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Stress: sintomi

13 Aprile 2020 | Autore:
Stress: sintomi

Quali sono i fattori stressanti; quali sono le strategie di reazione allo stress; cos’è lo stress lavoro correlato.

Sei sotto pressione. Ogni giorno, non appena metti i piedi giù dal letto, ti senti travolto da un carico di nervosismo, frustrazione, tensione, pessimismo che non riesci a controllare. Avverti un turbinio di emozioni negative che, inevitabilmente, condizionano le tue giornate ed hanno forti implicazioni nelle tue relazioni sociali e lavorative. Questo stato d’animo si ripercuote anche sull’organismo e si manifesta con mal di testa, stanchezza, nausea, crampi allo stomaco, difficoltà di concentrazione, battito cardiaco accelerato. Come mai? Di che si tratta? Sei chiaramente stressato. Quelli che ti ho appena elencato sono solo alcuni dei più frequenti sintomi dello stress che potresti riscontrare nella tua quotidianità.

Prosegui nella lettura del mio articolo se vuoi saperne di più sullo stress: sintomi, cause, rimedi. Ma procediamo con ordine e vediamo insieme quali sono i principali eventi stressanti, in che modo il corpo reagisce allo stress, come si misura il livello di stress, quali sono le diverse strategie di reazione allo stress.

Stress: cos’è?

Il termine stress è stato introdotto in medicina per analogia con la metallurgia: in pratica, indica la pressione applicata ad un metallo per mettere alla prova le sue doti di resistenza sotto sforzo.

Facciamo una distinzione tra la parola “stress”, che descrive la reazione da parte dell’organismo, e il termine “stressor” (l’evento stressante) che indica i fattori di stimolo che provocano la reazione di stress da parte dell’organismo.

Quali possono essere i fattori stressanti?

Può trattarsi di fattori gravi (ad esempio, la morte di una persona cara o una patologia grave), di fattori minori (il traffico), di fattori acuti (come un incidente), di fattori cronici (ad esempio, un ambiente di lavoro ostile).

Come l’organismo affronta gli eventi stressanti

Hans Selye, medico austriaco noto per i suoi studi sullo stress, aveva introdotto la nozione di sindrome generale di adattamento per descrivere il modo in cui l’organismo affronta gli eventi stressanti.

Il medico distingue tre fasi:

  • la fase di allarme, in cui viene attivato il sistema nervoso autonomo a fronte di eventi stressanti intensi;
  • la fase di resistenza, in cui l’organismo si adatta allo stress e, qualora sia troppo intenso, presenta manifestazioni transitorie come l’ingrossamento di ghiandole surrenali, ulcere gastrointestinali;
  • la fase di esurimento, se il fattore di stress permane o se l’organismo non è in grado di mettere in atto risposte adeguate, l’organismo va incontro a danni irreversibili (compresa la morte).

La reazione di stress ha un carattere adattativo che consente all’organismo di far fronte alle sollecitazioni ambientali. Se protratto, in alcune condizioni, lo stress può portare alla patologia. Quindi, uno dei primi problemi su cui si sono interrogati i ricercatori riguarda l’identificazione degli avvenimenti esistenziali che potevano avere un rapporto con la malattia fisica. Gli studiosi hanno cercato di sviluppare una valutazione quantitativa dei principali eventi stressanti dando a ciascuno di essi un certo “peso”.

Quali sono i principali eventi stressanti?

La Social Readjustment Rating Scale, una lista proposta da Holmes e Rahe, annovera 43 eventi stressanti (riportati in ordine decrescente) allo scopo di misurare il livello di stress degli individui.

Ecco gli eventi indicati nella lista: morte del coniuge; divorzio; separazione dal coniuge; fine di un periodo di carcerazione; morte di un familiare; lesione o malattia grave; matrimonio; licenzimento dal lavoro; riconciliazione con il coniuge; pensionamento; problemi di salute di un familiare; gravidanza; difficoltà sessuali; acquisizione di un nuovo componente della famiglia; riassestamento degli affari; modificazione della situazione finanziaria; morte di un amico intimo; cambiamento del tipo di lavoro; cambiamento nella frequenza delle liti col coniuge; mutuo superiore ai 10000 dollari; preclusione del diritto di estinguere un’ipoteca o un prestito; cambiamento delle respinsabilità sul lavoro; figlio o figlia che lascia la famiglia; dissidi con i parenti acquisiti; notevole successo personale; inizio o fine dell’attività lavorativa del coniuge; inizio o fine della scuola; cambiamento delle condizioni di vita; modificazione delle abitudini personali; dissidi con il principale; cambiamento dell’orario o delle condizioni di lavoro; cambiamento di residenza; cambiamento di scuola; cambiamento degli svaghi; cambiamento delle attività parrocchiali; cambiamento delle attività sociali; mutuo o prestito inferiore a 10000 dollari; cambiamento delle abitudini del sonno; cambiamento nella fequenza delle riunioni familiari; cambiamento delle abitudini alimentari; vacanza; Natale; piccole infrazioni alla legge.

Evento stressante: l’elaborazione individuale

È chiaro che un determinato evento può avere un significato differente per ciascun individuo, ecco perché bisogna tener conto dell’elaborazione soggettiva operata da ogni persona. Si tratta di differenze individuali legate alle caratteristiche psicologiche dell’individuo.

Facciamo qualche esempio.

Ci sono alcune persone che necessitano di silenzio assoluto per studiare ed altre che, al contrario, preferiscono studiare con la radio accesa.

Una persona dinamica e ambiziosa può considerare un determinato ambiente lavorativo troppo “noioso” e poco stimolante, mentre un’altra persona potrebbe considerare stressante lo stesso posto di lavoro.

Prendiamo in considerazione una rivista online, in cui bisogna scrivere “al volo” le news per arrivare per primi sui motori di ricerca e battere la concorrenza. C’è chi è dotato di una certa abilità nell’elaborare rapidamente la notizia e chi, al contrario, non riesce a reggere certi ritmi lavorativi ed ha bisogno di più tempo; pertanto, quest’ultimo vive il lavoro di redazione come un evento stressante e ansiogeno.

Stress: quali sono le diverse strategie di reazione?

In presenza di fattori inequivocabilmente stressanti, persone diverse reagiscono in modi differenti.

Lazarus ha distinto due strategie di reazione:

  • strategie focalizzate sul problema, con cui la persona intraprende azioni dirette alla soluzione del problema oppure ricerca informazioni che possano facilitarne la soluzione oppure realizza un piano per fronteggiare il problema;
  • strategie focalizzate sull’emozione in cui l’individuo cerca di ridurre le emozioni negative pensando ad altro; cercando di distrarsi; dedicandosi ad attività che possano generare emozioni positive; andando alla ricerca di conforto; assumendo sostanze che possano contrastare le emozioni negative.

Facciamo qualche esempio.

Lara ha da poco perso suo marito Riccardo. Lara si circonda dei suoi cari, al fine di trovare conforto. Questa può essere un’ottima strategia per affrontare il lutto.

Mario è stato bocciato al suo ultimo esame universitario. Uscire con gli amici tutte le sere e dormire fino all’ora di pranzo, è una strategia poco funzionale a fronte della sua bocciatura. Una soluzione ottimale potrebbe essere la programmazione di un piano di studio da seguire con diligenza, accompagnata da una notevole riduzione delle vacanze e delle serate mondane.

La risposta di stress viene recepita in due modi differenti a seconda delle caratteristiche psicologiche della persona:

  • nella fase di percezione ed elaborazione dei fattori stressanti;
  • nella fase di gestione di questi fattori.

Lazarus definisce con il termine”coping” il fronteggiamento dello stress e chiama “coping skills” le strategie di reazione allo stress.

Le possibili modalità di coping si distinguono in:

  • meccanismi focalizzati sul problema;
  • meccanismi focalizzati sull’espressione emotiva;
  • meccanismi potenzialmente disadattativi.

Per la misurazione dello stile di reazione allo stress e la valutazione del coping, il principale test è il Cope (Coping orientaion to problem experienced). Un test sviluppato a partire da un gruppo di donne che avevano ricevuto la diagnosi di tumore al seno. Le donne reagirono con accettazione, ottimismo e strategie adattative mostrando meno angoscia rispetto a coloro che avevano reagito con strategie adattative.

Quali sono i sintomi dello stress?

Nessuna parte del corpo sfugge allo stress.

Ecco quali sono i sintomi più frequenti dello stress: agitazione; frustrazione; nervosismo; preoccupazione; insonnia; stanchezza; tensione; incapacità di concentrazione; depressione; ansia; irritabilità; pessimismo; emicrania; nausea, stitichezza, dissenteria; vertigini; la sensazione di perdita di controllo; una bassa autostima; pessimismo; procrastinazione; la difficoltà nel rilassamento; formicolio alle mani; eccessiva sudorazione; occhi stanchi; mani e piedi freddi; dolori muscolari; dolore al petto e battito cardiaco accelerato; secchezza della bocca e difficoltà di deglutizione; bruxismo; esaurimento nervoso; dimenticanza e disorganizzazione; aumento dell’uso di alcool, droghe o sigarette; mangiarsi le unghie.

Talvolta, questi sintomi possono essere poco chiari e simili ad altre patologie.

Come gestire lo stress?

Parliamo di gestione dello stress, perché l’intento è ridurlo e fronteggiarlo. Se ti stai chiedendo come eliminare lo stress, ti anticipo che non potrai trovare una risposta, in quanto si tratta di un obiettivo irreale. Ognuno di noi, vive situazioni concrete che può modificare solo fino ad un certo punto.

Dunque, come ridurre lo stress? Le possibili soluzioni si distinguono in casi che richiedono dei cambiamenti interni e casi che necessitano di cambiamenti esterni.

Cambiamenti interni

Occorre cambiare qualcosa in noi stessi: il modo di vedere le cose e le modalità attraverso cui rispondiamo emotivamente agli eventi stressanti. Con l’aiuto di un professionista (uno psicologo), l’individuo può mutare il suo sistema di convinzioni, riconoscere e modificare gli aspetti disfunzionali e irrazionali del suo modo di pensare.

Se gli obiettivi della persona vengono ridimensionati allora i sentimenti di frustrazione, fallimento, rabbia, ostilità, sospetto, timore potranno lasciare il posto a sentimenti positivi di competenza, fiducia, ecc.

Cambiamenti esterni

Per ridurre lo stress, in alcuni casi, bisogna cambiare l’ambiente circostante. Talvolta, per prendere una decisione importante occorre allontanarsi da situazioni divenute fortemente stressanti. Ad esempio, può essere necessario porre fine ad una relazione amorosa; affrontare lo scioglimento del matrimonio; andare a vivere da soli; cambiare il proprio corso di studi; presentare le dimissioni per un lavoro insoddisfacente e seguire le proprie aspirazioni professionali.

Spesso, ci si lascia assorbire dai ritmi frenetici della vita quotidiana e si scivola nell’abitudine senza accorgersene; di conseguenza, non si mettono in discussione le proprie priorità. In questi casi, i sintomi dello stress hanno la funzione di allarme, ci avvisano che qualcosa non va come vorremmo.

Come combattere lo stress?

Esistono dei rimedi naturali per combattere lo stress.

Ecco qualche suggerimento:

  • allenarsi in palestra;
  • bere una tisana;
  • fare una bella nuotata al mare o in piscina;
  • fare una passeggiata in aperta campagna, in montagna o in riva al mare;
  • uscire con gli amici;
  • praticare uno sport individuale o di gruppo;
  • leggere un bel libro;
  • fare shopping;
  • cucinare;
  • dare sfogo alla propria creatività attraverso l’arte, la pittura, la scultura, il cinema, il teatro, la musica, il canto;
  • tecniche di meditazione orientale e yoga per ritrovare il proprio equilibrio.

Stress lavoro correlato

Lo stress è la reazione della mente e del corpo ad una situazione destabilizzante; può causare affaticamento, ansia, ipertensione, insonnia, mal di schiena.

Nel mondo lavorativo, si sente spesso parlare di stress lavoro correlato. Il lavoro autonomo o subordinato richiede molta competitività e un forte orientamento verso i risultati. Alcuni lavoratori vivono questa dinamica come uno stimolo per tirar fuori il massimo delle proprie energie lavorative, mentre altri lavoratori si sentono schiacciati dagli obiettivi e dagli adempimenti che non riescono a fronteggiare (e, in questo caso, si parla di stress lavoro correlato).

L’eccessiva esposizione allo stress per un periodo prolungato può causare l’insorgenza di gravi rischi per la salute del lavoratore e ridurre, inevitabilmente, la sua efficienza sul lavoro. Il datore di lavoro deve tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti dal punto di vista psicofisico.

La Cassazione [1] ha stabilito che lo «stress lavorativo intenso e prolungato, al quale il lavoratore sia stato esposto in violazione dell’obbligo di sicurezza [2] costituisce fattore astrattamente valutabile quale concausa di malattia professionale, la cui sussistenza deve essere concretamente accertata dal giudice del merito, anche con possibilità di discostarsi motivatamente dalle conclusioni peritali, facendo uso di criteri probabilistici e non di mera possibilità del collegamento causale».

Come prevenire lo stress sul lavoro?

Per creare un buon ambiente lavorativo occorre:

  • assicurare che i lavoratori abbiano abbastanza tempo e autonomia per gestire il proprio lavoro;
  • chiarire i ruoli e i compiti fornendo riscontri regolari e costruttivi;
  • garantire una distribuzione equa del lavoro e riconoscimenti;
  • informare i lavoratori sui cambiamenti;
  • attuare politiche volte a prevenire la molrestia e la violenza.

note

[1] Cass. sez. L civ. ordinanza n. 12808 del 23.05.2018.

[2] Art. 2087 cod. civ.


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