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Cosa serve per assunzione badante

14 Aprile 2020 | Autore:
Cosa serve per assunzione badante

Procedura e documenti a seconda della cittadinanza per mettere in regola il collaboratore domestico che si occupa delle persone non autosufficienti.

Prima o poi, può capitare di avere in casa una persona non autosufficiente o con una malattia cronica che ha bisogno di assistenza continua. Ovviamente, i permessi al lavoro sono limitati e non si può rinunciare a portare a casa lo stipendio. La soluzione più comune – e anche quella che fa sentire più sicuro il familiare assente tutto il giorno per impegni lavorativi – è quella dell’assistente personale o collaboratore domestico che dir si voglia. Della badante, insomma. Ma cosa serve per l’assunzione della badante?

Già, assunzione. Perché il collaboratore domestico, che si tratti di una badante, una colf o una baby-sitter, va messo in regola se si vogliono evitare dei guai. Tutto alla luce del sole, tutti più tranquilli. Compresa la coscienza.

Ci sono diversi passaggi da rispettare per l’assunzione della badante. Alcuni cambiano a seconda della cittadinanza e della residenza della collaboratrice domestica, cioè se è italiana, comunitaria, appartenente allo Spazio economico europeo, extracomunitaria con residenza in Italia o con residenza all’estero. Ci sarà, poi, da formalizzare il rapporto di lavoro facendo riferimento al contratto nazionale di categoria, da fare l’iscrizione all’Inps e versare i dovuti contributi previdenziali, da sistemare la posizione Inail per tutelare la badante dagli infortuni sul lavoro.

Insomma, una serie di procedure da rispettare ma nulla d’impossibile, per carità. Vediamo quali sono i passi da compiere e cosa serve per l’assunzione della badante.

Assunzione badante: reperire i documenti

Prima di procedere con l’assunzione della badante, bisogna innanzitutto mettere insieme i documenti necessari. Un compito che riguarda sia il datore di lavoro sia la collaboratrice domestica. La pratica è diversa a seconda della provenienza della badante. Ecco le varie possibilità e la documentazione da reperire.

Badanti italiane, europee, svizzere o di area See

È possibile assumere direttamente un lavoratore domestico italiano o di Paesi dell’Unione europea. A questi sono equiparati i cittadini svizzeri o appartenenti agli Stati dello Spazio Economico Europeo (See), vale a dire Norvegia, Islanda e Liechtenstein. L’assunzione della badante che ha una di queste cittadinanze viene considerata valida anche se non è iscritta nelle liste del collocamento.

L’importante è che abbia:

  • codice fiscale italiano;
  • documento di identità;
  • tessera sanitaria rilasciata dall’Asl e aggiornata.

Badanti extracomunitarie residenti in Italia

Se l’assunzione interessa una badante extracomunitaria residente in Italia, la lavoratrice dovrà essere munita di regolare permesso di soggiorno valido per svolgere un’attività lavorativa.

Il datore di lavoro, invece, non sarà più tenuto a compilare il modello Q (scomparso, ormai, una ventina di anni fa) per procedere con l’assunzione. I vincoli contenuti in quel modello sono stati recepiti nell’ultima versione delle comunicazioni obbligatorie di assunzione, variazione e cessazione che lui trasmetterà all’Inps per via telematica.

Badanti extracomunitarie residenti all’estero

Terza possibilità: che la badante da assumere sia extracomunitaria e non abbia la residenza in Italia, bensì in un altro Paese. Nel caso in cui non si trovi ancora in territorio italiano, il datore di lavoro deve attendere che venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto flussi dell’anno in corso (stabilisce il numero di lavoratori extracomunitari che otterranno il permesso di soggiorno) e presentare la domanda di nulla osta. Quest’ultima può essere compilata e inviata telematicamente tramite il sito del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno.

Una volta arrivata allo Sportello Unico per l’Immigrazione, la domanda viene resa disponibile anche alla Direzione territoriale del lavoro e alle questure competenti. Lo Sportello convoca il datore di lavoro per la consegna del nulla osta (valido sei mesi) e per sottoscrivere il contratto di soggiorno. Dovrà portare con sé la documentazione relativa al reddito e la ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa rilasciato dal comune o dalla Asl. A quel punto, lo Sportello trasmette online il nulla osta e la proposta di contratto alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente all’estero che, a sua volta, rilascia alla badante il visto d’ingresso.

Inoltre, il datore di lavoro dovrà garantire alcuni punti fermi stabiliti dal decreto flussi, cioè quelli relativi all’orario di lavoro e alla retribuzione prevista.

Se chi fa la richiesta di nulla osta per l’assunzione di una badante soffre di una grave patologia o di handicap grave che limitano la sua autosufficienza, non è tenuto a consegnare l’autocertificazione riguardante la sua disponibilità economica. Dovrà, però, impegnarsi a:

  • pagare le spese di viaggio per l’eventuale rientro del lavoratore nel paese di provenienza;
  • comunicare qualsiasi elemento che modifichi il rapporto di lavoro;
  • assicurare la disponibilità di un alloggio adeguato.

Sempre il datore di lavoro, quando viene convocato dallo Sportello Unico, deve mostrare la ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa rilasciato dal comune o dall’Asl di competenza. Il documento va richiesto anche se la badante alloggerà presso l’assistito.

Conclusa questa pratica, quindi con in mano nulla osta e visto d’ingresso, la badante deve recarsi entro otto giorni dall’arrivo in Italia presso lo Sportello Unico per la firma del contratto di lavoro e per chiedere il permesso di soggiorno da spedire alla Prefettura tramite raccomandata a/r. Lo Sportello farà avere alla badante una copia del contratto e un’altra della Carta dei Valori, oltre una guida alle leggi sull’immigrazione nella sua lingua. Il permesso di soggiorno le verrà consegnato dalla questura.

Assunzione badante: la firma del contratto

Abbiamo, in realtà, già visto tutta la procedura per l’assunzione di una badante extracomunitaria non residente in Italia, visto che l’iter è più articolato degli altri. Per quanto riguarda la formalizzazione vera e propria del contratto che riguarda anche gli altri casi, una volta che si è in possesso di tutta la documentazione necessaria occorre mettersi d’accordo sulle condizioni che terranno in piedi il rapporto di lavoro: orari, alloggio, mansioni, retribuzione, ecc.

Il contratto va stipulato per iscritto e facendo riferimento al Ccnl del lavoro domestico, cioè all’accordo nazionale collettivo di categoria.

Fatto questo, il datore è obbligato a comunicare telematicamente all’Inps l’avvio del rapporto di lavoro utilizzando il sito web dell’Istituto (inps.it) oppure attraverso gli intermediari autorizzati o il servizio di contact center.

Assunzione badante: il versamento dei contributi

Come qualsiasi rapporto di lavoro, anche l’assunzione della badante prevede il versamento dei contributi previdenziali all’Inps. L’Istituto, dopo l’iscrizione della collaboratrice domestica, invierà al datore gli avvisi di pagamento dei contributi, che può essere effettuato online in diversi modi.

Prima di tutto, per il versamento via web, il datore di lavoro deve avere in mano il codice fiscale e quello relativo al rapporto di lavoro. Una volta che si è autenticato sul portale dei pagamenti dell’Inps, il sistema gli propone l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente modificati con la relativa comunicazione (se, ad esempio, sono cambiati orari, retribuzione, settimane, ecc.). A quel punto, calcolata la somma, è possibile effettuare il versamento tramite:

  • il Mav inviato dall’Inps per posta oppure generato dall’utente. Il bollettino può essere visualizzato, modificato, stampato e pagato in un qualsiasi istituto di credito senza commissioni oppure presso gli uffici postali con l’applicazione della commissione di versamento;
  • la modalità «Pagamento immediato pagoPA», che consente di versare i contributi utilizzando la carta di credito, di debito o prepagata oppure mediante addebito in conto;
  • l’avviso di pagamento pagoPA, che permette il versamento presso qualsiasi Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) aderente al circuito pagoPA.

Se non si vuole utilizzare il portale online, si può procedere al pagamento dei contributi anche presso le tabaccherie del circuito Reti Amiche (Lottomatica e banca Unicredit SpA) che espongono il logo Servizi Inps.

Le scadenze dei versamenti dei contributi sono le seguenti:

  • dal 1° al 10 aprile versamento per il 1° trimestre;
  • dal 1° al 10 luglio versamento per il 2° trimestre;
  • dal 1° al 10 ottobre versamento per il 3° trimestre;
  • dal 1° al 10 gennaio versamento per il 4° trimestre.


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