Diritto e Fisco | Articoli

Conti correnti dormienti del defunto

6 Marzo 2020 | Autore:
Conti correnti dormienti del defunto

Come recuperare i soldi depositati in un rapporto bancario fermo da 10 anni. Come evitare di arrivare a questo punto e chi lo può sbloccare.

Chiunque, quando resta troppo fermo, quando non muove un solo muscolo, finisce per addormentarsi. Lo stesso succede al conto corrente: non un prelievo, non un versamento, niente domiciliazioni, nemmeno una spesa fatta con la carta di credito da scalare. Così per un lungo tempo, finché anche lui si addormenta. Figuriamoci se il rapporto con la banca è intestato ad una persona che muore, i cui eredi sono completamente all’oscuro di quel conto. Altro che addormentarsi: quel rapporto bancario, nel giro di qualche anno, segue il suo titolare in Paradiso. Come scoprire, allora, i conti correnti dormienti del defunto? E come riscattarli una volta che sono saltati fuori?

Affinché un conto venga considerato «dormiente» deve trascorrere un determinato periodo durante il quale rimane intonso, con una cifra di almeno 100 euro rimasta immutata negli anni. Passato quel tempo, il rapporto passa nelle mani della Consap, cioè la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, dipendente dal ministero dell’Economia. La somma contenuta nel conto servirà a finanziare attività e funzioni di interesse pubblico.

I soldi non se li tiene la banca, dunque. Ma perché non deve finire nelle tasche degli eredi il denaro depositato nei conti correnti dormienti del defunto? Perché ciò sia possibile, c’è da seguire una procedura. Questa.

Conti dormienti: cosa sono?

Come anticipato, il conto dormiente è il deposito bancario contenente almeno 100 euro che non registra alcun movimento per 10 anni consecutivi. Significa che in quel periodo non è stata fatta alcuna operazione da parte del titolare o dei suoi delegati. Nel caso del conto corrente dormiente del defunto, sono gli eredi a non aver fatto prelievi, versamenti, bonifici in entrata o in uscita, ecc.

A questa situazione si può arrivare perché un erede non sa che il defunto ha lasciato un rapporto in essere con una banca. È vero che la banca è tenuta a comunicare dell’esistenza del conto, ma è altrettanto vero che tale notifica potrebbe non arrivare al destinatario: l’istituto invia una raccomandata a/r all’ultimo indirizzo conosciuto ma non è detto che il proprietario dell’abitazione sia cambiato o che il titolare del conto sia, appunto, passato a miglior vita. Ecco, quindi, che inevitabilmente il conto diventa dormiente.

Conti dormienti: come evitare che lo diventino?

Cosa fai di solito quando senti che ti stai addormentando sul divano davanti alla tv? Ti alzi, vai in bagno oppure bevi un bicchiere d’acqua. Insomma, ti muovi quel che basta per riuscire a vedere la fine del film. Perfetto: per evitare che un conto corrente diventi dormiente, dovrai fare la stessa cosa. Non certo portarlo in bagno ma muoverlo, movimentarlo. In qualsiasi modo, ad esempio:

  • fare il saldo del conto corrente;
  • pagare una spesa con la carta di credito;
  • comunicare un eventuale cambio di residenza, in modo che la banca sappia dove inviarti le comunicazioni ed evitare che vadano sempre a vuoto;
  • chiedere un libretto di assegni.

Attenzione, perché operazioni come ricevere mensilmente lo stipendio oppure domiciliare le bollette per i pagamenti non risvegliano il conto. Sono delle operazioni, infatti, che avvengono in automatico, senza il tuo intervento. Per impedire che il conto diventi dormiente devi effettuare tu una mossa, un intervento che presupponga che il deposito è ancora attivo per mano del titolare.

Conti dormienti: che fine fanno i soldi?

Esiste un vero e proprio Fondo Rapporti Dormienti, su cui vanno a finire i soldi rimasti in deposito presso un conto corrente dormiente. Il Fondo è gestito dalla Consap, cioè la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, che dipende dal ministero dell’Economia e delle Finanze. La Consap è una società per azioni pubblica incaricata di svolgere attività e funzioni di interesse generale.

Prima che il denaro finisca nelle casse del Fondo, la banca avverte il titolare del conto dormiente affinché si attivi a ritirarlo. Avrà 180 giorni di tempo per farlo. In caso contrario, appunto, i soldi verranno depositati presso il Fondo Rapporti Dormienti.

Ci sono, poi, ulteriori 10 anni per reclamare il denaro. Dopodiché, nemmeno il principe della bella addormentata nel bosco riuscirà a svegliare il conto: i soldi saranno destinati alle vittime delle frodi finanziarie.

Conti dormienti: cosa deve fare l’erede?

Può darsi che in quei 180 giorni di tempo per risvegliare un conto dormiente il titolare non sia fatto vivo perché proprio non lo era, cioè perché deceduto. Nei 10 anni successivi, prima di arrivare ai 20 oltre i quali non sarà più possibile reclamare i soldi, che cosa deve fare l’erede per entrare in possesso della somma addormentata?

Prima di tutto, deve capire se quel conto corrente esiste oppure no. Per saperlo, bisogna collegarsi al sito della Consap (consap.it) ed accedere alla pagina dedicata (consultaconti.consap.it/ricercaconto.aspx). Cliccando su «cerca rapporto dormiente», si aprirà una nuova pagina con dei campi da compilare per effettuare la ricerca: nome, cognome, indirizzo, anno del conto e numero di rapporto. Dopodiché, puoi cliccare su «ricerca» e trovare – se esiste – il rapporto bancario.

Individuato il conto, si passa alla fase 2: quella in cui si chiede il rimborso. La gestione della pratica è stata affidata sempre alla Consap dal ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2005. La domanda può essere presentata senza bisogno di ricorrere ad un intermediario.

Alla richiesta occorre allegare l’attestazione di devoluzione delle somme conforme a questo modulo.

La Concessionaria valuterà le domande secondo l’ordine di arrivo e, nel caso, richiederà i documenti non presentati. Nel caso in cui l’istanza fosse accettata, la Consap procederà a disporre i pagamenti una volta ricevuto l’accredito delle somme da parte del ministero.

Conto dormienti: chi ha diritto alla restituzione dei soldi?

Hanno diritto alla restituzione dei soldi depositati nei conti dormienti:

  • i titolari dei depositi di somme di denaro e depositi di strumenti finanziari e i loro aventi causa (ad esempio, gli eredi);
  • gli ordinanti degli assegni circolari ed i loro aventi causa entro 10 anni dalla data di emissione del titolo.

Non hanno diritto alla restituzione dei soldi:

  • i beneficiari degli importi relativi ai contratti di assicurazione sulla vita;
  • i beneficiari dei buoni fruttiferi postali non riscossi entro il termine di prescrizione decennale;
  • i beneficiari degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione triennale;
  • agli ordinanti degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione decennale dalla data di emissione del titolo.

Può capitare che ad avere diritto al rimborso delle somme depositate sui conti dormienti del defunto siano più eredi e non solo uno. In questo caso:

  • la domanda può essere presentata da uno di loro, presentando l’originale della delega alla trattazione della pratica e la copia del documento di identità del delegante in corso di validità;
  • il rimborso può essere effettuato in favore di uno di loro, munito di delega alla riscossione dei benefici economici da parte di terzi, autenticata dai competenti uffici comunali ovvero originale della procura notarile all’incasso.

La domanda può essere compilata ed inviata accedendo al portale unico della Consap oppure facendone richiesta scritta alla Concessionaria tramite raccomandata a/r.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube