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Vittoria dei viaggiatori: Trenitalia rimborsa per i ritardi anche se dovuti a forza maggiore

27 settembre 2013


Vittoria dei viaggiatori: Trenitalia rimborsa per i ritardi anche se dovuti a forza maggiore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 settembre 2013



La Corte di Giustizia europea interviene a favore degli utenti delle rotaie: obbligatorio il rimborso per il ritardo del treno anche se dovuto a cause di forza maggiore.

 

Rimborsi più facili per chi viaggia sui binari quando il treno non arriva in orario: anche se il ritardo o la soppressione della corsa sono dovuti a cause di forza maggiore non imputabili alla compagnia ferroviaria. Lo ha stabilito ieri la Corte di Giustizia Europea con una sentenza che spezza definitivamente una lancia a favore dei consumatori [1].

In generale, è indubbia la responsabilità della società di trasporti se, per propria colpa, sopprime un treno o compie un ritardo. In questi casi, non si mette in discussione il diritto del cittadino ad ottenere il rimborso del ticket di viaggio e l’eventuale risarcimento del danno.

Ma la Corte Europea ha appena aggiunto un altro importante tassello: il biglietto va rimborsato parzialmente anche se il ritardo è dovuto a una causa del tutto estranea alla compagnia ferroviaria. La società di trasporto non può neanche inserire, nelle proprie condizioni generali di viaggio, una clausola che la esoneri dai rimborsi se si verificano cause di forza maggiore.

La limitazione di responsabilità per il trasportatore vale solo per la richiesta di risarcimento del danno (lo stabiliscono le regole uniformi dei contratti di trasporto internazionale), ma non anche per le richieste l’indennizzo del prezzo del biglietto (ossia il rimborso).

In caso di ritardo o soppressione della corsa, infatti, il rimborso del prezzo del biglietto del treno ha una finalità del tutto diversa dal risarcimento: quella di compensare il prezzo pagato dal passeggero come corrispettivo per un servizio che non è stato eseguito conformemente al contratto di trasporto.

Una cosa, infatti, è il rimborso del prezzo, un’altra il risarcimento del danno. La prima è solo una forma di compensazione forfettaria e standardizzata, a differenza dal risarcimento del danno, che implica invece una valutazione individuale, caso per caso, del danno subito dal singolo passeggero.

A quanto ammonta il rimborso?

L’indennizzo a cui ha diritto il viaggiatore corrisponde al 25% del prezzo pagato se il ritardo è compreso tra i 60 e i 119 minuti e sale al 50% se lo slittamento è di 120 minuti od oltre.

Si può chiedere il rimborso del biglietto, ma non il risarcimento del danno, nel caso in cui il treno faccia ritardo per causa di forza maggiore.

note

[1] Corte Gist. UE sent. causa C-509/11 del 26.09.2013.

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