Reati tributari: a rischio la prima casa

6 Marzo 2020 | Autore:
Reati tributari: a rischio la prima casa

Svolta nel pensiero della Cassazione: ammessa la confisca dell’immobile adibito a prima abitazione.

L’imprenditore che commette dei reati tributari può vedersi confiscare la prima casa. Secondo la Cassazione, infatti [1], la normativa sulla riscossione non deve essere applicata in un provvedimento penale. Si tratta di un’importante novità, perché le sentenze pronunciate finora dalla stessa sezione penale III della Suprema Corte dicevano il contrario.

I giudici si sono pronunciati sul caso del legale rappresentante di una società, indagato per dichiarazione fraudolenta mediante fatture false, a cui era stata sequestrata la prima casa ai fini della futura confisca. Il provvedimento era confermato dal tribunale del riesame, la cui decisione era stata portata in Cassazione.

L’imprenditore sosteneva che l’abitazione non poteva essere sottoposta a futura confisca in base ad una norma [2] in tema di espropriazione immobiliare secondo cui, l’agente della riscossione non può espropriare l’unico immobile di proprietà del debitore con esclusione delle abitazioni di lusso, se esso è adibito a uso abitativo e l’interessato ci risiede anagraficamente

Questa volta, la Cassazione non la pensa così. Secondo gli ermellini, la disposizione tributaria richiamata ha introdotto un limite all’espropriazione immobiliare che non riguarda la prima casa ma «l’unico immobile del debitore». Non sono la stessa cosa, in quanto la questione attiene alla consistenza quantitativa del patrimonio del debitore e non semplicemente la qualificazione del singolo immobile oggetto di pignoramento.

Significa – si legge nella sentenza – che per invocare l’applicazione della disposizione in tema di espropriazione immobiliare, il debitore deve limitarsi a prospettare che l’immobile pignorato sia la sua prima casa perché questo ragionamento non esclude, di per sé, che il debitore possegga altri immobili.

Inoltre, la normativa non fissa un principio generale di impignorabilità perché si riferisce solo alle espropriazioni da parte del Fisco per debiti tributari e non anche a quelle promosse da altre categorie di creditori per debiti di altro tipo. Non è nemmeno ipotizzabile che trovi applicazione in relazione alla confisca penale perché l’oggetto è il profitto del reato e non il debito fiscale.


note

[1] Cass. sent. 8995/2020 del 05.03.2020.

[2] Art. 52 Dl 69/2013.


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