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Il doppio virus del Coronavirus

6 Marzo 2020 | Autore:
Il doppio virus del Coronavirus

Covid-19: l’allerta della Polizia postale sulla diffusione di malware sull’epidemia.

L’emergenza sanitaria del Coronavirus sta diffondendo il panico nella popolazione. C’è chi, per mettersi al riparo dal contagio, corre all’acquisto di mascherine, dell’Amuchina, di provviste, in vista del periodo di quarantena obbligatorio o forzato. Ogni giorno, in rete, gli utenti sono alla ricerca di news sul Coronavirus: come capire se hai il coronavirus; come evitare il coronavirus nello sport; come proteggere i bambini dal Coronavirus; quali sono le nuove forme di contagio. Insomma, ultimamente non si parla d’altro. Ma sempre in rete, si sta diffondendo anche un altro rischio di contagio: quello dei malware che, cavalcando l’onda del Coronavirus, rischiano di infettare le email istituzionali e non.

L’allerta arriva dalla Polizia di Stato, compartimento polizia postale e delle comunicazioni Piemonte e Valle d’Aosta.

Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, in una nota, allerta sulle nuove minacce informatiche sul Coronavirus.

Quali sono i malware diffusi tramite email?

Sono virus divulgati attraverso campagne massive di spam che potrebbero interessare anche le caselle di posta istituzionali inducendo gli utenti in errore.

Il primo malware assume la forma di un file nominato CoronaVirusSafetyMeasures pdf che puoi ritrovare in allegato alle email spam. L’estensione è solo in apparenza .pdf, ma si tratta di un file eseguibile .exe che fa partire il download di contenuti spazzatura.

Il secondo malware assume la forma di un allegato .doc in cui sono indicate alcune forme di prevenzione per evitare il contagio e, per rendere il tutto più credibile, l’email è a firma della Dr.ssa Penelope Marchetti dell’Organizzazione mondiale della salute (Oms).

Pertanto, è consigliabile fare particolare attenzione alle email ricevute sulla propria casella di posta elettronica, in particolare su quelle istituzionali. In caso di email sospette, non bisogna cliccare sui link contenuti e non aprire allegati (anche se, in apparenza, potrebbero sembrarti normali file in Word o Pdf).


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