Coronavirus: congedi e voucher per le famiglie

6 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: congedi e voucher per le famiglie

In arrivo il decreto che prevede un sostegno alle famiglie per la chiusura delle scuole fino al 15 marzo. Cassa integrazione in deroga per alcuni lavoratori.

L’avevamo anticipato due giorni fa, quando la notizia non era ancora ufficiale: la chiusura delle scuole fino al 15 marzo può essere, sicuramente, utile per contenere la diffusione del coronavirus, ma crea inevitabilmente dei problemi alle famiglie. Non tutti hanno dei nonni a disposizione a cui lasciare i bambini mentre i genitori sono al lavoro.

Per venire incontro a chi si trova in questa situazione, il Governo ha messo a disposizione due forme di aiuto. Da una parte, il prolungamento del congedo parentale, cioè del periodo in cui il padre o la madre può restare a casa per accudire i figli. Dall’altra, il ritorno dei voucher per la baby sitter. Due misure – commenta il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti – mirate a «sostenere le famiglie nella cura dei bimbi a casa, senza esporre i nonni che sono così preziosi nel welfare familiare, e non devono rischiare di essere contagiati». Questi due strumenti verranno introdotti in un decreto che sarà firmato la prossima settimana e che prevede l’erogazione di sette miliardi e mezzo a sostegno delle attività produttive.

Per quanto riguarda i congedi parentali, ad oggi i genitori dei bambini fino a 12 anni possono usufruire fino ad un periodo complessivo di assenza di 10 mesi con una retribuzione del 30% rispetto alla media giornaliera fino all’ottavo mese di età del figlio (dagli 8 ai 12 anni, infatti, non è prevista alcuna retribuzione). Il congedo è riconosciuto sia ai dipendenti privati sia agli statali, così come ai lavoratori iscritti alla gestione separata. Secondo il decreto in via di approvazione, uno dei genitori potrà rimanere a casa anche se ha già utilizzato il periodo massimo dei 10 mesi, sempre con la retribuzione al 30% della media giornaliera.

Il voucher per la baby sitter, invece, era stato eliminato nel 2019 dopo sei anni di sperimentazione. Era previsto come sostegno per pagare la persona che curava i figli mentre i genitori erano al lavoro o per le spese dei servizi per l’infanzia. Ora, di fronte alla chiusura straordinaria delle scuole, viene reintrodotto per chi lavora nel settore pubblico o privato e per chi è iscritto alla gestione separata, ma anche per le autonome e per le imprenditrici. La durata può variare da tre a sei mesi. L’importo massimo è di 600 euro al mese.

Al congedo parentale ed ai voucher si aggiungono altre misure, come il rafforzamento del fondo di integrazione salariale e l’estensione della cassa integrazione in deroga per tutti i comparti privati, compreso quello agricolo, ed in particolare per i lavoratori scoperti da altre forme di sostegno al reddito. Questo tipo di cassa integrazione sarà retroattivo dal 23 febbraio e non prevede il requisito dei 90 giorni di anzianità effettiva al momento della presentazione della domanda.



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