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Remissione tacita di querela, quando sussiste?

14 Luglio 2020
Remissione tacita di querela, quando sussiste?

L’assenza della persona offesa nel processo equivale a non voler persistere nella querela.

Immagina di essere in strada a bordo della tua macchina. Stai cercando parcheggio e fa molto caldo. Dopo circa mezz’ora ne trovi uno. Cominci a fare manovra, ma una macchina ti precede e parcheggia al posto tuo. Ovviamente, suoni il clacson infastidito, il conducente però se ne infischia. Allora scendi dalla macchina per dirgliene quattro, quando all’improvviso il tizio si gira e ti colpisce al volto con uno schiaffo. Sei allibito. Prendi il suo numero di targa e dopo qualche giorno ti rechi dai carabinieri per raccontare l’accaduto. Inizia il processo, ma non ti presenti. Trascorso qualche giorno, ricevi un avviso del giudice che ti informa che se non ti presenti neppure alla prossima udienza, la tua assenza verrà considerata remissione tacita di querela. Cosa vuol dire? Il procedimento si arresta? Te lo spiego nel seguente articolo.

Cos’è la querela?

Alcuni reati sono punibili a querela di parte. In altre parole, se la persona offesa vuole che il responsabile venga perseguito penalmente deve segnalare il reato alle autorità presentando una querela. Ti faccio un esempio.

Tizio lascia il suo cellulare sul tavolo di un bar. Caio passa di lì e se lo prende. In tal caso, Tizio, cioè il derubato, deve presentare una querela altrimenti Caio non verrà punito.

La querela, quindi, è una condizione di procedibilità dell’azione penale, in difetto della quale non saranno svolte indagini nei confronti dell’autore del reato. 

Come e quando si presenta la querela?

Per presentare una querela basta una dichiarazione scritta oppure orale, in tal caso viene redatto un verbale sottoscritto poi dal querelante. 

In merito al contenuto, la querela deve contenere gli elementi essenziali del fatto (data, luogo, ecc.), le fonti di prova (documenti, registrazioni, ecc.), nonché l’indicazione dei soggetti e la manifestazione di volontà della persona offesa affinché si proceda nei confronti dell’autore del reato. 

La querela può essere presentata personalmente oppure tramite un procuratore speciale nel termine di tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. In alcuni casi, ad esempio per i reati di violenza sessuale, può proporsi nel termine di sei mesi.

Chi può presentare la querela?

Può presentare querela la persona offesa o il legale rappresentante dell’ente o dell’associazione. Se la persona offesa ha meno di 14 anni oppure è inferma di mente, alla querela provvedono i genitori, il tutore o un curatore speciale nominato dal giudice.

Cos’è la remissione di querela?

Chi presenta una querela ha sempre la possibilità di ripensarci e ritirarla in qualsiasi momento. Nel linguaggio giuridico si parla in questo caso di remissione di querela. La remissione può essere fatta per iscritto oppure in forma orale in qualsiasi momento, quindi:

  • in tribunale davanti al giudice;
  • fuori dalle aule di giustizia: ad esempio, in caserma dinanzi ai carabinieri. In tal caso il verbale verrà poi trasmesso alla cancelleria del giudice competente.

Nel primo caso si parla di remissione processuale, nel secondo caso di remissione extraprocessuale.

Cosa comporta la remissione della querela?

Il ritiro della querela comporta l’estinzione del reato. In parole povere, l’imputato sarà prosciolto. Tuttavia, non basta che la persona rimetta la querela, ma è necessario che l’imputato accetti tale remissione. 

Tizio ha accusato Caio di averlo minacciato. Tuttavia, entrambi fanno la pace e Tizio dichiara di voler rimettere la querela. In tal caso, Caio deve accettarla affinché la remissione possa perfezionarsi. Fatto ciò, il giudice dichiarerà estinto il reato per intervenuta remissione di querela.

Potrebbe accadere anche che l’imputato non voglia accettare la remissione, ma intenda proseguire per dimostrare la sua innocenza ed essere assolto con formula piena.

Facciamo un altro esempio. Hai lasciato il tuo fidanzato dopo una relazione durata 7 anni. Lui però non si rassegna e ti chiama in continuazione, si apposta sotto casa tua e ti lascia continui messaggi su Whatsapp. Vuole solo una cosa: tornare con te. Dato che ti senti perseguitata, decidi di recarti dai carabinieri per presentare una querela. Tuttavia, trascorso un po’ di tempo, lo incontri per strada e lo vedi sinceramente dispiaciuto. Decidi quindi di ritirare la querela anzitempo sporta. Puoi farlo? Certo che sì. In tal caso, però, trattandosi del reato di stalking la legge prevede che la querela debba essere ritirata nel processo davanti al giudice, il quale dovrà valutare l’effettiva volontà della vittima e che la stessa non abbia subito alcuna minaccia o pressioni in tal senso.

Il soggetto che propone, rimette o accetta la remissione della querela deve essere sempre identificato. Le spese del procedimento sono a carico del querelato, salvo quanto diversamente convenuto nell’atto di remissione.

Remissione tacita di querela, quando sussiste?

A questo punto, avrai capito cosa si intende per remissione di querela. C’è un’altra cosa che ancora non ti ho detto. La remissione extraprocessuale, cioè quella resa al di fuori del processo, può essere espressa o tacita. La remissione espressa può essere scritta oppure orale e presentata alle autorità (giudice, carabinieri, ecc.). In altre parole, si tratta di un atto esplicito e formale da cui si evince la volontà di rimettere la querela in modo inequivocabile.

La remissione tacita, invece, è quella desunta da fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela.

Facciamo un esempio pratico.

Tizio, persona offesa, ha presentato querela contro Caio per lesioni personali. Arriva il giorno del processo e Tizio non si presenta in udienza. Tale condotta può significare una remissione tacita della querela? Secondo la giurisprudenza [1], la querela si intende tacitamente rimessa solo se la persona offesa non compare all’udienza dibattimentale dopo essere stata in precedenza espressamente avvisata dal giudice circa le conseguenza della sua eventuale assenza.

Per tornare all’esempio di prima, non basta che Tizio, il querelante, non si presenti nel processo contro Caio, ma occorre che a seguito della sua assenza il giudice gli abbia notificato un avviso per informalo che, in caso di ulteriore assenza, la sua condotta sarà interpretata come volontà tacita di rimettere la querela.

Posso rinunciare alla querela?

Per concludere, va precisato che la persona offesa è libera di rinunciare a proporre la querela. Mettiamo il caso che Tizia cambia idea e non voglia più agire nei confronti di Caio. Anche la rinuncia può essere espressa o tacita e comporta l’estinzione alla radice del diritto o della facoltà di proporre querela. Il soggetto che rinuncia a proporre querela non vuol dire che rinuncia anche ad agire in sede civile. In altre parole, Tizio può rinunciare a proporre querela, ma può comunque adire il tribunale civile per ottenere il risarcimento del danno. Ciò in quanto la rinuncia ha effetti solo sul processo penale.


note

[1] Cass. sent. n. 8101/2020 del 28.02.2020.


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