territorio nazionale. Non è l’unico pericolo messo in luce dai nostri 007: li passano in rassegna uno a uno nel loro rapporto annuale, presentato stamattina dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal direttore generale del Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis) Gennaro Vecchione.

Jihadisti in fuga e radicalizzazione

“Anche sul territorio nazionale – riporta la relazione – l’intelligence ha dovuto misurarsi con una minaccia composita: processi di radicalizzazione individuali, attivismo di soggetti attestati su posizioni estremiste, proselitismo, propositi ritorsivi da parte di Daesh, pervasiva propaganda istigatoria”.

Quanto alla radicalizzazione, si è lavorato soprattutto su prevenzione e monitoraggio. Il carcere, in Italia come in Europa, è uno degli ambienti più a rischio, come del resto altri luoghi in cui conflitti e tensioni si esasperano a causa di condizioni di vita disagiate (i Centri di permanenza per i rimpatri sono un altro esempio).

“Aggressioni, disordini e manifestazioni di giubilo in occasione di attentati compiuti in Europa hanno fatto emergere la pericolosità di alcuni stranieri, detenuti per reati comuni e radicalizzatisi dietro le sbarre, per i quali è stato conseguentemente adottato provvedimento di espulsione”.

Fanno paura anche i cosiddetti lupi solitari insospettabili: la relazione cita il caso dell’autista senegalese naturalizzato italiano che, nel marzo scorso, nel Milanese, dirottò e incendiò uno scuolabus. La minaccia, oltreché interna, è esterna: gli 007 sottolineano il rischio di ingressi e transiti nel nostro paese di combattenti in fuga da teatri di jihad o collegati in qualche modo ad attentati terroristici in Europa.

Estremismi nostrani

A proposito di minacce interne, al di là dell’Isis, a preoccupare è anche una quota di estremismo autoctono, rosso o nero. C’è l’ultradestra, con “l’emergere di insidiosi rigurgiti neonazisti” e “una nebulosa di skinhead e aggregazioni minori”: l’anno scorso, un’inchiesta partita da Caltanissetta portò a scoprire un gruppo di militanti intenzionati a costituire un Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori. L’eversione assume anche il volto degli anarco-insurrezionalisti, pericolosi, secondo l’intelligence, perché imprevedibili, dediti al sabotaggio e dotati di una rete di supporto internazionale, basti pensare all’asse con la Grecia.

“Di stampo più movimentista – scrivono gli 007 – è risultato l’attivismo contro le grandi opere, segnatamente la Tav e il progetto salentino della Trans Adriatic Pipeline/Tap”. Si parla, inoltre, di circuiti marxisti-leninisti, per lo più in chiave di una sorta di “nostalgia” degli anni di piombo, “volta a tramandarne la memoria” con “tentativi – peraltro rimasti tali – di influenzare le rivendicazioni dei lavoratori per favorirne una trasposizione su un piano di conflitto politico-ideologico”.

Mafia, camorra, ‘ndrangheta e le altre

La criminalità organizzata italiana fa affari in tutto il mondo. Dal 2017 Cosa nostra è in crisi di leadership, ma fare soldi le riesce ancora benissimo tra business dei rifiuti e gioco d’azzardo. La ‘ndrangheta coniuga una “perdurante pervasività nei territori” a una “crescente espansione oltreconfine”.

La camorra mantiene un’anima violenta nella gestione dello spaccio; il clan dei Casalesi, per quanto indebolito, ha conservato la sua capacità di infiltrazione nelle pubbliche amministrazioni e nel settore degli appalti. Ma non è tutto: la relazione menziona anche le piccole mafie romane, la criminalità pugliese e le mafie straniere presenti su tutto il territorio nazionale. Per lo più criminalità balcanica, russa, nigeriana, cinese, pakistana, afghana e bengalese.

Riflessi su energia ed economia

L’impegno dell’intelligence è stato anche destinato a proteggere il sistema energetico nazionale. “Significativi – si legge sulla relazione – i rischi per la continuità dei flussi di gas diretti in Italia, seppure minimizzati dalla nostra politica di diversificazione degli approvvigionamenti, connessi all’aggravamento della crisi libica nonché quelli legati alle tensioni in Medio Oriente”. 007 attivi anche nel controllo degli investimenti stranieri e nella lotta alla concorrenza sleale: “Nel 2019, il governo ha mirato a rendere più incisivo ed efficace l’esercizio dei poteri speciali sul controllo degli investimenti esteri, estendendone l’ambito di applicazione tra l’altro a quei settori che hanno acquisito crescente rilevanza in connessione con gli avanzamenti tecnologici e che risultano particolarmente esposti alla competizione globale”.

L’attenzione dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) e della sua omologa per gli esteri (Aise) si è appuntata su numerosi settori economici e produttivi: dalle telecomunicazioni (5G e sviluppo delle infrastrutture) ai trasporti; dalla tecnofinanza (uso delle criptovalute) all’aerospazio. Tutti ambiti ritenuti di rilevanza strategica, quindi da tutelare.



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