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La legge 104 va rinnovata o è definitiva?

4 Marzo 2020
La legge 104 va rinnovata o è definitiva?

Revisione della legge 104 e rinnovo: che differenza c’è? I benefici per familiari di disabili e portatori di handicap sono definitivi?

Hai ottenuto il riconoscimento dei benefici della legge 104 per il tuo genitore, anziano e malato. Sei solo tu a prenderti cura di lui e, quindi, hai necessità di assentarti di tanto in tanto dal lavoro per badare alle sue esigenze. Così sfrutterai i tre giorni di permesso riconosciuti per chi assiste un familiare portatore di handicap. 

Ti chiedi però se la legge 104 va rinnovata o è definitiva. Sul foglio che ti ha rilasciato la commissione medica dell’Asl si fa, infatti, menzione a una revisione e viene indicata una data entro cui eseguirla. Che succede se il tuo genitore non si presenta di nuovo alla visita? Ti verranno revocati tutti i benefici oppure potrai continuare a usufruirne? E cosa potrebbe avvenire se, in quella sede, si dovesse appurare che la malattia invalidante è migliorata? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cos’è la legge 104?

La legge 104 del 1992 è la normativa dedicata ai portatori di handicap che riconosce a loro e ai loro familiari una serie di benefici, i più importanti dei quali riguardano il rapporto di lavoro. Tanto per fare un esempio, il titolare della legge 104 ha diritto a scegliere la sede ove prestare servizio e non può essere trasferito se non con il suo consenso o in caso di eccezionali e inderogabili esigenze produttive. In più, ha diritto a tre giorni di permesso retribuiti ogni mese, frazionabili anche ad ore, e ad un congedo straordinario – anche questo retribuito – pari a due anni (riconosciutogli però solo se convivente con il portatore di handicap).

Approfondimenti sulla legge 104

Per maggiori informazioni ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:

Come chiedere la legge 104?

Per ottenere i benefici della legge 104 è necessario, innanzitutto, sottoporre a visita del medico curante il portatore di handicap. Il medico redigerà un documento, il cosiddetto «certificato introduttivo della disabilità» che fornisce un primo accertamento circa la patologia sofferta dal paziente. Il certificato è valido per 90 giorni dal rilascio. Entro questo termine, il disabile deve presentare la domanda di accertamento invalidità attraverso il portale dell’Inps, quindi con procedura telematica. La domanda può essere fatta anche da un patronato o da un Caf.

Il disabile troverà il certificato introduttivo del medico già online (grazie alla redazione telematica del certificato stesso) e potrà così associarlo alla propria domanda di disabilità. Caricata sul sito dell’Inps la domanda di invalidità, il disabile riceverà la relativa ricevuta e gli verrà subito proposta una data per effettuare la visita presso la commissione medica dell’Asl competente per territorio.

La visita della Commissione medica è il momento cruciale di tutto l’iter: sono solo le autorità pubbliche, infatti, le uniche legittimate a riconoscere l’invalidità sufficiente a ottenere i benefici della legge 104. 

La legge 104 è definitiva o è soggetta a revisione?

La commissione medica dell’Asl, lette le carte e visitato il disabile, dovrà decretare o meno lo stato di disabilità. A tal fine, può ritenere che lo stato di invalidità sia definitivo e quindi irreversibile (si pensi a una persona che abbia perso l’uso delle gambe o che presenti una malattia cronica e incurabile) oppure transitorio o comunque potenzialmente guaribile. Nel secondo caso, la commissione Asl emette un certificato di riconoscimento della disabilità soggetto a revisione, indicando la data in cui il paziente dovrà sottoporsi a nuova visita medica. In tale ipotesi, il disabile deve essere nuovamente visitato dalla commissione Asl nella data indicata per verificare il perdurare o meno dello stato di disabilità. Se non lo fa, perde i benefici della legge 104.

La visita di revisione può confermare lo stato di disabilità precedentemente accertato e decretarne questa volta la definitività oppure stabilire una nuova revisione a una data successiva. Stando così le cose, si prorogano gli effetti dello stato di invalidità e, quindi, tutti i benefici della legge 104. Il dipendente che fruisce dei permessi mensili per assistere il familiare disabile non deve presentare alcuna nuova domanda per il rinnovo degli stessi.

Se, invece, la visita di revisione della legge 104 ha esito negativo e la commissione ritiene che non vi siano più gli estremi per riconoscere lo stato di invalidità, l’Inps ne dà informazione immediata al portatore di handicap, al familiare lavoratore dipendente che si occupa stabilmente di lui nonché all’azienda presso cui questi è occupato. Gli effetti del precedente riconoscimento dell’invalidità – e, quindi, di tutti i benefici della legge 104 – cessano dal giorno successivo la data di definizione del verbale di revisione.

Rinnovo Legge 104

Diverso dalla revisione è il rinnovo della legge 104. Tutte le volte in cui il disabile ritiene che vi sia stato un peggioramento delle proprie condizioni di salute, può chiedere all’Inps – con apposita domanda telematica – una nuova visita medica per accertare appunto la nuova e più invalidante situazione. 

Ai fini dell’inoltro online della domanda di rinnovo legge 104, l’interessato deve avvalersi della seguente modulistica:

  • Modello G codice AP72 se l’interessato è maggiorenne;
  • Modello G/bis codice AP73 se il beneficiario è minorenne, interdetto o inabilitato.

La richiesta di visita dovrà essere corredata dal certificato medico attestante un peggioramento delle condizioni di salute preesistenti.



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