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Come pagare il condominio

5 Marzo 2020
Come pagare il condominio

Rate condominiali: modalità di pagamento delle quote e delle bollette condominiali inviate dall’amministratore. I contanti, la ricevuta, i bollettini e il bonifico dal conto corrente. 

Come pagare il condominio? Quando l’amministratore bussa alla porta per esigere le quote millesimali (le cosiddette «bollette condominiali») e non si dispone di contanti, si può chiedere di versare l’importo tramite bonifico o con bollettini postali? È legittima la richiesta di versare il dovuto a rate, specie se si tratta di spese straordinarie di consistente importo? E che fare se l’amministratore non vuol rilasciare una ricevuta?

In questo breve articolo forniremo la risposta a tutti questi quesiti. Se quindi ti stai chiedendo come si pagano le rate di condominio non hai che da leggere i seguenti chiarimenti. 

Si può pagare il condominio in contanti?

Non è vietato pagare il condominio in contanti a patto, però, che l’importo della singola rata non sia superiore alle soglie di tracciabilità fissate dalla legge (soglie che sono spesso modificate dalla legge). Fino al 31 dicembre 2021, la soglia per l’uso dei contanti è di 2.000 euro, ma dal 1° gennaio 2022 è stata fissata a 1.000 euro. Salvo ulteriori modifiche. 

Quindi, se l’importo non supera tale tetto è possibile corrispondere la bolletta tramite denaro contante che l’amministratore non può rifiutare. L’amministratore ha poi il dovere, dopo aver riscosso i contributi, di depositarli sul conto corrente intestato al condominio. Non può cioè tenere il denaro in cassa o, peggio, accreditarlo sul proprio conto o su quello di un altro condominio. 

La mancata apertura ed utilizzazione del conto corrente condominiale costituisce una grave irregolarità che può comportare la revoca dell’incarico ad amministrare.

Nel 2014, il ministero dell’Economia e delle Finanze, chiamato ad interpretare la norma sull’obbligo di apertura del conto corrente condominiale, con risposta n. 5-03617 all’interrogazione parlamentare, ha ritenuto ammissibile l’utilizzo del contante per il pagamento delle rate condominiali.

La legge [1] poi prescrive che, in caso di pagamento in contanti, l’amministratore è tenuto al rilascio di una quietanza. 

Che fare se l’amministratore non rilascia la quietanza? Non c’è altro modo per dimostrare il pagamento in contanti, neanche con testimoni. Il codice civile, infatti, vieta l’uso della prova testimoniale per obbligazioni superiori a 2,58 euro (il giudice potrebbe in teoria consentire la prova oltre tale limite ma ciò avviene solo in casi eccezionali che non è quello del pagamento del condominio). 

Di conseguenza, la ricevuta di pagamento, la cosiddetta quietanza, rappresenta l’unico metodo in grado di dimostrare il trasferimento del denaro contante.

L’amministratore è tenuto a rilasciare la quietanza solo se gli viene espressamente richiesta da chi paga. L’articolo 1199 del codice civile prevede che «il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore». Pertanto, il diritto alla quietanza è azionabile dietro richiesta, ma non è insito nel pagamento. 

Il costo del bonifico è a carico di chi esegue il pagamento.

Il denaro deve essere versato unicamente sul conto del condominio e non su altri. L’amministratore non può, ad esempio, esigere il pagamento sul proprio conto solo perché quello del condominio è stato pignorato o non è stato ancora aperto.

Nonostante il pagamento con bonifico consenta sempre la tracciabilità dell’operazione, a richiesta del condomino, l’amministratore è tenuto a rilasciargli la ricevuta in modo da togliere ogni definitivo dubbio sulla mensilità saldata. 

Si può pagare il condominio con assegno?

L’assegno circolare o bancario sono considerati normali mezzi di pagamento. L’amministratore, quindi, non li può rifiutare. Con riferimento all’assegno bancario, la Cassazione ha detto che, benché all’atto del ricevimento il creditore non possa avere la certezza della copertura dell’assegno, non per questo può rifiutarlo se non vi sono valide ragioni (si pensi a una persona che è stata più volte protestata).

Anche in questo caso, a richiesta del condomino, l’amministratore deve firmare la quietanza di pagamento nonostante l’assegno sia uno strumento tracciabile.

Si può pagare il condominio con bollettino postale?

È possibile pagare il condominio anche con bollettini postali o con vaglia postali. Anche in tale ipotesi, però, il costo dell’operazione è a carico del condomino, avendo egli prescelto tale modalità di pagamento a fronte di altre gratuite.

A quale mensilità imputare il pagamento?

Immaginiamo ora che il condomino che paga abbia più mensilità arretrate. A quale di queste va imputato il pagamento se insufficiente a coprire tutto il debito? 

La scelta viene rimessa al debitore che può specificare la rata che intende saldare, cosa molto facile in caso di bonifico visto che prevede la causale. È più difficile dimostrarlo, invece, in caso di assegno o contanti. In questi casi, in assenza cioè di indicazione da parte del condomino del debito estinto, il pagamento viene ascritto al più antico. 

È bene specificare quale rata si intende estinguere anche al fine di poter contestare le altre in sede giudiziaria. 


note

[1] Art.. 49 del Decreto Legislativo n. 231/2007, punto 19. Tale è anche l’interpretazione fornita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, conla circolare prot. DT 10492 del 5/02/2014. 


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