Separazione consensuale: donazioni senza valore

6 Marzo 2020 | Autore:
Separazione consensuale: donazioni senza valore

Secondo la Cassazione, l’accordo per la cessione patrimoniale tra i coniugi non è un atto pubblico e, pertanto, perde la sua validità.

Non ha alcun valore l’accordo sulle donazioni effettuato da una coppia in sede di separazione legale, perché non si tratta di un atto pubblico. Lo ha stabilito la Cassazione con un’ordinanza [1].

Come spiega il quotidiano Il Sole 24Ore nell’edizione di questa mattina, i giudici hanno deciso in tal senso poiché nel nostro ordinamento vige il cosiddetto principio di «simmetria delle forme» contenuto nel Codice civile [2] e che impone che il contratto preliminare debba avere, a pena di nullità, la stessa forma del contratto definitivo. Di conseguenza, il negozio accessorio deve avere, sempre a pena di nullità, la stessa forma del negozio principale, come più volte sancito dalla giurisprudenza.

Nel caso specifico esaminato ora dalla Suprema Corte, il negozio accessorio era il contratto risolutivo e il negozio principale era una donazione. Visto che la donazione deve essere stipulata, a pena di invalidità, nella forma dell’atto pubblico [3] allo stesso modo deve essere essere stipulato anche il contratto risolutivo.

Di conseguenza, visto che l’accordo raggiunto in sede di separazione coniugale non rivestiva la forma dell’atto pubblico, si tratta di un accordo nullo di cui il marito non può pretenderne l’esecuzione coattiva.

L’ordinanza offre uno spunto di riflessione interessante in materia di separazioni. Il coniuge donante, infatti, ha tentato di convincere la Cassazione a considerare l’accordo risolutivo della donazione come un negozio a sé stante che troverebbe la sua causa nel particolare contesto (l’accordo di separazione coniugale) nel quale esso è stato stipulato.

Tentativo andato a vuoto, visto che la Suprema Corte ha continuato a concentrarsi sul rapporto tra contratto risolutivo e contratto risolto, e a stabilire da quest’ultimo la forma necessaria per quell’altro.

Secondo i giudici, l’accordo di separazione coniugale, contenente donazioni da parte di un coniuge nei confronti dell’altro coniuge, «ha nell’esperienza giudiziaria una sua tipicità sostenuta dalla volontà dei coniugi di dare una sistemazione» ai loro rapporti patrimoniali in occasione della separazione.

In tale contesto, l’intento di tali accordi sfugge a una connotazione sia in termini di donazione, sia in termini di compravendita, in assenza di un prezzo.


note

[1] Cass. ord. n. 5937/2020 del 03.03.2020.

[2] Art. 1351 cod. civ.

[3] Art. 782 cod. civ.


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