Scuole chiuse ma personale Ata al lavoro: cresce la protesta

5 Marzo 2020
Scuole chiuse ma personale Ata al lavoro: cresce la protesta

La sospensione delle attività didattiche non riguarda i collaboratori scolastici ed il personale amministrativo che devono comunque garantire la presenza.

Mai una precisazione fu più opportuna e densa di conseguenze per chi nella scuola lavora: chiusura delle scuole in realtà vuol dire sospensione delle attività didattiche, come il ministero dell’Istruzione ha voluto chiarire.

La chiusura vera e propria degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dall’asilo all’Università, riguarda soltanto la “zona rossa, mentre per tutte le altre scuole d’Italia da oggi e fino al prossimo 15 marzo è entrata in vigore la sospensione delle attività: vengono cioè interrotti i servizi educativi nelle scuole dell’infanzia, le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e le attività di formazione superiore nelle Università.

La differenza è fondamentale e sta nel fatto – come ha precisato la nota del dicastero – che “sospese vuol dire infatti che studenti e insegnanti resteranno a casa, ma l’accesso alle scuole sarà consentito a dirigenti e personale Ata, ovvero il personale amministrativo, tecnico e ausiliario di istituti e scuole. Nelle zone rosse, invece, i cancelli resteranno chiusi per tutti”.

Quindi in sostanza le scuole sospendono le attività didattiche ma non chiudono. Così tutto il personale Ata (acronimo di: amministrativo, tecnico e ausiliario) delle scuole ed istituti statali deve, salve diverse disposizioni del dirigente dell’istituto, recarsi comunque al lavoro.

Si tratta di oltre 200mila collaboratori scolastici ed assistenti tecnici e amministrativi, che ora attraverso i sindacati di categoria protestano, soprattutto per la discriminazione che ritengono operata nei loro confronti, e chiedono al Governo di adottare i necessari interventi a loro protezione.

L’Usb Scuola dice che “La sospensione delle attività didattiche comporta che il personale Ata (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici) debba prestare regolarmente servizio”, ma precisa che” non può essere adibito a lavori di ‘sanificazione‘, che comportano l’utilizzo di materiali estremamente invasivi e non possono certo essere affidati al personale Ata, non equipaggiato con i necessari ispositivi di protezione individuale e non autorizzato ad utilizzare determinate sostanze pericolose”.

Così “Usb Scuola denuncia con forza quest’ennesima discriminazione (avviene infatti lo stesso in caso di chiusura per eventi naturali) nei confronti del personale Ata e chiede al Consiglio dei ministri, e in particolare alla ministra Azzolina, di decretare la chiusura delle scuole, salvaguardando in questo modo la salute di ogni singolo lavoratore della scuola”, spiega ancora la nota.

Anche il sindacato di categoria della scuola Anief scrive in una nota, riportata dall’Adnkronos:”Le scuole sospendono le attività didattiche ma non chiudono. E il personale Ata? In duecentomila collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi si pongono questa domanda”.

Per Anief, “in effetti, nella maggior parte dei casi, si tratta di un rischio inutile e per questa ragione il sindacato ne aveva chiesto la chiusura”. “In molti -prosegue il sindacato- tra il personale Ata si chiedono il perché di questa scelta: per sanificare o disinfettare, non è loro compito e comunque sarebbe bastato un giorno; per garantire la didattica a distanza, ma in pochi istituti sarà possibile; per prestare assistenza al pubblico, tuttavia, non verrà nessuno e se dovesse venire sarà tenuto almeno a un metro di distanza (lettera d, allegato 1, Raccomandazioni Pdcm 4 marzo 2020). ‘Cui prodest‘ se poi anch’essi dovranno accudire i propri figli a casa?”, si chiede ancora il sindacato.

Ecco perché Anief -si legge ancora nella nota- ritiene questo provvedimento ingiusto verso una categoria di lavoratori che continua a non essere tenuta in debita considerazione. Gli istituti dovevano rimanere chiusi per tutti e il prossimo contratto collettivo nazionale ne dovrà prendere atto senza più discriminare il personale Ata ogni qual volta risulti necessario sospendere l’attività didattica”.

“Anief invita tutto il personale Ata a porre in atto ogni azione volta a salvaguardare la propria salute e la propria incolumità, seguendo scrupolosamente le indicazioni del Consiglio superiore della sanità e segnalando eventuali comportamenti scorretti o contrari alla normativa richiamata”, conclude la nota.



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