Medici e infermieri: si assumono giovani e pensionati

4 Marzo 2020 | Autore:
Medici e infermieri: si assumono giovani e pensionati

L’emergenza coronavirus costringe Regioni e Governo a cercare personale alla disperata. Ma c’è chi propone un’alternativa.

Sanità in ginocchio per l’emergenza coronavirus. Oltre ai posti letto, mancano medici e infermieri: 1.500 in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le tre regioni dove i contagi sono più diffusi. Al punto che Governo e Regione lanciano un appello a chi aveva già appeso il camice bianco: i pensionati possono tornare al lavoro, con un contratto a tempo determinato.

La carenza del personale non è soltanto una questione di organico a monte, ma un problema che si aggrava col passare del tempo. Medici ed infermieri che operano soprattutto nei reparti di pronto soccorso, rianimazione e medicina interna delle zone più a rischio si vedono costretti a lasciare il lavoro per chiudersi in quarantena perché contagiati dal virus. Pare evidente che il sistema sanitario stia pagando il prezzo di anni di tagli.

L’Anaao Assomed, la principale associazione di categoria, lancia l’allarme numeri alla mano: fino al 2025 mancheranno circa 7.400 medici: 4.180 in pronto soccorso, 1.828 in medicina interna e 1.395 in anestesia, rianimazione e terapia intensiva. Nella sola Lombardia ne servono quasi 900 e poco più di 300 in ciascuna delle altre due regioni in cui l’emergenza è maggiore in questo momento, cioè Emilia Romagna e Veneto. I governatori sono corsi ai ripari facendo delle assunzioni straordinarie e mobilitando personale militare specializzato.

Ora si vuole reclutare anche dei pensionati. Già prima dell’arrivo del coronavirus, Regioni e Governo avevano inserito nel Patto della Salute e nel decreto Milleproroghe la possibilità di assumere dei medici fino a 70 anni anche con più di 40 anni di servizio. Opportunità pure per i giovani dottori specializzandi, che possono avere un contratto a termine già dal terzo anno di formazione. Ora, grazie al decreto firmato nei giorni scorsi per arginare l’emergenza, si aprono le porte a medici ed infermieri in pensione. È prevista, quando non ci sono altre risorse disponibili, la possibilità di «conferire incarichi di lavoro autonomo anche a personale medico e infermieristico collocato in quiescienza con durata non superiore ai sei mesi e comunque entro il termine dello stato di emergenza».

Anaao Assomed storta il naso: secondo il presidente dell’associazione, Carlo Palermo, siano di fronte ad una misura usa e getta che offre un lavoro con tutele minime e che costringerebbe al personale chiamato in forza a pagarsi una polizza assicurativa necessaria in un caso come questo. Meglio sarebbe – aggiunge – assumere dei giovani utilizzando i 300 milioni messi a disposizione dalla manovra.



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