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Prescrizione assegno di mantenimento

14 Aprile 2020 | Autore:
Prescrizione assegno di mantenimento

Quando scatta la prescrizione in materia di mantenimento e come chiedere gli arretrati?

Quando due coniugi costituiscono una famiglia, essi hanno l’obbligo di mantenersi reciprocamente e di offrire il proprio contributo economico per la crescita e lo sviluppo sociale ed educativo dei propri figli. Si tratta di doveri che, inevitabilmente, restano tali anche dopo che il matrimonio è andato in crisi e che il rapporto si è risolto con la separazione e il successivo divorzio. Pertanto, in questi casi, è abbastanza ordinario che sia previsto un assegno di mantenimento, sul quale, spesso, sorgano contestazioni nella coppia circa l’ammontare e la puntualità nei versamenti dovuti. Si tratta di litigi snervanti e frequenti che, a volte, suggeriscono al coniuge beneficiario di soprassedere all’incasso del mantenimento. Se ciò dovesse accadere, il diritto all’assegno andrebbe perso? In particolare, è possibile la prescrizione dell’assegno di mantenimento?

Ti stai ponendo questi interrogativi, perché, dopo alcuni anni, sei stanca di non ricevere alcun contributo dal tuo ex marito. Per questa ragione vorresti recuperare tutti gli arretrati, anche perché hai saputo che ha la capacità economica per adempiere ai propri doveri. Oppure ti stai chiedendo se la prescrizione sia possibile, visto che tua moglie avanza pretese oramai dimenticate e risalenti nel tempo che non vorresti soddisfare. Pertanto, ti domandi: quando scatta la prescrizione dell’assegno di mantenimento? Durante la separazione l’eventuale prescrizione è sospesa? Posso interrompere la prescrizione dell’assegno di mantenimento? Come posso avere gli arretrati?

Prescrizione assegno di mantenimento: quando scatta?

Il nostro ordinamento giuridico prevede che, trascorso un certo periodo, un diritto possa venir meno a causa del suo mancato esercizio ad opera del titolare. In sintesi, questo istituto giuridico viene definito con il termine di prescrizione, tecnicamente considerato come un modo di estinzione del diritto. Si tratta di un’evenienza che è possibile rinvenire anche a proposito del mantenimento previsto a carico di uno dei coniugi e sancito a seguito di una sentenza di separazione o divorzio. Una facoltà che può prescriversi alla pari delle altre. Resta, quindi, da stabilire dopo quanto tempo scatta la prescrizione in questo caso.

Alla risoluzione di ogni dubbio provvede, come frequentemente accade, la giurisprudenza operante nel nostro Paese, la quale ha precisato che la prescrizione del mantenimento è di natura quinquennale [1]. Si tratta, quindi, di un termine più breve rispetto a quello ordinario (che è, invece, decennale), ma certo non irrilevante. Altrettanto importante è sapere che la prescrizione in materia decorre dalla data della singola mensilità dovuta.

In altri termini, non può prescriversi il mantenimento come diritto in generale, ma soltanto i singoli ratei dovuti e sempreché siano trascorsi cinque anni. Pertanto, ricordati che l’eventuale inerzia del coniuge beneficiario non determina l’effetto estintivo dell’assegno di mantenimento, ma solo dei canoni non riscossi per il periodo appena indicato.

Prescrizione mantenimento: è sospesa durante la separazione?

Potrebbe capitare che, per molti anni, magari a seguito di un accordo informale tra i due ex, il coniuge beneficiario non abbia richiesto alcun mantenimento sia durante la separazione che a seguito del successivo divorzio. Dopo molti anni, però, l’avente diritto decide di farsi avanti e di pretendere gli arretrati, sostenendo che alcuna prescrizione sia maturata relativamente al periodo di separazione, poiché sarebbe stata sospesa: è così?

Anche a questo riguardo è la Cassazione a rispondere a tale domanda, affermando che nessuna sospensione della prescrizione del mantenimento è prevista durante il periodo della separazione [2]. Per questo motivo, in ogni caso, tutte le mensilità non pretese e antecedenti ai cinque anni sono prescritte.

Prescrizione assegno di mantenimento: si può interrompere?

La legge ammette la possibilità di interrompere la prescrizione e la concede anche a proposito del diritto al mantenimento, eventualmente, stabilito a seguito di una separazione o di un divorzio. Pertanto, se, ad esempio, sono alcuni anni che tolleri il mancato versamento dell’assegno mensile, sappi che puoi evitare che il diritto ai predetti ratei si estingua per il motivo in esame. Puoi farlo, semplicemente inviando una formale lettera scritta e sottoscritta al coniuge onerato in cui chiedi il pagamento di tutti gli arretrati non riscossi. Con questa semplice iniziativa interromperai il termine di prescrizione sin lì maturato; esso comincerà a decorrere nuovamente.

Mantenimento: come chiedere gli arretrati?

Non devi mai dimenticare che, anche a seguito di un ricorso congiunto, la sentenza, conseguente ad una separazione legale oppure ad un divorzio, e con la quale è previsto un mantenimento mensile a carico di uno dei due ex coniugi, è un titolo esecutivo. In termini più semplici, ciò significa che con quella sentenza puoi agire forzatamente nei confronti dell’onerato inadempiente, senza dover attendere ulteriori autorizzazioni. Pertanto, con l’ausilio del tuo legale, dopo aver notificato il cosiddetto atto di precetto, sappi che potrai anche pignorare lo stipendio del tuo ex oppure il conto corrente del medesimo per avere soddisfazione concreta del mantenimento non ricevuto.


note

[1] Cass. sent. n.18097/2005; n. 336/2004; n. 6975/2005; n. 23462/2009; n. 13414/2010

[2] Cass. civ. sent. n. 18078/2014


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