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Trascrizione sentenza: come si fa?

24 Aprile 2020 | Autore:
Trascrizione sentenza: come si fa?

Trascrizione degli atti: cos’è e a cosa serve? Quando si deve trascrivere una sentenza? Chi è tenuto a trascrivere una decisione del giudice? Come si fa?

Sei in causa col tuo vicino da tempo oramai immemore: hai cominciato anni fa per via di un problema di distanza dal confine e ora, dopo lotte e schermaglie legali, pare che il giudice si sia deciso a emettere la sentenza. Pensi che sia la fine del tuo travagliato pellegrinaggio nelle aule di giustizia, ma non è così: il tuo avvocato ti dice che la sentenza, affinché sia efficace a tutti gli effetti, deve essere trascritta. Cosa significa? Cos’è la trascrizione di una sentenza e come si fa? È ciò che ti spiegherò con questo articolo.

Sicuramente saprai che la sentenza è quel provvedimento con cui il giudice risolve definitivamente una controversia sorta tra le parti. Con la sentenza, in pratica, il giudice applica la legge al caso concreto. La sentenza ha effetti solo tra le parti coinvolte nel giudizio, nel senso che, se il giudice ha stabilito che il tuo vicino non può costruire su quel pezzo di terra perché è tuo, la decisione riguarda solo voi e nessun altro. In realtà, perché una sentenza possa essere davvero efficace è necessario che tutti la rispettino, non solo le parti coinvolte nel processo.

Mettiamo il caso che il giudice stabilisca definitivamente che un bene immobile sia di tua proprietà: il tuo interesse è non solo che la controparte rispetti la decisione, ma che quanto stabilito in sentenza sia opponibile a tutti, anche a coloro che sono stati estranei al giudizio. Proprio a questo serve la trascrizione della sentenza: a far rispettare a tutti la decisione del giudice. Ma come si fa a trascrivere una sentenza? Prosegui nella lettura.

Trascrizione: cos’è?

La trascrizione è una forma di pubblicità degli atti o dei fatti giuridici; in pratica, la trascrizione serve a portare a conoscenza di terze persone gli atti che, normalmente, intercorrono solamente tra determinate persone.

Come detto nell’introduzione, i negozi giuridici (tipo i contratti) e le sentenze sono vincolanti solamente per le parti tra cui intercorrono, mentre analoga efficacia non può essere attribuita nei confronti di terzi. Quando un determinato atto o provvedimento deve produrre conseguenze giuridiche anche nei confronti dei terzi occorre che a questi sia garantita la conoscibilità del fatto.

Tale conoscibilità è assicurata attraverso la pubblicizzazione degli atti o dei provvedimenti giuridici. La trascrizione rappresenta una forma di pubblicità utile affinché tutti possano sapere che un determinato atto o fatto è accaduto tra le parti.

Quali sono gli effetti della trascrizione?

L’effetto principale della trascrizione è quello di far conoscere anche alle persone estranee che è stato sottoscritto un determinato atto oppure che è stata emanata una determinata sentenza.

La trascrizione serve solamente affinché l’atto trascritto sia opponibile nei confronti degli altri; qualora non si procedesse alla trascrizione, l’atto sarebbe comunque pienamente valido ed efficace tra le parti.

La trascrizione di una sentenza, dunque, serve a che la stessa venga rispettata anche dai terzi; se non trascritta, la sentenza sarebbe comunque pienamente valida tra le parti.

Quali atti sono soggetti a trascrizione?

Per la legge non tutti gli atti devono essere trascritti. Nello specifico, affinché abbiano effetti verso terzi si devono trascrivere:

  • i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili;
  • i contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, i diritti del concedente e dell’enfiteuta;
  • i contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano i diritti edificatori comunque denominati, previsti da normative statali o regionali, ovvero da strumenti di pianificazione territoriale;
  • i contratti che costituiscono la comunione dei diritti menzionati nei punti precedenti;
  • i contratti che costituiscono o modificano servitù prediali, il diritto di uso sopra beni immobili, il diritto di abitazione;
  • gli atti tra vivi di rinunzia ai diritti menzionati nei numeri precedenti;
  • i provvedimenti con i quali nell’esecuzione forzata si trasferiscono la proprietà di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, eccettuato il caso di vendita seguita nel processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche a favore del terzo acquirente;
  • gli atti e le sentenze di affrancazione del fondo enfiteutico;
  • i contratti di locazione di beni immobili che hanno durata superiore a nove anni;
  • gli atti e le sentenze da cui risulta liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti, per un termine maggiore di tre anni;
  • i contratti di società e di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, quando la durata della società o dell’associazione eccede i nove anni o è indeterminata;
  • gli atti di costituzione dei consorzi che hanno l’effetto indicato dal numero precedente;
  • i contratti di anticresi;
  • gli accordi di mediazione che accertano l’usucapione con la sottoscrizione del processo verbale autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato;
  • le transazioni che hanno per oggetto controversie sui diritti menzionati nei numeri precedenti;
  • le sentenze che operano la costituzione, il trasferimento o la modificazione di uno dei diritti menzionati nei punti precedenti [1].

Sentenze: quando vanno trascritte?

Come appena visto dall’elenco di cui al paragrafo precedente, le sentenze del giudice vanno trascritte quando hanno a che vedere con il diritto di proprietà dei beni immobili oppure con altri diritti reali, quali l’usufrutto, l’enfiteusi, il diritto di abitazione su un immobile, ecc.

Inoltre, si devono trascrivere le sentenze da cui risulta estinto per prescrizione o acquistato per usucapione ovvero in altro modo non soggetto a trascrizione uno dei diritti reali esercitati su beni immobili o mobili registrati (autovetture, navi, ecc.).

In parole povere, le sentenze da trascriversi sono quelle che sanciscono il trasferimento della proprietà di un immobile ovvero la costituzione di altro diritto reale (quale può essere l’usufrutto, ad esempio) su detti beni.

Vanno altresì trascritte tutte le sentenza che modificano o costituiscono un diritto di proprietà su bene immobile: pensa alla sentenza che riconosce l’usucapione a favore di una delle parti.

Peraltro, è appena il caso di specificare che le sentenze possono essere trascritte anche quando non sono divenute ancora definitive; ciò significa che può essere trascritta anche la sentenza impugnata davanti al giudice dell’appello.

Trascrizione sentenza: dove si fa?

Abbiamo spiegato cos’è la trascrizione, quali sono gli atti soggetti a trascrizione e quando una sentenza va trascritta. Vediamo ora dove si trascrive una sentenza.

La trascrizione di una sentenza non è altro che l’annotazione del provvedimento del giudice all’interno dei registri tenuti presso le conservatorie dei registri immobiliari.

La conservatoria è l’ufficio presente sul territorio provinciale (in genere, collocato all’interno della sede dell’Agenzia delle entrate) ove vengono iscritte tutte le operazioni giuridiche che concernono beni immobili.

In pratica, la conservatoria è l’ufficio dove sono conservati i registri immobiliari e ipotecari; la sua funzione è quella di rendere pubblici (cioè, conoscibili anche ai terzi) gli atti che hanno ad oggetto beni immobili come fondi, terreni e abitazioni: difatti, chiunque può andare presso la conservatoria e fare una visura ipotecaria.

Le sentenze vanno trascritte nei registri della conservatoria al fine di segnalare e rendere pubbliche le modifiche che la sentenza stessa ha apportato su un diritto reale riguardante un bene immobile.

Trascrizione sentenza: come si fa?

La trascrizione di una sentenza è affidata al cancelliere del tribunale; in pratica, deve essere il cancelliere a curare questo adempimento, non le parti del giudizio. Di regola, il cancelliere deve provvedere nel termine di trenta giorni dalla pubblicazione della sentenza, presso la conservatoria dei registri della circoscrizione dove si trova il bene oggetto dell’atto.

È il codice civile a spiegare la procedura, cioè a dirci come si trascrive una sentenza [2]. Il cancelliere deve trasmettere al conservatore dei registri immobiliari (cioè, a colui che è responsabile della tenuta dei registri immobiliari) una copia autenticata della sentenza.

Oltre alla copia autenticata della sentenza, il cancelliere deve trasmettere al conservatore un’apposita nota (definita appunto nota di trascrizione) in doppio originale in cui devono essere indicati tutte le informazioni fondamentali per la trascrizione, e cioè: i dati anagrafici completi delle parte coinvolte nel giudizio (cioè, le persone tra le quali la sentenza produce effetti); il titolo (cioè la sentenza stessa); l’autorità giudiziaria che ha pronunciato il provvedimento; il nome del cancelliere che ha autenticato la copia sentenza; gli estremi completi dei beni immobili coinvolti.

Non bisogna dimenticare che il cancelliere ordina al conservatore la trascrizione della sentenza non nel luogo ove il provvedimento è stato emesso, bensì nel luogo ove i beni immobili si trovano: ciò significa che la trascrizione avverrà nella conservatoria della provincia ove si trovano i beni oggetto della sentenza.

La trascrizione materiale della sentenza viene effettuata dal conservatore dei registri immobiliari il quale, ricevuta la nota di trascrizione in doppio originale e la copia autenticata della sentenza, provvede alle necessarie annotazioni all’interno dei registri immobiliari.

Trascrizione sentenza: a cosa serve?

Come detto nei paragrafi iniziali, la trascrizione della sentenza serve a rendere opponibile la stessa anche nei riguardi dei terzi [3]. Per farti capire meglio questo concetto ti faccio un esempio.

Tizio cita in giudizio Caio per vedersi riconosciuta l’usucapione di una parte di terreno di quest’ultimo. Il giudice gli dà ragione e ordina al cancelliere che la sentenza venga trascritta nei registri immobiliari. Prima ancora che ciò avvenga Caio vende a Sempronio la parte di terreno che gli è stata usucapita. L’acquisto di Sempronio è valido perché, fintantoché non si provvede alla trascrizione, la sentenza non è opponibile ai terzi estranei al giudizio. Tizio potrà però chiedere il risarcimento dei danni a Caio.

Dall’esempio appena fatto puoi capire l’importanza della trascrizione: la trascrizione rende opponibile a tutti l’effetto giuridico sancito dal provvedimento del giudice (nell’esempio fatto, l’avvenuta usucapione e, quindi, il passaggio della proprietà da un soggetto a favore di un altro).

Se una sentenza sancisce che una persona è proprietaria di un bene anziché un’altra, oppure che su un fondo c’è una servitù di passaggio, affinché tutti possano essere obbligati a rispettare il diritto della parte vittoriosa occorre che la sentenza venga trascritta nei registri immobiliari.


note

[1] Art. 2643 cod. civ.

[2] Art. 2659 cod. civ.

[3] Art. 2644 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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