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Si può non fare la colonscopia?

20 Maggio 2020 | Autore:
Si può non fare la colonscopia?

Cos’è la colonscopia, a cosa serve e quali sono gli esami alternativi.

Prevenire è meglio che curare. Con i progressi costanti nel campo medico una buona prevenzione ti consente di evitare l’insorgere di patologie gravi e pericolose. Ma anche una diagnosi precoce ti permette di affrontare un’eventuale malattia con più consapevolezza e voglia di combattere. La colonscopia consente di prevenire o diagnosticare precocemente le patologie che possono interessare il colon-retto.

Cos’è la colonscopia? Un esame che spaventa i pazienti per la sua invasività e l’eventuale dolore che potrebbe comportare la visita. Si può non fare la colonscopia? I timori e i dubbi possono essere superati con una buona informazione. In questo articolo vedremo insieme in cosa consiste questo esame, a cosa serve e quando bisogna necessariamente farlo. Infine, ti spiegheremo se esistono delle procedure alternative.

Cos’è la colonscopia

La colonscopia è un esame strumentale invasivo che permette di osservare la parte interna del colon e del retto e di esplorare le pareti dell’intestino crasso attraverso l’introduzione di una sonda munita di microcamera nel canale anale.

A cosa serve la colonscopia

La colonscopia ha principalmente una funzione diagnostica che permette di individuare la presenza di lesioni, polipi, occlusioni, malattie infiammatorie intestinali, eventuali neoplasie maligne o benigne. Si tratta di alterazioni che potrebbero essere sintomi di eventuali patologie.

In quali casi la colonscopia ha una funzione terapeutica? Un esempio potrebbe essere l’asportazione di polipi oppure l’interruzione di eventuali emorragie (evitando così un successivo intervento chirurgico). Nel caso di asportazione di tessuti sospetti, questi vengono sottoposti a biopsia per individuare l’esistenza e la natura di tumori.

Come si esegue la colonscopia

La colonscopia si esegue in regime ambulatoriale e, generalmente, in sedazione cosciente. In pratica, verrai sedato e così si ridurrà sensibilmente la percezione del fastidio che potresti avere a causa dell’inserimento nel canale anale del colonscopio. In ogni caso, rimarrai vigile e in grado di collaborare con i medici.

Trattandosi di un esame invasivo, potrebbe risultare fastidioso, per questo potresti valutare anche di fare la colonscopia in sedazione profonda, in questo caso non risponderai agli stimoli e non capirai cosa sta accadendo.

Altra opportunità è quella di fare la colonscopia in anestesia totale, verrai completamente addormentato e non avvertirai alcun disagio. Alcune persone decidono addirittura di fare l’esame senza sedazione, ma l’esplorazione con la sonda crea sempre fastidio e dolore.

Quando fare la colonscopia          

Ecco in quali casi è necessario sottoporsi ad una colonscopia:

  • quando sono state trovate alterazioni intestinali significative dopo aver eseguito altri esami;
  • in presenza di un significativo calo di peso o di un’anemia da carenza di ferro;
  •  in presenza di modificazioni persistenti e significative dell’alvo;
  • in presenza di un improvviso sanguinamento gastroenterico.

Altresì, l’esecuzione di questa procedura è indicata nei pazienti con familiarità per cancro del colon e nei casi di sindromi neoplastiche familiari del colon. Poi, rientra anche nel programma di screening per il tumore del colon-retto previsto per tutti i soggetti che hanno compiuto i 50 anni, con l’obiettivo di ridurre la mortalità, individuando e rimuovendo per tempo eventuali polipi, e permettendo una diagnosi precoce della eventuale forma tumorale.

La colonscopia va ripetuta periodicamente in chi è stato operato di cancro del colon per individuare sul nascere eventuali recidive. Infine, è indicata per chi da anni soffre di colite ulcerosa o di morbo di Chron, in quanto ci sono maggiori probabilità di sviluppare un tumore del colon-retto.

Le controindicazioni

La colonscopia è controindicata in presenza di condizioni improvvise e gravi come, ad esempio, la dilatazione del colon, la colite fulminante, la diverticolite acuta, la peritonite o una perforazione intestinale.

Non programmare l’esame se soffri di gravi disturbi cardiaci e respiratori come ad esempio uno scompenso cardiaco o un’insufficienza respiratoria severa, perché potresti rischiare di avere delle aritmie e delle complicazioni gravi a causa della procedura. Infine, se stai seguendo una terapia anticoagulante o antiaggregante, devi rivolgerti al tuo medico curante almeno una settimana prima dell’esame per valutare se sospenderla o meno.

Come prepararsi alla colonscopia

Per eseguire la colonscopia il tuo intestino deve essere completamente libero, non basta un semplice digiuno, ma devi seguire precise istruzioni nei giorni che precedono la procedura.

Quando prenoti una colonscopia ti vene fornito un vademecum con le regole a cui attenerti per la fase di preparazione. Nei tre giorni che precedono l’esame, devi seguire una vera e propria dieta chiamata “preparazione intestinale”, in quanto il colon deve risultare completamente pulito, senza scorie e residui per averne una visione completa e nitida.

Nei tre giorni prima dell’esame devi evitare di mangiare tutti gli alimenti ricchi di fibre che lasciano scorie e, quindi, a titolo esemplificativo la frutta, i legumi, i cereali e la verdura. Ma evita di introdurre nell’alimentazione anche dolci con cioccolato, yogurt con pezzi di frutta, condimenti grassi, frullati, spremute e tisane.

Infine, il giorno che precede l’esame devi assumere dei lassativi in polvere che si sciolgono in acqua per avere una pulizia completa dell’intestino; la sera prima puoi bere solo acqua; il giorno dell’esame devi restare a digiuno.

Esami alternativi

Esiste la possibilità di effettuare esami alternativi alla colonscopia, meno invasivi, questi sono la colonscopia virtuale, il clisma opaco e lo studio dell’apparato digerente con la videocapsula endoscopica.

Colonscopia virtuale

La colonscopia virtuale è una tecnica radiologica non invasiva che permette di studiare il colon attraverso la simulazione di una colonscopia tradizionale. Questa procedura viene eseguita mediante la ricostruzione del colon in 3D al computer, e viene utilizzata principalmente quando l’esame endoscopico tradizionale risulti incompleto oppure quando una patologia lo renda rischioso. Non è richiesta la preparazione che deve obbligatoriamente farsi per l’esame tradizionale.

Il clisma opaco

Il clisma opaco è una radiografia che permette di esaminare il colon e il retto quando si ha il sospetto di avere delle alterazioni organiche utilizzando un clistere contenente acqua e bario. Le immagini dell’intestino vengono registrate e trasmesse su un monitor. Questo esame richiede una totale pulizia dell’intestino, per questo bisogna osservare la stessa dieta consigliata per la colonscopia tradizionale.

La videocapsula endoscopica

La videocapsula endoscopica è un esame non invasivo che permette di studiare tutto l’apparato digerente. Si utilizza principalmente per capire la natura delle patologie esistenti quando la colonscopia ha dato esito negativo. Prima di eseguire l’esame bisogna restare a digiuno per dodici ore, poi la capsula viene ingerita bevendo un bicchiere d’acqua e grazie alla microcamera al suo interno le immagini vengono trasmesse sul computer. Terminato l’esame la capsula viene espulsa in modo naturale.

Ma è bene che tu sappia che nessuno di questi tre esami ha la stessa efficacia e la stessa accuratezza della colonscopia tradizionale. In caso di polipi, lesioni sospette, restringimenti o piccoli tumori, dovrai sottoporti all’esame tradizionale che permette prelievi bioptici e interventi terapeutici.



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