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Mediazione in condominio: tutti i casi in cui si può farne a meno

27 Settembre 2013 | Autore:
Mediazione in condominio: tutti i casi in cui si può farne a meno

Nonostante il rinvio alle norme sul condominio sia ampio, tra le pieghe della legge che ha reintrodotto la mediazione vi sono alcuni casi in cui quest’ultima è esclusa e vi è libertà di rivolgersi immediatamente al Giudice.

 

In un precedente articolo si è messo in evidenza come nelle cause condominiali il procedimento di mediazione preventiva rischi in maniera concreta di allungare ancora di più i tempi del processo (leggi: “Mediazione per le liti in condominio: i problemi dell’assemblea e delle autorizzazioni”).

Per l’impugnazione di una delibera di assemblea, infatti, così come per stabilire l’indennità dovuta dal proprietario che ha eseguito la sopraelevazione dell’ultimo piano ad esempio non ci si può rivolgere direttamente al Tribunale, ma bisogna prima tentare la soluzione stragiudiziale attraverso la mediazione.

Ciò tuttavia non occorre quando si debbano iniziare una serie di particolari procedimenti che, per loro natura, incontrerebbero nella mediazione un ostacolo allo scopo che si prefiggono.

Sono sicuramente esclusi dall’applicazione della mediazione tutti i provvedimenti urgenti e cautelari che, per la loro caratteristica di anticipazione della tutela a vantaggio del richiedente, non sopporterebbero un allungamento dei tempi di definizione. Sulla falsariga di questi ultimi anche i provvedimenti adottati dal Giudice in camera di consiglio (ossia senza la presenza del pubblico), tipici di procedimenti non contenziosi.

Discorso simile va fatto anche per i procedimenti di licenza o convalida di sfratto che servono a mettere fine a un contratto di locazione in cui l’inquilino è moroso e che necessitano di rapidità nella loro definizione per ristabilire le ragioni del proprietario, così come per le ingiunzioni di pagamento (ricorsi per decreto ingiuntivo) nei confronti ad esempio di un condomino moroso o i procedimenti possessori finalizzati alla protezione dei titolari di proprietà e altri diritti reali. La mediazione è da escludersi anche per i procedimenti con cui il debitore si oppone all’esecuzione forzata.

Infine l’azione civile esercitata nel processo penale, ad esempio per chiedere un risarcimento dei danni, esula dall’obbligo di mediazione poiché l’accertamento viene eseguito dallo stesso giudice penale incaricato di accertare e punire il reato eventualmente commesso.



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