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Spese straordinarie figlio

22 Aprile 2020
Spese straordinarie figlio

Le spese da sostenere per la prole a seguito della separazione dei genitori.

Sei separato e tua moglie continua a chiederti soldi con la scusa di dover far fronte ad esigenze impreviste per vostro figlio: il computer, gli occhiali, la gita scolastica. Insomma, non ne puoi più. Le corrispondi già l’assegno di mantenimento, perché continua a pretendere soldi? Devi sapere che non è cosi facile come possa sembrare. Quando due persone si separano, il giudice stabilisce che uno dei due coniugi (solitamente, il papà) debba versare un assegno di mantenimento per i figli. In questo assegno sono ricomprese solo le spese ordinarie, cioè quelle relative, ad esempio, all’abbigliamento, al cibo, ai medicinali da banco, ecc. A questo punto, ti chiederai: ma quindi ci sono anche delle spese straordinarie per i figli? Ebbene sì. Si tratta di esborsi legati ad esigenze imprevedibili ed eccezionali, come ad esempio l’apparecchio ai denti, i viaggi-studio all’estero, le ripetizioni scolastiche, ecc.

Il mantenimento dei figli

Dopo la separazione, ciascun coniuge è tenuto al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, salvo accordi liberamente sottoscritti dalle parti. Nel caso in cui non si raggiunga un accordo, il giudice può decidere di porre a carico del coniuge (con il reddito maggiore) l’obbligo di corrispondere all’altro un assegno di mantenimento periodico per i figli.

L’assegno di mantenimento viene calcolato in base:

  • alle attuali esigenze dei figli;
  • al tenore di vita a cui era abituato il figlio durante la convivenza dei genitori;
  • alle risorse economiche di ciascun coniuge;
  • al tempo di permanenza del figlio presso ciascun genitore;
  • al valore economico dei compiti domestici e di cura svolti dal genitore nei confronti del figlio (compiti che solitamente sono svolti dalla madre).

Sappi che non esiste un criterio matematico che ci permetta di stabilire con esattezza l’importo da destinare al mantenimento dei figli. Tuttavia, possiamo ipotizzare che se un papà prende uno stipendio netto mensile di 1.600 euro e non possiede altre proprietà (a parte la casa coniugale), allora l’assegno per il figlio potrebbe aggirarsi intorno ai 400/450 euro.

Spese ordinarie figlio

In merito ai figli, la legge non parla né di spese ordinarie né di spese straordinarie. È, invece, la giurisprudenza a dividere le due categorie. In particolare, le spese ordinarie sono tutte quelle destinate a soddisfare i bisogni quotidiani dei figli. Si pensi, ad esempio, all’abbigliamento, al cibo, alle tasse scolastiche (ad eccezione di quelle universitarie), al trasporto urbano, alla babysitter (se già prevista prima della separazione), ecc. Tutte queste spese sono comprese nell’assegno di mantenimento destinato al figlio.

Facciamo un esempio.

Tizio e Caia si sono separati. Tizio versa mensilmente a Caia un assegno di mantenimento per il figlio. Caia acquista dei medicinali per il figlio, ad esempio l’antibiotico, uno sciroppo e la tachipirina. Tale spesa si considera ordinaria, cioè di routine, e quindi è coperta dall’assegno di mantenimento.

Spese straordinarie figlio

Un discorso diverso va fatto per le spese straordinarie, cioè quelle legate ad esigenze imprevedibili ed eccezionali dei figli. Si pensi alle spese relative ad interventi chirurgici, alle lezioni private, ad un master, alla patente di guida, all’acquisto di un motorino, ai libri di testo di inizio anno, ecc.

Le spese straordinarie non sono ricomprese nell’assegno di mantenimento, ma devono essere ripartite tra i genitori secondo la misura pattuita dagli stessi oppure determinata dal giudice (solitamente il marito è tenuto a corrispondere alla moglie il 50% delle spese straordinarie. Può essere comunque stabilita una percentuale maggiore a carico del coniuge non affidatario). Inoltre, quelle ritenute urgenti devono essere preventivamente concordate tra i coniugi (cioè occorre il consenso dell’altro), come ad esempio per un intervento chirurgico.

Facciamo un esempio che ti aiuti a capire meglio.

Caio versa un assegno di mantenimento alla ex moglie Tizia per le esigenze di loro figlio. Un giorno, Tizia decide di regalare un motorino al figlio per aver superato l’esame di maturità. Successivamente, chiede a Caio il 50% della spesa sostenuta. In tal caso, il marito può rifiutarsi di corrispondere la metà del prezzo per l’acquisto del motorino per non essere stato prima consultato, a meno che non si dimostri che la spesa era assolutamente necessaria (ad esempio per raggiungere il posto di lavoro o l’università). 

Se il genitore – che deve sostenere una spesa straordinaria per il figlio – ha informato preventivamente l’altro (tramite richiesta scritta), ma quest’ultimo non risponde, si ritiene che la spesa sia stata accettata. Qualora il coniuge non intenda pagare è tenuto a motivare il suo dissenso, sempre per iscritto, entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta.

Chiaramente, per ottenere il rimborso, chi ha sostenuto la spesa deve produrre il giustificativo, quindi scontrini, ricevute, ecc.

Come recuperare le spese straordinarie per i figli

Il coniuge che ha sostenuto le spese straordinarie come può recuperarle dal coniuge inadempiente? È necessario chiedere al tribunale l’emanazione di un decreto ingiuntivo avendo cura di allegare gli scontrini e le ricevute che dimostrino le spese. Tuttavia, se il coniuge è stato condannato dal giudice a corrispondere l’assegno di mantenimento per il figlio, l’altro coniuge può notificargli direttamente il precetto, in quanto c’è il provvedimento del giudice che è già titolo esecutivo.

Qualora il coniuge continui ad essere inadempiente, allora si potrà procedere con il pignoramento dello stipendio, dei beni immobili, del conto corrente, ecc.


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