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Calcio, campionato a rischio per i tifosi

4 Marzo 2020
Calcio, campionato a rischio per i tifosi

Nel bivio tra stop allo sport e partite a porte chiuse causa Coronavirus l’ipotesi più probabile sembra per ora quella di continuare a giocare senza pubblico.

Spalti liberi. Forse. Nell’epoca del Coronavirus che tutto (o quasi) blinda, anche il campionato di calcio rischia di diventare off limits per i tifosi che, quindi, potrebbero dover rinunciare al piacere di godersi la partita allo stadio almeno per trenta giorni. È una possibilità concreta, dopo le proposte del comitato tecnico scientifico incaricato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una task force voluta dal premier per elaborare buone pratiche di supporto nell’arginare i contagi da Covid-19. Raccomandazioni che confluiranno nel nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri atteso per le prossime ore. Che può succedere? Vediamolo qui.

Stop alle partite 

La soluzione più drastica è fermare del tutto le competizioni agonistiche, com’è accaduto in Iran con lo stop Iran Pro League, massima divisione del campionato di calcio iraniano. Un’opzione senza precedenti in Italia tuttora al vaglio, come confermato dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ha dichiarato che si tratta di “valutare se dare uno stop o far giocare le partite a porte chiuse”. Bloccare il calcio giocato e, con esso, tutte le manifestazioni sportive in corso, infatti, consentirebbe di mantenersi fedeli alla linea delle prescrizioni suggerite dal comitato: tenersi lontani per trenta giorni da manifestazioni pubbliche con un grande afflusso di persone. Il mondo del calcio è in attesa. Anche di capire cosa fare, laddove uno scenario del genere si realizzasse: pare che neppure i regolamenti contemplino l’ipotesi, perciò bisognerebbe anche capire come regolarsi di conseguenza con chi vincerebbe lo scudetto e chi retrocederebbe. Una possibilità è che si faccia riferimento a come appariva la classifica durante l’ultima giornata di campionato disputata.

Gare a porte chiuse

Quello delle partite senza pubblico sembra attualmente l’epilogo più probabile, nonché il male minore. Una soluzione di compromesso che consentirebbe di osservare le raccomandazioni anti-contagi senza inceppare completamente la macchina dello sport. Sileri le ha chiamate “misure di rarefazione sociale“. Le più probabili anche secondo il ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora: “Posso anticipare – ha detto Spadafora durante il question time a Montecitorio – che si va verso la possibilità di organizzare in tutta Italia eventi e competizioni sportive esclusivamente a porte chiuse dando però indicazioni ben precise anche rispetto alla prevenzione sanitaria che deve riguardare le stesse squadre e staff che vanno all’interno degli stadi. Se da un lato dobbiamo avere la prevenzione della salute per tutti, ma pensiamo che sia non necessario né utile ai fini della prevenzione bloccare tutte le attività in palestre e centri sportivi,  quelle attività saranno svolte, purché si rispettino delle raccomandazioni ben declinate all’interno del decreto del presidente del consiglio dei ministri. Si intende consentire almeno allo sport di base ma anche a quello agonistico di continuare a essere svolto, con le dovute cautele“.



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