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Cellulari: obbligatoria la tassa di concessione se la disdetta è a mezzo fax

27 settembre 2013


Cellulari: obbligatoria la tassa di concessione se la disdetta è a mezzo fax

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 settembre 2013



La disdetta dal contratto di telefonia inviata per fax e non per raccomandata a.r. obbliga il contribuente a pagare la tassa di concessione governativa.

Un errore che può costare caro: inviare la disdetta dal servizio di telefonia a mezzo fax e non per raccomandata a.r. fa sì che il contribuente, pur recedendo dal contratto con la compagnia telefonica, non si liberi invece dall’obbligo di versare all’erario la tassa di concessione governativa. È quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Regionale di Potenza con una recente e allarmante sentenza [1]. Allarmante perché si è ormai radicata in tutti i consumatori la consuetudine di utilizzare il fax per le comunicazioni con i gestori di linee mobili (sia per quanto riguarda i guasti, che per le segnalazioni di irregolarità nelle fatture, sia ancora per chiudere un contratto in essere o esercitare il diritto di recesso nei trenta giorni dall’acquisto).

Eppure questa convenzione non è opponibile al fisco. Infatti, secondo i giudici tributari di Potenza, il contribuente è tenuto a versare all’erario la tassa di concessione governativa sul servizio di telefonia se la comunicazione di recesso è stata inviata tramite fax e non per raccomandata con ricevuta di ritorno.

È stato così condannato al pagamento un contribuente che aveva disdetto il proprio abbonamento con un fax, inviato nel 2006, avvalendosi del diritto di ripensamento su un contratto di cui non aveva mai usufruito. Non è servito all’uomo neanche l’aver presentato una denuncia per truffa nei confronti della società di telefonia mobile.

La disdetta per fax si deve considerare irrilevante nei confronti dell’erario. I rapporti tra la compagnia telefonica e utente, infatti, sono di natura privatistica (e possono essere regolati liberamente dalle parti), ma non incidono sul diritto dell’ufficio a riscuotere le tasse dovute.

Le questioni espresse dal contribuente riguardo all’avvenuta disdetta per fax e non con raccomandata non possono incidere in alcun modo sul diritto dell’erario a riscuotere la tassa dovuta, essendo obbligato il fruitore del servizio, fino a prova contraria, al pagamento dei tributi dovuti; ciò a meno che, ovviamente, il gestore della compagnia telefonica comunichi all’ente accertatore la non debenza delle fatture emesse.

note

[1] CTR Potenza, sent. n. 4/2013.

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