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Quali sono gli obblighi coniugali

16 Aprile 2020
Quali sono gli obblighi coniugali

I doveri che nascono dal matrimonio: dalla coabitazione alla fedeltà.

Tu e il tuo compagno avete finalmente deciso di sposarvi. Siete fidanzati da quando eravate giovanissimi e adesso è giunta l’ora di fare il grande passo. Ci sono un sacco di cose da preparare: dalla scelta dell’abito nuziale al ristorante, dal fotografo alla chiesa. Per non parlare della lista degli invitati, del fioraio, delle bomboniere, ecc. Insomma, stress a parte, sei al settimo cielo. Le rispettive famiglie sono felicissime e non vedono l’ora di darvi una mano per organizzare il matrimonio. Ma sai davvero cosa significa sposarsi o quali sono gli obblighi coniugali? Una volta sposati, marito e moglie devono essere fedeli, devono collaborare e contribuire ai bisogni della famiglia e così via. Non è di certo una passeggiata. Servono impegno e costanza. 

Quali sono gli obblighi coniugali

Quando due persone si sposano, ciascun coniuge è tenuto a rispettare i seguenti obblighi che nascono dal matrimonio [1]:

  • di coabitazione;
  • di assistenza morale e materiale;
  • di collaborazione nell’interesse della famiglia;
  • di contribuzione ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche e di lavoro (professionale o casalingo);
  • di fedeltà.

Ma procediamo con ordine ed esaminiamo dettagliatamente quali sono gli obblighi coniugali.

Obbligo di coabitazione

Una volta sposati, i coniugi devono convivere sotto lo stesso tetto. Tuttavia, la convivenza non è sempre possibile perché potrebbe capitare che la coppia sia costretta a vivere in due città diverse. Si pensi, ad esempio, ad una famiglia che vive al sud. Un giorno, la moglie vince un concorso ed è costretta a trasferirsi a Milano per insegnare in una scuola. Casi come questi sono molto frequenti, pertanto è consentito ai coniugi fissare la propria residenza o il domicilio anche in luoghi differenti.

Inoltre, l’obbligo di coabitazione impone che il coniuge non scappi via alla prima lite. Si pensi al caso in cui marito e moglie litigano, magari per la prima volta, e uno dei due va a rifugiarsi a casa dei genitori. Una cosa del genere non è ammessa, soprattutto se ci sono figli. Quando i coniugi possono essere autorizzati a vivere separati? Come già detto prima, quando abitano in due città diverse per motivi giustificati (ad esempio, per motivi di lavoro), quando uno dei coniugi è particolarmente violento oppure quando interviene una sentenza di separazione. Al di là di queste ipotesi, se il coniuge abbandona il tetto coniugale senza alcuna giustificazione commette una violazione dell’obbligo di coabitazione. 

Obbligo di assistenza morale e materiale

Altro obbligo fondamentale è l’assistenza reciproca sia sul piano morale sia su quello materiale. In pratica, ciascun coniuge deve impegnarsi a comprendere, a rispettare e sostenere l’altro.

Facciamo un esempio.

Caia ha lasciato il lavoro dopo che ha avuto il suo primo figlio. Ora che il bambino è più grande vorrebbe tornare a lavorare, ma ha paura di non farcela. Il marito, invece, la sostiene e la spinge ad andare a lavorare per farla sentire gratificata.

Anche avere rapporti sessuali rientra nell’obbligo di assistenza morale, cioè il supporto che i coniugi si devono reciprocamente.

L’obbligo di assistenza materiale, invece, è l’impegno reciproco a soddisfare le esigenze economiche come il cibo, il vestiario, i trasporti, la scuola dei figli, le spese mediche, ecc.

Obbligo di collaborazione nell’interesse della famiglia

Ciascun coniuge deve collaborare per garantire l’unità della famiglia. In altre parole, marito e moglie devono seguire i figli e gestire al meglio il ménage domestico.

Obbligo di contribuzione ai bisogni della famiglia

Ciascun coniuge è tenuto a contribuire ai bisogni della famiglia, in base alla proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale e casalingo. Questo vuol dire, ad esempio, che se guadagni uno stipendio di 4000 euro al mese, mentre tua moglie non lavora perché ha scelto di dedicarsi alla cura dei figli e della casa, allora sarai chiamato in prima persona a sostenere le spese della famiglia. Tiene presente, comunque, che il lavoro domestico è importante e contribuisce ai bisogni del ménage familiare anche se non produce reddito.

Obbligo di fedeltà

In teoria, la fedeltà dovrebbe sussistere sempre, anche durante il fidanzamento. Tuttavia, solo una volta sposati è previsto espressamente l’obbligo di non avere relazioni extraconiugali. In parole povere, se Tizio è sposato con Caia non può avere una relazione amorosa con Mevia. Ovviamente, l’obbligo di fedeltà vale sia per il marito sia per la moglie. Non ci sono sconti per nessuno. 

Quando però si parla di fedeltà, tutti pensano esclusivamente ai rapporti sessuali. In realtà, il dovere di fedeltà è un concetto molto più ampio che comprende anche le relazioni platoniche o virtuali.

Caia è sposata con Tizio. Una sera, si collega a Facebook e conosce Sempronio. Inizia a chattare e, dopo un po’ di tempo, si accorge di essersi innamorata perdutamente di Sempronio. 

Per le coppie omosessuali unite civilmente, invece, l’obbligo di fedeltà non è previsto. Questo vuol dire che si può fare ciò che si vuole? Certo che no. Anche se la legge non lo prevede espressamente, la coppia omosessuale è tenuta comunque a rispettarsi e ad evitare le relazioni con altre persone che potrebbero rompere l’equilibrio e determinare la fine dell’unione civile. 

Cosa accade se un coniuge tradisce l’altro e ciò determina la crisi del matrimonio? Ebbene, in tal caso, chi ha tradito vedrà addebitarsi la separazione, ossia la colpa per la fine del matrimonio e perderà il diritto ad un eventuale assegno di mantenimento oltre ai diritti successori. Se si dovesse trovare in stato di bisogno, potrebbe essergli riconosciuto solo un assegno alimentare necessario per il suo sostentamento, ma nulla di più.

note

[1] Art. 143 cod.civ.


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