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Coronavirus: ecco quanto costerà all’economia italiana

3 Marzo 2020
Coronavirus: ecco quanto costerà all’economia italiana

L’emergenza legata al Covid-19 sta provocando danni per 150 miliardi di euro, secondo le stime di Unimpresa. Colpiti particolarmente il turismo e i trasporti.

Gli effetti dannosi del coronavirus sull’economia italiana saranno di 150 miliardi di euro, ovvero quasi il 10% del prodotto interno lordo. È il risultato dei calcoli del Centro studi di Unimpresa (Unione nazionale di imprese), diffusi dall’agenzia stampa Adnkronos.

Secondo lo studio dell’associazione, che ha elaborato i dati Istat integrandoli con alcune stime, l’emergenza legata al virus Covid-19 potrà avere ricadute – dirette o indirette – su 146,1 miliardi di euro, che corrispondo al 9,12% del Pil italiano realizzato nel 2019.

Le ricadute negative sono in alcuni casi dirette e in altri casi ”a cascata”, derivando dalle perdite dell’indotto e dalla contrazione dei volumi di vendita nei comparti dipendenti da quelli direttamente colpiti dalla crisi.

Così il coronavirus costituisce una seria minaccia per l’economia italiana e arriva a colpire in particolare proprio quelle aree economiche che erano cresciute di più negli scorsi anni e avevano contribuito in modo determinante all’incremento del Pil complessivo, a partire dall’industria del turismo e dei settori collegati.

Infatti – spiega Unimpresa – “il recinto economico a rischio coronavirus è un mix di settori di attività che, in totale, sono costantemente cresciuti negli ultimi anni. Dal 2015 al 2019, il fatturato delle imprese del turismo, dei trasporti e dello spettacolo è cresciuto di 17,5 miliardi”.

Ecco i settori che secondo l’analisi di Unimpresa subiranno di più le conseguenze negative: nel dettaglio, si tratta di 64 miliardi del settore alberghiero e della ristorazione, di 53 miliardi del comparto dei trasporti, di 8,1 miliardi delle imprese che svolgono noleggio e leasing, di 2 miliardi delle agenzie di viaggio e tour operator, di 10,8 miliardi per il settore dello spettacolo (musei, cinema e teatri) e di 7,6 miliardi nel comparto sport e tempo libero.

Ora “il rischio è quello di far sprofondare l’economia italiana nel baratro e in tempi rapidissimi”, commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. “Le misure che il governo ha varato sono pannicelli caldi, non bastano a rimettere in piedi l’economia italiana”, prosegue il presidente, che lancia l’allarme: “Il bilancio delle prossime stagioni, primavera ed estate, potrebbe tradursi in un bagno di sangue sia per gli operatori turistici sia per le imprese degli altri comparti. Nel giro di pochi giorni, a causa di clamorosi errori sul piano della comunicazione, una emergenza sanitaria si è trasformata in una catastrofe economica. La risposta è insoddisfacente: ci aspettiamo ulteriori interventi, altrimenti l’Italia tornerà in recessione”.


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