Operatori sanitari e Covid-19, i consigli per proteggersi

2 Marzo 2020
Operatori sanitari e Covid-19, i consigli per proteggersi

La guida Inail per infermieri e medici: unire alle regole standard valide per tutti il rispetto della circolare del ministero della Salute e delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

L’esercito dei camici bianchi è il più esposto nella lotta al Coronavirus. Come fare in modo che possano proteggersi, oltre che proteggere e curare chi si rivolge a loro, in questo momento, è domanda cruciale. Ci ha provato il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, con una guida uscita oggi e destinata agli operatori della sanità, per dare loro suggerimenti utili per evitare il contagio.

L’istituto ricorda che “in luoghi come reparti di degenza, terapia intensiva e rianimazione o ambulatori medici, centri diagnostici e strutture che forniscono servizi sanitari, gli operatori possono essere esposti a rischio biologico diretto o indiretto attraverso il contatto con pazienti o materiali infetti, inclusi fluidi corporei, attrezzature mediche e dispositivi contaminati, superfici ambientali o aria contaminata”.

Regole standard

Valgono anche per loro, naturalmente, quelle piccole precauzioni quotidiane che il Covid-19 ci ha insegnato a intensificare: dal lavaggio delle mani al divieto di toccare occhi, bocca e naso; dalla pulizia degli ambienti di lavoro con prodotti a base di alcol e cloro all’uso della mascherina (anche se, in questo caso, per chi è in prima linea come il personale sanitario, servono mascherine ancor più efficaci, di cui parleremo nelle prossime righe). Sempre valide, inoltre, le accortezze contenute nella normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro [1].

Rispetto alla gente comune, chi lavora in ambulatori e ospedali rischia di più perché più esposto al contatto con chi può aver contratto la malattia. L’Inail raccomanda un approccio integrato, che preveda il rispetto delle regole standard, delle normative specializzate e di quelle di emergenza, adottate dal ministero della Salute.

Sulla protezione del personale sanitario incide ovviamente anche un corretto comportamento dei pazienti: una delle prime raccomandazioni diffuse per arginare l’aumento dei contagi, infatti, è stata quella di non andare subito e inutilmente al pronto soccorso ma chiamare prima i numeri di pubblica utilità: il 1500 è quello attivato dal ministero della Salute, più i numeri verdi attivati dalle regioni (Basilicata: 800 99 66 88; Calabria: 800 76 76 76; Campania: 800 90 96 99; Emilia-Romagna: 800 033 033; Friuli Venezia Giulia: 800 500 300; Lazio: 800 11 88 00; Lombardia: 800 89 45 45; Marche: 800 93 66 77; Piemonte: 800 333 444; Provincia autonoma di Trento: 800 86 73 88; Puglia: 800 713 931; Sicilia: 800 45 87 87; Toscana: 800 55 60 60; Trentino Alto Adige: 800 751 751; Umbria: 800 63 63 63; Val d’Aosta: 800 122 121; Veneto: 800 46 23 40).

Regole specifiche

Per le operazioni che prevedono il contatto con casi sospetti o confermati di Covid-19, alle misure collettive deve affiancarsi l’uso di dispositivi di protezione individuale (dpi). L’Inail raccomanda di dotarsi di filtranti respiratori Ffp2 e Ffp3, mascherine che garantiscono le prime un livello di protezione rafforzata, le seconde la massima protezione possibile; il personale sanitario deve indossare anche occhiali protettivi, camice impermeabile a maniche lunghe e guanti.

La guida dell’Inail richiama inoltre le indicazioni fornite dalla circolare del ministero della Salute su come vestirsi e svestirsi. Quando si inizia a lavorare e ci si veste va innanzitutto tolto ogni gioiello e oggetto personale, lavate le mani e controllato che ogni dpi sia integro (in caso contrario non vanno usati); poi si indossa un primo paio di guanti, il camice monouso sopra la divisa, il filtrante-mascherina, gli occhiali e un secondo paio di guanti. Quando poi ci si sveste, a fine servizio, va evitato qualsiasi contatto tra i dpi potenzialmente contaminati e il viso, le mucose o la pelle. I dispositivi monouso vanno smaltiti in un contenitore apposito, quelli riutilizzabili devono essere, invece, decontaminati prima di usarli di nuovo. Si toglie il camice e si butta (sempre in un contenitore apposito); idem, il primo paio di guanti. Poi si sfilano gli occhiali e si disinfettano. Si passa, in seguito, alla maschera che va tolta prendendola dalla parte posteriore e smaltita nel contenitore. Infine si toglie il secondo paio di guanti e si lavano le mani.

“Fondamentale – ricorda l’Inail – è aumentare la consapevolezza dei lavoratori sull’importanza di rimanere a casa e lontano da luoghi di lavoro in caso di comparsa di sintomi respiratori, al fine di prevenire la diffusione del rischio, in coerenza con le indicazioni comportamentali già note per la prevenzione della diffusione della sindrome influenzale”.

note

[1] d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.


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