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Come ereditare buoni fruttiferi

24 Aprile 2020 | Autore:
Come ereditare buoni fruttiferi

Il risparmio caratterizza il modo di vivere di molte persone: si mette da parte per poter un giorno godere dei sacrifici fatti. Le modalità con cui esso si realizza sono molteplici. Vediamone alcune.

Se guardi alla storia economica degli italiani, ti accorgi di come uno strumento di risparmio molto amato sia quello dei buoni fruttiferi. Infatti, le garanzie che offrono questi mezzi postali sono notevoli poiché il capitale viene sempre e comunque tutelato. Questo significa, in maniera semplice, che quanto risparmiato viene restituito.

Vi è, poi, un secondo elemento accattivante: alla somma versata – che viene totalmente resa al titolare del buono – si aggiunge il pagamento di un interesse maturato, il cosiddetto rendimento. Ed è questo il motivo della particolare denominazione dei buoni: essi, nel lungo periodo, portano “frutti”.

Tali strumenti di risparmio, quindi, entrano a far parte del patrimonio familiare e diventano oggetto di successione nel momento in cui il soggetto intestatario muore.

Il quesito da porsi è allora questo: come ereditare buoni fruttiferi?

La loro successione può apparire una questione complicata, ma con le opportune conoscenze diventa facile la sua trattazione.

Facciamo, quindi, un pò di chiarezza prima di addentrarci negli aspetti squisitamente tecnici della materia.

Cosa è un buono fruttifero?

Il buono fruttifero è uno strumento messo a disposizione degli italiani che consente di accumulare risparmi nel corso del tempo e di godere di una riserva di denaro accessibile in qualsiasi momento di bisogno.

Nello specifico, essendo uno strumento finanziario delle Poste Italiane, esso corrisponde a tutti gli effetti a un titolo emesso e garantito dallo Stato.

Nel linguaggio comune, spesso si cade in errore: si tende a confondere i buoni fruttiferi con i buoni del tesoro, ma la differenza sostanziale fra le due modalità di risparmio è il cosiddetto fattore rischio. Con i buoni fruttiferi, infatti, il capitale investito viene restituito anche in caso di oscillazioni di mercato; viceversa, i buoni del tesoro risentono delle variazioni del sistema economico nazionale e mondiale.

Buoni fruttiferi: come si ereditano?

Se a seguito della morte di un tuo caro trovi dei buoni fruttiferi a suo nome, vi sono delle cose che devi sapere. La disciplina sulla loro successione è, infatti, particolarmente complessa. Cercheremo allora di indicarti le procedure da seguire per subentrare nella titolarità di tali strumenti.

Come ogni altra entità appartenente al defunto, anche i buoni fruttiferi fanno parte dei beni che vengono divisi fra i beneficiari dell’eredità. Tuttavia, per poter ottenere il loro rimborso è necessario munirsi di alcuni documenti che devono essere presentati alle poste.

Non farti spaventare dagli adempimenti burocratici: tutti gli sportelli italiani hanno messo un modulo apposito a disposizione di chi si trova nella tua condizione. Tale guida, fornita direttamente dal funzionario allo sportello o scaricabile dal sito internet di Poste Italiane, ha lo scopo di farti da promemoria. In altri termini, ti indica gli atti di cui devi essere in possesso, ossia:

  • il buono o i buoni che intendi riscuotere;
  • l’estratto del certificato di morte del defunto;
  • l’atto notorio o dichiarazione di atto di notorietà;
  • la copia conforme all’originale del verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto o la copia conforme all’originale del testamento pubblico;
  • le copie dei documenti di identità dei soggetti che richiedono il rimborso;
  • la dichiarazione di successione.

Come puoi ben capire dall’elenco fornito, sono tutti documenti che rispondono ad esigenze di autenticità e di garanzia.

La presentazione della domanda di rimborso deve essere presentata al direttore del competente ufficio postale il quale, dopo averla approvata, dà il via all’operazione di restituzione dei risparmi del defunto. Per quanto riguarda i tempi impiegati, di solito gli uffici competenti impiegano una media di tre settimane per definire la situazione ed evadere la pratica.

E se il buono è intestato a più persone?

Se il buono fruttifero è intestato ad una sola persona, la questione relativa alla sua riscossione appare semplice. Può accadere, però, che il mezzo di risparmio sia cointestato a più soggetti.

Cosa succede allora se muore uno di coloro che lo hanno originariamente stipulato?

In particolare, se hai in mano dei buoni fruttiferi sottoscritti da te e da un’altra persona e quest’ultima muore, puoi trovarti nell’incresciosa situazione di essere bloccato da Poste italiane nell’esercizio dei tuoi diritti.

La limitazione nella riscossione è prevista per uno scopo preciso: quello di garantire la realizzazione di tutti gli adempimenti successori, come sopra indicati. I buoni fruttiferi, infatti, presentano un’altra caratteristica: sono rimborsabili “a vista”, ossia a seguito della loro mera consegna al funzionario di sportello. La procedura tutela, quindi, l’integrità del patrimonio.

Tuttavia, la giurisprudenza di Cassazione – organo supremo di giustizia – ha affermato in più occasioni la totale illegittimità del rifiuto opposto da Poste italiane di liquidare il titolare superstite. Si ritiene, infatti, che la somma comprensiva degli interessi maturati vada rimborsata anche in assenza di dichiarazione di successione o di quietanza degli eredi.

Altra questione che devi porti è se i buoni fruttiferi sono soggetti ad imposta di successione. La risposta a tale quesito è relativamente semplice: essi non contribuiscono a comporre il cosiddetto attivo patrimoniale del defunto. In altri termini, si tratta di beni che non possono essere equiparati a tutte quelle operazioni che vengono poste in essere per produrre un reddito (pensa, ad esempio, agli investimenti in borsa).

Per questi beni non sussiste, dunque, l’obbligo di dichiarazione nell’atto di successione, nè tantomeno l’obbligo di pagare le imposte. Si tratta di mezzi di risparmio equiparati – per fini tributari – ai titoli di Stato. Ne deriva, quindi, che anche per i buoni fruttiferi è prevista l’esenzione dal pagamento della tassa di successione.



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