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Il M5S si spacca e ora il Governo traballa

4 Marzo 2020
Il M5S si spacca e ora il Governo traballa

I pentastellati si dividono e al momento del voto bocciano il loro candidato ufficiale; la maggioranza va sotto, le opposizioni sfruttano l’occasione.

Succede oggi in Commissione Finanze alla Camera dei deputati: votando sulla nomina del presidente destinato a succedere alla pentastellata Carla Ruocco (destinata a presiedere la commissione d’inchiesta sulle banche), il Movimento 5 Stelle – che pure aveva la carica riservata a un suo esponente, in base ai precedenti accordi – si spacca e alla fine la spunta non il candidato ufficiale dei pentastellati, Nicola Grimaldi, ma il suo collega Raffaele Trano, che vince con 20 voti contro 19.

Evidente la presenza di alcuni “franchi tiratori“, non altrettanto evidente, invece, il motivo che ha spinto questi “dissidenti” a votare contro la linea ufficiale del Movimento. Dalle opposizioni c’è chi pensa a un segnale di apertura, prove tecniche per una nuova maggioranza di centro destra con il sostegno determinante di questi esponenti.

Questo renderebbe possibile formare un nuovo Governo senza più l’attuale premier Giuseppe Conte; un’ipotesi che farebbe comodo a molti, da Matteo Salvini a Matteo Renzi e ora, a quanto pare, anche ad alcuni pentastellati.

A prescindere dalle ipotesi, rimane la verità dei numeri emersi oggi: la maggioranza traballa ed è andata sotto, sia pure di un solo voto, ma decisivo per una nomina importante e che avrebbe dovuto essere “giocata in casa” nell’ambito dello stesso Movimento, destinato a ricoprire quella candidatura con il suo esponente designato che invece, all’ultimo momento ha perso la sfida. E non è certo un caso che il voto a favore di Trano sia arrivato con il soccorso determinante delle forze di centrodestra, che non hanno avuto esitazioni a votare un pentastellato in questa occasione.

L’agenzia stampa Adnkronos ha raccolto alcune dichiarazioni a caldo, rese appena terminata la seduta a Montecitorio: “Il dato politico è che ora si apre la resa dei conti con i nostri ex che faranno pesare i loro voti…”, commenta un grillino. Non sembra avere torto, visto che il deputato Nunzio Angiola (ex M5S e ora nel Gruppo Misto), fa sapere di essere stato “determinante” oggi nell’elezione di Trano.

Intanto all’interno del Movimento è iniziata la caccia ai ‘franchi tiratori’. C’è chi parla di almeno 3 defezioni nelle file pentastellate e chi invece punta il dito contro esponenti del Gruppo Misto e di Italia Viva. Qualcuno esprime disappunto verso il neo presidente Trano: “Poteva rinunciare all’incarico e invece si è fatto eleggere coi voti della Lega…”.

Intanto l’opposizione gongola: “Mentre il Paese affronta una sfida difficilissima e il governo lancia appelli all’unità, la maggioranza di governo evapora”, dice l’azzurro Sestino Giacomoni, vicepresidente della Finanze, che aggiunge: “In Commissione il centrodestra ha battuto M5S-Pd-Iv e Leu”.

Vista la crisi della maggioranza, le opposizioni partono all’attacco, inserendosi nelle divisioni pentastellate: tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, però, i rumors raccolti dalle fonti d’agenzia in questo momento danno l’iniziativa a Silvio Berlusconi, che, secondo quanto si racconta, già a fine gennaio aveva delineato al suo stato maggiore un possibile scenario politico in cui i pentastellati delusi e fuoriusciti dal Movimento avrebbero giocato un ruolo decisivo.

Per il Cavaliere, le forti divisioni interne tra i 5 Stelle ora sono conclamate, ed è il momento buono per spingere verso la formazione di una nuova maggioranza, e dunque verso la nascita di un governo di centrodestra. Berlusconi avrebbe citato l’esempio di Matteo Salvini, invitando deputati e senatori azzurri a fare scouting, campagna acquisti tra i pentastellati ribelli.


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