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La Cina mette in quarantena gli italiani

3 Marzo 2020
La Cina mette in quarantena gli italiani

Il governo cinese ha stabilito un periodo di isolamento di 14 giorni a Pechino per i viaggiatori provenienti dall’Italia e da altri Paesi considerati a rischio.

Chi parte dall’Italia per la Cina sarà sottoposto all’arrivo ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni a Pechino: lo ha deciso il governo della capitale cinese, e lo ha reso noto il vice segretario generale del governo municipale di Pechino, Chen Bei, con un annuncio diffuso dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

La misura precauzionale riguarda non solo i viaggiatori provenienti dall’Italia, ma anche quelli in arrivo da altri Paesi considerati in questo momento “pericolosi”, come la Corea del Sud, il Giappone e l’Iran.

Anche la città di Shanghai ha adottato lo stesso provvedimento per coloro che arrivano da Paesi – ma non è stato specificato quali – con “condizioni di virus relativamente gravi”.

“La Cina ci dà una bella lezione”, commenta a caldo il virologo Roberto Burioni. “Noi per incomprensibili motivi non abbiamo messo in quarantena chi proveniva dalla Cina quando andava fatto, ora i cinesi mettono giustamente in quarantena chi arriva dall’Italia”.

La misura è stata replicata dallo Sri Lanka: lo Stato dell’Oceano Indiano, comunemente noto come Ceylon, ha annunciato che tutti i passeggeri che arriveranno da Italia, Iran e Corea del Sud saranno sottoposti ad una quarantena di 14 giorni. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Colombo, secondo cui chi arriva da questi tre Paesi – che in questo momento hanno il maggior numero di contagi dopo la Cina – sarà invitato a restare a casa o in ospedale per osservare la quarantena di 14 giorni.

Il ministero ha anche reso noto che è stato vietato lo sbarco di passeggeri dalle navi da crociera, mentre è consentito l’attracco. “La maggior parte delle navi da crociera hanno a bordo persone con oltre 50 anni, che sono le più vulnerabili a Covid-19”, ha sottolineato il ministero.



1 Commento

  1. Se ho capito correttamente, come sembra almeno dalle notizie arrivate da più parti, se è vero che l’inizio dell’epidemia è targato Wuhan e se è vero che “l’allarme” è stato lanciato dalla Cina con ritardo conclamato per ragioni di “opportunismo e protezionismo economico” in senso lato, ora assistiamo al fatto che il signor Xi Jinping mette in quarantena gli italiani che arrivano a Pechino. Insomma, è la storia del bue che dà del cornuto all’asino…

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