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Castrazione cane: pro e contro

12 Aprile 2020 | Autore: Maddalena Villa
Castrazione cane: pro e contro

Conseguenze e rischi dell’intervento sull’animale. Opzioni e costi da sostenere per i padroni.

Chiunque abbia un cane, prima o poi si troverà ad affrontare la controversa questione: «sterilizzazione sì o sterilizzazione no?». Ti stai chiedendo se sia davvero necessario. In effetti, non bisogna sottovalutare la castrazione di un cane: pro e contro vanno attentamente ponderati. Si tratta di una procedura che va a snaturare l’animale? Quali conseguenze psico-fisiche si troverà ad affrontare il tuo cucciolo? Anche se c’è ancora parecchia confusione a riguardo, c’è una differenza tra castrazione e sterilizzazione. Due concetti che, per praticità nel linguaggio comune, vengono associati all’organo sessuale dell’animale ma che, in realtà, sono due cose diverse. Vediamo perché in modo da capire pro e contro della castrazione di un cane.

La differenza tra castrazione e sterilizzazione

La castrazione di un cane consiste nell’asportazione chirurgica delle sue ghiandole sessuali, ovvero i testicoli, o nel caso di una femmina, le ovaie. In tal caso non vi sarà più attività sessuale nell’animale a causa della diminuzione del livello ormonale e della mancanza di spermatozoi o ovuli. La tecnica della castrazione è la più utilizzata nel caso di esemplari di sesso maschile.

La sterilizzazione, invece, non prevede la rimozione degli organi sessuali, ma impedisce la fecondazione tramite chiusura delle tube o vasectomia. Interventi che mantengono inalterato il comportamento sessuale dell’animale e che vengono utilizzati di rado: di solito, infatti, si preferisce ricorrere alla castrazione chimica. Un’operazione che ha carattere temporaneo e che si serve di farmaci a base ormonale per ridurre la libido dell’animale, limitando la produzione di testosterone.

Tutti i metodi sopracitati sono modi responsabili per prendersi cura del proprio animale domestico oltre che per controllare sovrappopolazione e randagismo. Considera che circa 150mila cani vengono abbandonati ogni anno. A questo proposito, in Italia, la legge per la tutela degli animali da compagnia e prevenzione del randagismo [1], prevede la sterilizzazione di tutti i soggetti, insieme all’individuazione di rifugi in cui possano essere ospitati senza essere soppressi, all’infuori di casi eccezionali.

Agli inizi del 2018, il Parlamento europeo ha avanzato una proposta di sterilizzazione obbligatoria di cani e gatti, sia per rifugi che privati, per fronteggiare le problematiche dei centri d’accoglienza e del randagismo. La questione per ora rimane in fase di valutazione, data la vastità di elementi da considerare, di natura pratica, ma soprattutto etica e le incongruenze ancora presenti all’interno della comunità scientifica veterinaria.

Capire qual è la scelta più appropriata per il proprio cane richiede, quindi, un’attenta valutazione dei pro e contro della castrazione. Di seguito, entreremo nel dettaglio.

Castrazione: quando è davvero necessaria?

Devo castrare per forza il mio cane? A meno che non vi sia un contratto scritto con l’allevatore di provenienza, il quale vieta la riproduzione del cane, la risposta è no. Per decidere se castrare o meno il tuo amico a quattro zampe, è utile osservarne i comportamenti e la crescita in primis.

Spesso e volentieri, la decisione sopraggiunge in presenza di comportamenti aggressivi, o se vi è un’elevata tendenza da parte del cane a vagabondare. Questa condotta si manifesta in prossimità degli otto mesi d’età circa, con il raggiungimento della maturità sessuale dell’animale.

Il cane continua a scappare alla ricerca di femmine in calore, a tuo malincuore fa pipì in ogni angolo della casa e, se vicino ad altri maschietti, diventa particolarmente incontrollabile. Anche se queste spiacevoli situazioni possono essere risolte con la castrazione, non significa che la soluzione ad un tale comportamento sia sempre questa. Ogni cane ha le sue esigenze e una personalità diversa, le valutazioni da fare sono quindi fortemente soggettive.

Supponiamo, per esempio, che in un altro scenario Fido continui a scappare e ad avere una minzione anormale perché non gode del movimento e delle uscite necessarie: forse necessita di una dieta diversa oppure ha subito traumi che lo rendono reattivo. Prima di ricorrere ad una soluzione drastica come la castrazione, assicurati che il tuo cane conduca uno stile di vita adeguato e che i suoi atteggiamenti dominanti siano realmente riconducibili a ragioni di carattere ormonale. Rivolgiti al tuo veterinario di fiducia, saprà consigliarti, nel caso ce ne sia bisogno, un addestratore o un comportamentalista.

Casistiche che vedono la castrazione come una risposta necessaria, sono invece quelle di natura fisica, in presenza di patologie preesistenti. In questi casi, previo consulto veterinario, la castrazione può ridurre e prevenire i rischi relativi alla salute dell’animale, migliorandone lo stato fisico.

Castrazione: quali rischi ci sono?

Sempre nell’ambito della castrazione chirurgica, possono verificarsi reazioni avverse all’anestesia o complicazioni durante l’intervento. Tuttavia, non hai nulla di cui preoccuparti: i rischi legati a interventi operatori di routine come questi sono davvero minimi.

I pericoli più ricorrenti riguardano piuttosto il fronte psicologico e comportamentale. La castrazione, come già citato in precedenza, mitiga il comportamento aggressivo del cane verso i suoi simili e riduce la tendenza a vagabondare. In alcuni casi però, soprattutto se il cane è fobico, con un carattere introverso e timido o se ha subito dei traumi, la castrazione può peggiorare lo stato psicologico.

In mancanza di produzione di testosterone, il cane tenderà a percepire con più frequenza situazioni di pericolo ed è risaputo che in natura, la miglior difesa è l’attacco. L’inconveniente è quello di ottenere l’effetto contrario a quello desiderato: un cane che inizialmente presentava atteggiamenti aggressivi verso i suoi simili e che ora li ha verso chiunque senza distinzioni. La castrazione precoce o comunque in tempi che non consentono la piena maturazione sessuale del cane, aumenta il rischio di tali comportamenti indesiderati e aggressivi. Se non c’è urgenza è meglio aspettare fino al compimento del secondo anno di età.

Castrazione chirurgica o farmacologica: quale scegliere?

La procedura di castrazione chirurgica del cane, o orchiectomia, consiste nella rimozione delle gonadi, sede di produzione del testosterone e degli spermatozoi. Il cane, a digiuno da almeno otto ore, viene sedato e messo in anestesia generale. I testicoli vengono liberati dall’involucro che li avvolge ed asportati. La castrazione chirurgica è irreversibile ed essendo invasiva, ha tempi di recupero postoperatori più lunghi rispetto alla sterilizzazione.

Il risultato garantirà l’infertilità del cane. L’assenza di testosterone e spermatozoi eliminerà qualsiasi pulsione sessuale, contrastando la necessità di girovagare alla ricerca di un partner e l’atteggiamento dominante verso gli altri cani.

La castrazione farmacologica o chimica consiste invece nell’innesto di un dispositivo sottocutaneo, che rilascia gradualmente un principio attivo. La temporanea infertilità comincerà ad aver effetto intorno alla seconda settimana dall’inserimento, bloccando la produzione di testosterone. Quest’opzione ha il vantaggio di essere meno pericolosa, oltre che reversibile. Il farmaco garantisce un’efficacia da sei mesi ad un anno. La durata può però variare in base al soggetto e in alcuni casi, ridursi a qualche mese.

È indicato tenere il cane sotto controllo per le prime sei settimane, in quanto la sterilità è certa solo dopo il trascorrere del primo mese. A parte un lieve gonfiore iniziale in prossimità dell’innesto, non vi sono pericoli o effetti collaterali significativi e l’impianto può essere asportato chirurgicamente in qualsiasi momento per interrompere l’effetto della castrazione.

Il principale vantaggio della castrazione chimica è la sua temporaneità. In situazioni di incertezza può essere un ottimo metodo per verificare se un intervento chirurgico possa essere sensato. Una volta riscontrato il beneficio e gli effetti del cambiamento ormonale puoi chiedere di procedere, senza alcun dubbio, alla castrazione chirurgica.

Analogamente, lo svantaggio della castrazione chimica è la sua durata. Se le tue intenzioni non prevedono la chirurgia come soluzione definitiva, preparati ad appuntamenti semestrali dal tuo veterinario. Il farmaco viene solitamente venduto in una confezione doppia, di durata annuale, e la spesa da sostenere si aggira intorno ai 100 euro. Si tratta di una spesa che sarà possibile detrarre come le altre, ma che richiede, rispetto alla castrazione chirurgica, un impegno economico maggiore.

Leggi l’articolo “Spese veterinarie: come cambiano le detrazioni nel 2020“.

Castrazione: i miti da sfatare

Fra le leggende e le convinzioni più discusse, compare la questione: «sterilizzare il cane è contro natura».

Partendo dal presupposto che, per natura, l’essere umano ha la tendenza a comparare qualsiasi altra forma di vita a se stesso, ci sono ancora molte persone convinte che un atto del genere snaturi il proprio animale. In verità, non stai violando i suoi diritti, perché non possiede il concetto di maternità o paternità, ma solo un istinto riproduttivo e di conservazione della specie.

Dopo un iniziale periodo di svezzamento, i cuccioli divengono per la mamma solo altri animali. Certo, non significa che una connessione non sia possibile tra due individui, ma non è dettata dal rapporto genitoriale.

Un altro aspetto su cui riflettere, se sei fermamente convinto che castrare un animale sia contro natura, è il modo stesso con cui ci rapportiamo ad essi e al mondo animale in generale. Case calde e ambienti controllati, cucce comode, guinzagli e passeggiate, ciotole e recinti, pappe per tutti i gusti.

Se proprio dovessimo aprire il capitolo del «non naturale», il dibattito dovrebbe focalizzarsi su ben altro, piuttosto che sulla castrazione. Sfido chiunque a lasciare libero il proprio cane, così che possa inseguire e sbranare la sua preda per dirsi sazio. O a lasciarlo morire davanti ai propri occhi perché contrari ad un’innaturale chirurgia.

Castrare il proprio cane non significa amarlo o rispettarlo di meno, ma semplicemente considerarlo per quello che realmente è: un animale. Una volta eliminato lo stimolo sessuale, il tuo dolce fido non sentirà più il bisogno di procreare. Non lo troverai di punto in bianco ad una seduta di psicoterapia perché non è soddisfatto della propria vita sessuale. Banalmente: tolto il dente (o i testicoli), tolto il dolore.

Un’altra domanda frequente è: «Se castro il mio cane diventerà obeso?». No, non è vero che il cane prenderà peso dopo l’intervento. Può capitare che successivamente alla castrazione occorra un cambio dieta, il più delle volte il passaggio a del cibo light è sufficiente. Il cambio ormonale potrebbe modificare il metabolismo, ma il mito del cane obeso è una remota eventualità, non una regola.

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Di Maddalena Villa

note

[1] L. n. 281/1991.


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