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Quanto tempo occorre per separarsi?

12 Luglio 2020
Quanto tempo occorre per separarsi?

I tempi necessari per ottenere la pronuncia della separazione consensuale o giudiziale.

Tu e tuo marito avete deciso di porre fine al vostro matrimonio. È inutile continuare una relazione quando non c’è più un sentimento reciproco. Inoltre, non vedi l’ora di iniziare una nuova vita e buttarti tutto alle spalle. Ma quanto tempo occorre per separarsi? I tempi variano a seconda della procedura scelta. Se la coppia decide di separarsi consensualmente, i tempi sono molto più rapidi. In caso di separazione giudiziale, invece, i tempi si allungano notevolmente perché si instaura una causa, durante la quale è necessario compiere un’attività istruttoria (testimoni da sentire, documenti da acquisire, ecc.). Le tempistiche, inoltre, variano anche da tribunale a tribunale. Nell’articolo che segue cercheremo di capire esattamente quanto tempo occorre per separarsi e quali effetti si producono.

Cos’è la separazione?

La separazione rappresenta una fase transitoria della crisi coniugale, durante la quale vengono sospesi alcuni effetti del matrimonio in attesa di una riconciliazione o del divorzio. Con la separazione, quindi, marito e moglie mantengono la qualità di coniugi, ma non abitano più insieme. La separazione può essere chiesta dal marito o dalla moglie, sia congiuntamente che separatamente.

Tipologie di separazione

La separazione può essere:

  • consensuale: quando c’è un accordo dei coniugi sulle condizioni di separazione (ad esempio, sul mantenimento, sui figli minori, sulla casa coniugale, ecc.). Detto accordo è contenuto in un ricorso che dovrà essere depositato in tribunale. Entro 5 giorni, verrà fissata la data di udienza dove i coniugi dovranno comparire personalmente dinanzi al presidente del tribunale. A quel punto, il giudice dovrà verificare che l’accordo sia equo e risponda agli interesse dei figli. In caso di esito positivo, emette il decreto di omologazione. In alternativa, se vi è accordo, i coniugi possono anche scegliere di avvalersi della negoziazione assistita dagli avvocati oppure separarsi con una dichiarazione resa dinanzi al sindaco, quale ufficiale dello Stato civile;
  • giudiziale: quando manca l’accordo dei coniugi. In tal caso, anche un solo coniuge può chiedere la separazione quando si verificano fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole. 

Sia nella separazione consensuale che giudiziale, il giudice dovrà tentare una conciliazione tra coniugi.

Quanto tempo occorre per separarsi?

Come già anticipato in premessa, i tempi della separazione variano a seconda che si scelga la separazione consensuale oppure la separazione giudiziale. Nel primo caso, infatti, il tempo che occorre per la separazione va da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 6/7 mesi. Tutto dipende comunque da quanto lunghe e complesse saranno le trattative sulle condizioni di separazione. Può capitare che i coniugi si trovino subito d’accordo oppure potrebbe passare molto tempo prima che i coniugi riescano a trovare una soluzione che vada bene per entrambi. Quindi, se ci sono delle questioni complesse (ad esempio, relative all’affidamento dei figli), i tempi saranno dilatati pur trattandosi di una separazione consensuale. 

Nella separazione giudiziale, invece, i tempi sono molto più lunghi perché si instaura una causa durante la quale ci sarà un’attività istruttoria (ad esempio, verrano sentiti testimoni, ci saranno documenti da acquisire, indagini fiscali e così via). Tale attività servirà al giudice per prendere la sua decisione in merito alla separazione. In questo caso, difficilmente i tempi sanno inferiori ai 2 anni. 

Quali sono gli effetti della separazione?

La separazione produce effetti sia sul piano personale sia sul piano patrimoniale. In particolare:

  • viene meno l’obbligo di coabitazione: quindi, i coniugi sono autorizzati a vivere ciascuno per conto proprio;
  • si attenua il dovere di fedeltà. In altre parole il coniuge separato può avere una nuova relazione sentimentale purché ciò non leda la dignità dell’altro;
  • è previsto un assegno di mantenimento a favore del coniuge privo di redditi adeguati. Il coniuge al quale è stata addebitata la separazione avrà diritto a percepire solo un assegno alimentare (cioè una somma necessaria al suo sostentamento) qualora ci siano i presupposti (ad esempio, lo stato di bisogno);
  • si scioglie la comunione legale dei beni;
  • i figli nella maggior parte dei casi verranno affidati ad entrambi i coniugi (affidamento condiviso) con collocazione prevalente presso uno dei due genitori. Verrà invece disposto l’affidamento esclusivo qualora uno dei coniugi sia totalmente inadeguato al suo ruolo di genitore;
  • la casa coniugale verrà assegnata al coniuge che convive con i figli (in genere la madre). In tal caso, l’altro genitore dovrà trovare un altro appartamento dove trasferirsi. In presenza dei figli, infatti, prevale il loro interesse a non cambiare l’habitat familiare;
  • non cessano gli obblighi di entrambi i coniugi di istruire, mantenere ed educare i figli.

Dalla separazione al divorzio: quanto tempo deve passare?

Devi sapere che la legge ha ridotto notevolmente i termini per addivenire al divorzio. In passato, infatti, erano necessari 3 anni dalla separazione. Pertanto, potrai chiedere il divorzio trascorsi:

  • 6 mesi, se la separazione è stata consensuale;
  • 12 mesi, se la separazione è stata giudiziale.

Per la separazione consensuale o giudiziale, il termine inizia a decorrere dall’udienza di comparizione dinanzi al presidente del tribunale; per la negoziazione assistita, invece, dalla data certificata nell’accordo di separazione; in caso di separazione davanti all’ufficiale di Stato civile, dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione.



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